Auto, in Europa una su cinque è elettrica: BYD punta sull’export per sostenere ricavi e crescita
- piscitellidaniel
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La transizione dell'automobile europea accelera e porta le vetture completamente elettriche oltre una soglia simbolica: nel primo semestre del 2026 più di un'auto nuova su cinque immatricolata nell'Unione europea è stata a batteria. La quota delle elettriche ha raggiunto il 20,7%, contro il 15,6% dello stesso periodo dell'anno precedente, mentre il mercato complessivo delle nuove immatricolazioni è cresciuto del 5,7%. Il cambiamento interessa ormai tutti i principali mercati e si accompagna alla progressiva perdita di peso delle alimentazioni tradizionali. Benzina e diesel, considerate insieme, sono scese sotto il 30% delle registrazioni, mentre le ibride continuano a rappresentare la tecnologia più scelta dai consumatori europei.
Nei primi sei mesi dell'anno sono state immatricolate nell'Unione europea oltre 1,22 milioni di vetture elettriche, con incrementi particolarmente consistenti in Germania, Francia e Danimarca. Anche l'Italia mostra un'accelerazione, favorita dagli incentivi e dall'ampliamento dell'offerta disponibile. Il mercato resta tuttavia caratterizzato da forti differenze nazionali, determinate dalla diffusione delle infrastrutture di ricarica, dalla fiscalità, dal potere d'acquisto e dalle politiche pubbliche. Parallelamente cresce rapidamente anche il segmento delle ibride plug-in, che ha raggiunto una quota vicina al 10%, mentre le ibride tradizionali si confermano la prima scelta con oltre il 37% delle immatricolazioni. La trasformazione del mercato appare quindi evidente, anche se procede attraverso tecnologie differenti e con velocità diverse tra i singoli Paesi.
All'interno di questa nuova geografia dell'auto europea aumenta la pressione dei costruttori cinesi, che stanno utilizzando l'espansione internazionale per compensare la crescente competizione sul mercato domestico. Il caso più significativo è quello di BYD, diventata uno dei principali protagonisti mondiali della mobilità elettrificata. Nel primo semestre del 2026 il gruppo ha registrato ricavi per circa 344,8 miliardi di yuan, in diminuzione del 7,1% rispetto all'anno precedente, mentre l'utile netto è sceso di oltre il 20% a circa 12,3 miliardi. Dietro questi numeri emerge però una trasformazione profonda della struttura commerciale dell'azienda: mentre la Cina rallenta, i mercati internazionali assumono un peso sempre maggiore.
Le vendite all'estero rappresentano infatti il principale elemento di sostegno alla strategia di BYD. Nei primi sei mesi dell'anno il gruppo ha collocato fuori dalla Cina circa 792 mila veicoli, con un aumento vicino al 68% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più significativo è il dato economico: i ricavi generati sui mercati internazionali hanno superato 181 miliardi di yuan, crescendo di circa il 34% e arrivando a rappresentare oltre la metà del fatturato complessivo. Per la prima volta, quindi, l'attività realizzata fuori dal mercato domestico ha prodotto ricavi superiori a quelli generati in Cina, mostrando quanto l'internazionalizzazione sia diventata centrale per il futuro del costruttore.
L'Europa occupa una posizione strategica in questa espansione. BYD sta ampliando la rete commerciale, aumentando il numero dei modelli disponibili e preparando una presenza industriale diretta attraverso nuovi stabilimenti. La strategia consente al gruppo di avvicinarsi ai consumatori europei e, contemporaneamente, di ridurre l'impatto delle barriere commerciali introdotte dall'Unione sulle vetture elettriche prodotte in Cina. Il vantaggio competitivo costruito sulle batterie, sull'integrazione verticale e sulla capacità di proporre automobili tecnologicamente avanzate a prezzi aggressivi permette al gruppo di confrontarsi sempre più direttamente con Volkswagen, Stellantis, Renault e gli altri costruttori storici del continente.
La crescita delle elettriche rende questa competizione ancora più rilevante. Con una quota ormai superiore al 20%, il mercato europeo dei veicoli a batteria non rappresenta più una nicchia, ma uno dei principali terreni sui quali si determineranno gli equilibri dell'industria automobilistica. I gruppi europei devono accelerare sulla riduzione dei costi, sulle batterie, sul software e sul lancio di modelli accessibili, mentre i concorrenti cinesi cercano di trasformare il vantaggio industriale maturato sul mercato domestico in una presenza globale. Per BYD, l'export è già diventato una componente essenziale dei ricavi e uno strumento per compensare la debolezza della domanda interna, facendo dell'Europa uno dei fronti decisivi della nuova competizione mondiale dell'auto.


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