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Edilizia, le microimprese restano indietro nella trasformazione digitale

2 giorni fa
Tempo di lettura: 1 min
Edilizia, le microimprese restano indietro nella trasformazione digitale


Banca d’Italia colloca le costruzioni al settimo posto tra dieci settori per l’utilizzo degli strumenti digitali.

Le microimprese delle costruzioni mostrano ancora un ritardo significativo nell’utilizzo delle tecnologie digitali. L’indagine della Banca d’Italia, condotta su dieci settori produttivi, colloca l’edilizia al settimo posto per livello complessivo di digitalizzazione.

Tra gli strumenti analizzati figurano cloud computing, robotica, interconnessione dei processi e intelligenza artificiale. Il cloud risulta la tecnologia maggiormente diffusa: nelle costruzioni viene utilizzato dal 44% delle microimprese considerate.

Più limitata la diffusione delle altre soluzioni. La robotica interessa il 9% delle microimprese del settore, mentre l’interconnessione dei processi raggiunge il 6%. L’intelligenza artificiale è utilizzata, anche in forma limitata, dal 12% delle imprese edili considerate.

Il dato evidenzia un potenziale problema di produttività. La digitalizzazione può migliorare programmazione delle attività, gestione dei dati, controllo dei costi, manutenzione, sicurezza e coordinamento tra progettazione e cantiere. La ridotta dimensione aziendale costituisce tuttavia spesso un ostacolo agli investimenti e alla formazione necessaria.

La trasformazione digitale dell’edilizia dipenderà quindi soprattutto dalla capacità di portare tecnologie e competenze nelle imprese più piccole. Senza questo passaggio, BIM, intelligenza artificiale e automazione rischiano di creare un divario crescente tra pochi operatori strutturati e la vasta rete di microimprese che costituisce una parte essenziale del settore.

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