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Affitti brevi, i Comuni cercano nuovi strumenti tra limiti alle notti e fiscalità

15 set
Tempo di lettura: 1 min
Affitti brevi, i Comuni cercano nuovi strumenti tra limiti alle notti e fiscalità

Le amministrazioni locali chiedono più poteri per governare l’impatto delle locazioni turistiche sui mercati residenziali.


La crescita degli affitti brevi ha trasformato il turismo in una questione di politica abitativa. Nelle aree ad alta pressione turistica, una quota crescente di abitazioni viene destinata a locazioni di pochi giorni, riducendo l’offerta per residenti, studenti e lavoratori.

Tra gli strumenti discussi figurano limiti al numero delle notti, autorizzazioni specifiche, zonizzazione e maggiore utilizzo della fiscalità locale. Occorre stabilire fin dove i Comuni possano differenziare le regole senza violare proprietà e iniziativa economica.

L’esperienza europea mostra modelli diversi: tetti annuali, registrazioni o autorizzazioni quando l’attività supera determinate soglie. In Italia la materia coinvolge competenze statali, regionali e comunali.

Regole più restrittive possono aumentare l’offerta di locazioni tradizionali, ma anche ridurre la redditività degli immobili acquistati per uso turistico.

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