Asili nido, crescono i posti ma il Mezzogiorno resta lontano

L’offerta di servizi educativi per la prima infanzia cresce, ma resta divisa da un forte squilibrio territoriale. Secondo i dati diffusi dal Cnel, in Italia risultano 14.570 servizi per bambini fino a tre anni, con circa 378.500 posti disponibili. L’aumento annuale è del 3,4%, mentre la copertura nazionale raggiunge il 31,6% dei potenziali utenti. Il dato è vicino alla soglia europea storicamente indicata per il servizio, ma la media nasconde differenze profonde tra le aree del Paese.
Nel Centro la disponibilità arriva al 40,4%, nel Nord-Est al 39,1% e nel Nord-Ovest al 36,6%. Nel Mezzogiorno la copertura si ferma invece intorno al 19%, con il Sud al 19,0% e le Isole al 19,5%. La distanza non riguarda soltanto il numero di strutture: incidono la distribuzione nei comuni, gli orari, le tariffe, il personale e la continuità del servizio. Un posto formalmente esistente può non essere accessibile a una famiglia se è troppo lontano o incompatibile con i tempi di lavoro.
Il tasso di frequenza nazionale è indicato al 39,4%, valore che riflette anche servizi integrativi e modalità di rilevazione diverse dalla semplice capacità autorizzata. L’asilo nido ha un impatto economico diretto, perché consente ai genitori, soprattutto alle madri, di restare nel mercato del lavoro o di aumentare le ore lavorate. Dove l’offerta è scarsa, la cura ricade più spesso sulla famiglia allargata o impone la rinuncia a un reddito, con effetti su occupazione femminile e natalità.
Gli investimenti in nuove strutture richiedono perciò una programmazione che includa la gestione corrente. Costruire sedi senza garantire educatori, manutenzione e sostenibilità delle rette rischia di produrre capacità inutilizzata. Nei territori con minore copertura servono inoltre soluzioni per i piccoli comuni e le aree interne. Il progresso quantitativo registrato dal Cnel è significativo, ma la priorità resta trasformare i nuovi posti in servizi effettivamente fruibili, riducendo il divario tra Nord, Centro e Mezzogiorno.





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