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Case efficienti, il mercato premia la classe energetica

24 lug
Tempo di lettura: 2 min

Le abitazioni in classe A e B crescono più dell’inflazione, mentre gli immobili energivori perdono valore reale e liquidità commerciale.


La classe energetica è ormai una variabile economica dell’immobile, non più un semplice dato tecnico dell’attestato di prestazione energetica. L’analisi diffusa da Rexer conferma una divaricazione netta: tra il 2017 e il 2025 le abitazioni in classe A e B hanno registrato un incremento dei prezzi del 31%, superiore all’inflazione cumulata, mentre gli immobili nelle classi F e G si sono fermati a una crescita nominale molto contenuta. In termini reali, ciò significa che solo gli edifici più efficienti hanno effettivamente conservato e accresciuto valore.


Il fenomeno nasce dall’incontro tra tre spinte. La prima è l’aumento dei costi energetici, che rende più visibile il peso delle spese di gestione. La seconda è l’evoluzione della normativa europea, con la direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica degli edifici, orientata a ridurre progressivamente consumi ed emissioni del patrimonio immobiliare. La terza è il mutamento della domanda: l’acquirente attribuisce crescente importanza a comfort, manutenzione, sostenibilità e prevedibilità dei costi futuri.


Il patrimonio italiano resta però fragile. Una parte molto ampia delle abitazioni appartiene ancora alle classi energetiche più basse, spesso in edifici costruiti decenni fa, con tagli non sempre coerenti con le esigenze attuali e interventi di ristrutturazione onerosi. Questo incide sulla liquidità del bene: l’immobile inefficiente può richiedere più sconto, più tempo di vendita e maggiori garanzie economiche per chi acquista.


Il mancato completamento del quadro nazionale di recepimento della disciplina europea non elimina l’effetto di mercato. Anche in assenza di obblighi immediati generalizzati per i proprietari, il prezzo sta incorporando il rischio di obsolescenza energetica. La riqualificazione diventa quindi non solo scelta ambientale, ma presidio patrimoniale. Per famiglie, banche e investitori, l’efficienza è destinata a pesare su valutazioni, concessione del credito, appetibilità commerciale e capacità dell’immobile di mantenere valore nel medio periodo.

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