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Data center, la Lombardia sceglie la corsia urbanistica

5 giu
Tempo di lettura: 2 min

Il progetto di legge regionale sposta i carichi autorizzativi, premia le aree dismesse e qualifica gli impianti come produttivi


Il progetto di legge regionale n. 150/XII della Lombardia, approvato dal Consiglio regionale il 26 maggio 2026 e dedicato all’insediamento dei centri dati, introduce una disciplina che incide direttamente su urbanistica, autorizzazioni e fiscalità edilizia. La scelta normativa più rilevante è la qualificazione dei data center di maggiore potenza come insediamenti produttivi, con effetti sul regime degli oneri e sulla compatibilità urbanistica degli interventi.


La norma affida alla Regione un ruolo centrale nei procedimenti ambientali e autorizzativi, in particolare quando l’impianto ricade nell’ambito dell’autorizzazione integrata ambientale o presenta dimensioni tali da superare la rilevanza meramente comunale. Il modello punta a ridurre la frammentazione amministrativa, ma concentra sul livello regionale la responsabilità di coordinare profili energetici, ambientali, urbanistici e infrastrutturali.


La preferenza per le aree brownfield, dismesse, contaminate o sottoutilizzate, esprime una precisa politica di contenimento del consumo di suolo. La disciplina non esclude gli insediamenti su aree agricole o verdi, ma li assoggetta a un trattamento più oneroso, mediante incrementi contributivi e maggiori cautele. La leva economica diventa così strumento di indirizzo del mercato: chi riutilizza aree compromesse può beneficiare di un percorso più coerente con la rigenerazione urbana, mentre chi consuma nuovo suolo sopporta un aggravio.


Il testo considera anche la dimensione energetica, imponendo attenzione all’approvvigionamento da fonti a ridotto impatto, alla neutralità carbonica e al possibile recupero del calore prodotto dagli impianti. Per gli operatori, la nuova disciplina impone una due diligence preventiva più ampia: titoli edilizi, connessioni elettriche, compatibilità ambientale, vincoli urbanistici e sostenibilità economica degli oneri devono essere valutati prima dell’acquisizione dell’area. La disciplina transitoria consente alle istanze già avviate di non subire un blocco generalizzato, preservando continuità amministrativa e affidamento degli investitori.

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