Data center, la Lombardia costruisce il primo quadro regionale
La legge regionale 3 giugno 2026, n. 11, chiarisce destinazioni d’uso, localizzazioni e oneri per i centri dati
Con la legge regionale Lombardia 3 giugno 2026, n. 11, recante disposizioni in materia di insediamento di centri dati, il territorio lombardo si dota di una disciplina organica per la realizzazione, l’ampliamento e il monitoraggio dei data center. La norma si inserisce nel quadro nazionale aperto dal decreto legge 20 febbraio 2026, n. 21, convertito nella legge 10 aprile 2026, n. 49, che ha introdotto il procedimento unico autorizzatorio per queste infrastrutture.
Il punto centrale della legge regionale riguarda la qualificazione urbanistica. I centri dati vengono ricondotti alla destinazione d’uso produttiva, con effetti rilevanti sul calcolo degli oneri e sulla compatibilità degli insediamenti. Per gli impianti di potenza inferiore a 5 MW è prevista la compatibilità anche con destinazioni terziarie e direzionali, mentre viene valorizzata la localizzazione in aree per servizi tecnologici, soprattutto quando sia possibile il recupero del calore.
La legge orienta le nuove installazioni verso aree industriali dismesse, i cosiddetti brownfield, che i Comuni dovranno individuare. La scelta risponde all’esigenza di ridurre consumo di suolo, favorire rigenerazione urbana e garantire coerenza con reti elettriche, risorse idriche e infrastrutture esistenti. Non è esclusa la localizzazione su suolo agricolo, ma l’intervento comporta una maggiorazione del contributo di costruzione del 100 per cento, elevata al 200 per cento nelle aree naturali tutelate.
Restano profili applicativi da presidiare: tempi effettivi del procedimento, rapporto con eventuali varianti urbanistiche, connessione alla rete elettrica e linee guida attuative. La certezza regolatoria è però un passo decisivo per un mercato in rapida espansione, in cui cloud, intelligenza artificiale e sovranità digitale rendono i data center infrastrutture strategiche.




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