top of page

Crisi d’impresa, liquidazioni giudiziali in aumento del 7,2%

14 ore fa
Tempo di lettura: 2 min
Rappresentazione della disciplina della crisi d’impresa

Le liquidazioni giudiziali delle imprese italiane sono salite a 9.869 nel 2025, con un aumento del 7,2% rispetto all’anno precedente. Il dato emerge da uno studio Eurispes costruito su informazioni Unioncamere e sull’indagine Cribis. Se si considerano tutte le tipologie di procedura legate alla crisi, il totale raggiunge 13.470 casi, il 15,5% in più rispetto al 2024.

L’incremento segnala una pressione crescente sulla tenuta finanziaria delle aziende, ma non descrive un fenomeno uniforme. Dimensione, settore e territorio incidono sulla capacità di affrontare rincari, credito più selettivo e domanda debole. Lo studio ricorda inoltre che circa una nuova impresa su cinque chiude nei primi due anni di attività, fase nella quale capitale limitato e organizzazione ancora fragile rendono più difficile assorbire gli imprevisti.

Aumenta anche l’utilizzo degli strumenti introdotti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Nel 2025 le istanze di composizione negoziata hanno superato quota 1.776. Il concordato semplificato ha registrato 143 domande, contro le 85 del 2024. Questi istituti mirano a far emergere le difficoltà prima che diventino irreversibili, favorendo un confronto strutturato con creditori, finanziatori e altri soggetti coinvolti.

La crescita delle procedure non equivale automaticamente a un aumento delle chiusure. Una parte degli strumenti è pensata proprio per conservare la continuità aziendale, rinegoziare il debito e proteggere il valore dell’impresa. L’efficacia dipende però dalla tempestività: bilanci attendibili, flussi di cassa monitorati e assetti organizzativi adeguati permettono di intervenire quando esistono ancora margini per una soluzione sostenibile.

Eurispes richiama infine il rischio di un uso improprio delle procedure. Senza controlli rigorosi potrebbero abbattere debiti rilevanti anche verso l’Erario. Restano centrali la buona fede, la completezza dei dati e la concreta praticabilità dei piani, con verifiche puntuali dei creditori.

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page