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30 giugno 2026

  • Immagine del redattore: Luca Baj
    Luca Baj
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 17 min
  1. Integra il delitto di atti persecutori di cui all'art. 612-bis c.p. la condotta dell'ex coniuge che, anche dopo la cessazione della convivenza, ponga in essere una pluralità di comportamenti reiterati e intrusivi - consistenti in minacce, ingiurie, pedinamenti, appostamenti presso l'abitazione e il luogo di lavoro della persona offesa, nonché nel monitoraggio dei suoi spostamenti mediante l'installazione di un dispositivo GPS sull'autovettura - idonei a determinare nella vittima un perdurante stato di ansia e timore e l'alterazione delle abitudini di vita, a nulla rilevando che tali condotte siano giustificate dall'agente come finalizzate al recupero del rapporto familiare o al controllo dei figli. Le dichiarazioni della persona offesa, ove intrinsecamente coerenti e sorrette da adeguata motivazione sulla loro attendibilità soggettiva e oggettiva, possono legittimamente fondare da sole l'affermazione di responsabilità penale, anche in assenza di violenze fisiche, specie quando trovino riscontro in elementi oggettivi quali messaggi, testimonianze di prossimi congiunti e documentazione audiovisiva.Autorità:Corte d'Appello di Napoli, Penale, Sezione 3, SentenzaData:14 gennaio 2026Numero:n. 365

  2. In tema di permesso di soggiorno per coesione familiare ai sensi del D.Lgs. n. 30 del 2007, il contratto di convivenza ex art. 1, commi 36 ss., l. n. 76 del 2016, stipulato quando uno dei contraenti è ancora vincolato da matrimonio con un terzo, è affetto da nullità insanabile e non può costituire documentazione idonea ad attestare una relazione stabile, né può essere considerato atto a efficacia differita o sottoposto a termine o condizione, essendo tali modalità espressamente escluse dalla legge.Autorità:Corte d'Appello di Roma, Penale, Sezione F, SentenzaData:21 gennaio 2026Numero:n. 494

  3. La distinzione tra il reato di atti persecutori, di cui all'art. 612 bis c.p., e quello di molestia o disturbo alle persone, di cui all'art. 660 c.p., risiede nel diverso atteggiarsi delle conseguenze della condotta. Si configura il delitto di cui all'art. 612 bis c.p. qualora le condotte molestatrici siano idonee a cagionare nella vittima un perdurante e grave stato di ansia ovvero l'alterazione delle proprie abitudini di vita, mentre sussiste il reato di cui all'art. 660 c.p. ove le molestie si limitino ad infastidire la vittima del reato. Nel caso di specie l'imputato ha posto in essere reiterati comportamenti, connotati dal requisito della petulanza e dal biasimevole motivo di indurre la sua ex convivente a non frequentare altri uomini; pertanto, alla luce della finalità delle condotte poste in essere, egli è responsabile del reato di atti persecutori.Autorità:Corte d'Appello di Bari, Penale, SentenzaData:23 gennaio 2026Numero:n. 177

  4. La condotta di chi prospetta alla vittima la necessità di consegnare preziosi o somme di danaro per evitare a un suo prossimo congiunto un danno grave inesistente integra la fattispecie criminosa di truffa se la consegna dei beni avviene direttamente dalla vittima al soggetto agente che ha avuto accesso alla sua abitazione; integra invece il furto in abitazione, di cui all'art. 624 bis c.p., quando il soggetto agente si impossessi degli stessi contro la volontà della vittima o spossessandola. Nel caso di specie, dopo una telefonata con la quale si richiedeva alla vittima somma di denaro o dazione di beni per evitare un danno grave inesistente ad un proprio congiunto, il soggetto agente, complice di chi aveva effettuato la telefonata, è entrato in casa della vittima fingendosi un carabiniere e ha prelevato repentinamente i preziosi già pronti sulla bilancia senza che si fosse verificato alcun atto di disposizione patrimoniale da parte della donna.Autorità:Tribunale di Trieste, Penale, SentenzaData:24 gennaio 2026Numero:n. 1588

  5. Nel delitto previsto dall'art. 617 c.p., la presa di cognizione fraudolenta, da parte di un genitore, del contenuto delle conversazioni telefoniche tra i figli minori e l'altro genitore non è scriminata ai sensi dell'art. 51 c.p. quando il diritto/dovere di vigilanza sulle comunicazioni del minore, che giustifica l'intrusione nella sfera di riservatezza del fanciullo solo se determinata da una effettiva necessità, non viene esercitato in maniera funzionale al perseguimento delle finalità per cui il potere è conferito.Autorità:Tribunale di Udine, Penale, SentenzaData:29 gennaio 2026Numero:n. 19

  6. Espressioni che trasmodino in un'incontrollata aggressione verbale del soggetto criticato e si concretizzino nell'utilizzo di termini gravemente infamanti e inutilmente umilianti superano il limite della continenza nell'esercizio del diritto di critica, integrando il reato di diffamazione. La diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso una bacheca Facebook o Instagram integra un'ipotesi aggravata di diffamazione ai sensi dell'art. 595, comma terzo, c.p., sotto il profilo dell'offesa arrecata con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, diverso dalla stampa, trattandosi di condotta potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato, o comunque quantitativamente apprezzabile, di persone.Autorità:Tribunale di Trieste, Penale, SentenzaData:3 febbraio 2026Numero:n. 154

  7. L'evoluzione normativa del concetto di spettacolo è stata quella di estendere sempre di più l'assicurazione, di concerto con la tendenza alla c.d. spettacolarizzazione di settori prima estranei allo spettacolo, culminata con la modifica della disposizione fondamentale in materia, ossia del D.Lgs. C.P.S. n. 708 del 1947: mentre ai sensi di detta disposizione la delega all'estensione della tutela ad altre categorie professionali era limitata ai lavoratori dello spettacolo, attualmente, ai sensi della L. n. 289 del 2002, l'estensione avviene al di fuori di quello stretto limite, stante la formula più ampia che contempla le figure professionali operanti nel campo dello spettacolo e dello sport.Autorità:Tribunale di Milano, Civile, Sezione L, SentenzaData:9 febbraio 2026Numero:n. 140

  8. Nel reato di truffa è irrilevante l'eventuale negligenza o superficialità del soggetto passivo nell'accertare circostanze che, se conosciute impiegando la dovuta diligenza, avrebbero svelato l'artificio o il raggiro.Autorità:Tribunale di Udine, Penale, SentenzaData:26 febbraio 2026Numero:n. 47

  9. Il condizionamento mafioso, che porta all'interdittiva della società, può derivare dalla presenza di soggetti che non svolgono ruoli apicali, ma figurino come dipendenti entrati a far parte dell'impresa senza alcun criterio selettivo e filtro preventivo. Il condizionamento mafioso può desumersi anche dalla presenza di un solo dipendente infiltrato, che l'associazione criminale utilizza per controllare o guidare dall'esterno l'impresa, nonché dall'assunzione o dalla presenza di lavoratori con precedenti legati alla criminalità organizzata, anche in assenza di specifici riscontri oggettivi sull'influenza nelle scelte dell'impresa. Le imprese possono effettuare liberamente le assunzioni quando non intendono avere rapporti con le pubbliche amministrazioni; se invece vogliono avere tali rapporti, devono vigilare affinché nella loro organizzazione non vi siano dipendenti legati al mondo della criminalità.Autorità:Consiglio di Stato, Sezione 3, SentenzaData:6 marzo 2026Numero:n. 1828

  10. Lo stato legittimo dell'immobile costituisce il presupposto per la realizzazione di interventi aggiuntivi sullo stesso e, nel contempo, il parametro probatorio opponibile al potere di vigilanza del Comune. Il legislatore ne ha positivizzato la nozione, con l'intento di agevolare l'ottemperanza all'onere probatorio da parte del privato proprietario, occupandosi specificamente degli immobili realizzati prima del 1967, quando non era obbligatorio acquisire un titolo edilizio. Laddove un titolo edilizio, seppure non necessario o addirittura non richiesto, sia stato rilasciato, non è possibile prescinderne ai fini della prova dello stato legittimo dell'immobile, avuto riguardo alla datazione dell'opera e all'esclusione dal relativo perimetro di tutto ciò che in quel titolo non figura.Autorità:Consiglio di Stato, Sezione 2, SentenzaData:12 marzo 2026Numero:n. 2044

  11. In relazione all'accesso documentale, è configurabile un rapporto giuridico di diritto pubblico costituito dalla titolarità di una posizione giuridica soggettiva che si pone in relazione con un potere della pubblica amministrazione o di un soggetto titolare di pubbliche funzioni, esercitato mediante l'attività di valutazione della domanda di accesso alla luce degli interessi pubblici e privati protetti dalle disposizioni sostanziali.Autorità:Consiglio di Stato, Sezione 4, SentenzaData:13 marzo 2026Numero:n. 2085

  12. In tema di omissione di soccorso in un sinistro stradale, non è configurabile il dolo, neppure nella forma del dolo eventuale, per i reati di cui all'art. 189, commi 6 e 7, del Codice della Strada, qualora l'imputato non si sia avveduto dell'accaduto a causa della pochezza del contatto fra i due veicoli e le modalità del sinistro non permettano di immaginare che l'accaduto avesse arrecato danni fisici alla controparte. Nel caso di specie, il conducente imputato non si era avveduto del sinistro lieve che aveva causato e proseguiva il proprio tragitto, risultando verosimile tale assenza di consapevolezza dal momento che neppure il pedone che stava attraversando la strada si era accorto del sinistro.Autorità:Tribunale di Trieste, Penale, SentenzaData:14 marzo 2026Numero:n. 1648

  13. L'ordinanza che esamina l'istanza di accesso proposta nel corso del giudizio ha valenza decisoria, in quanto incide su situazioni giuridiche diverse rispetto a quelle oggetto del giudizio principale, così come avviene nel caso di ricorso proposto in via autonoma.Autorità:Consiglio di Stato, Sezione 4, SentenzaData:16 marzo 2026Numero:n. 2157

  14. L'ammissione allo scomputo delle opere di urbanizzazione realizzate dal lottizzante costituisce oggetto di una valutazione ampiamente discrezionale della P.A., poiché un vero e proprio diritto ad ottenere la detrazione sorge per il privato, a fronte della realizzazione di opere di urbanizzazione primaria ovvero dell'impegno di realizzarle, solo a seguito di un'accettazione espressa e consensuale da parte dell'Amministrazione. In difetto di autorizzazione o di accordo espresso sullo scomputo delle nuove opere, il titolare del titolo edilizio non dispone di alcuna pretesa tutelata diretta a portare in detrazione il valore delle opere eseguite dal contributo di urbanizzazione dovuto.Autorità:Consiglio di Stato, Sezione 4, SentenzaData:16 marzo 2026Numero:n. 2167

  15. La stabilizzazione degli effetti dell'attività edilizia presuppone l'utilizzo di uno strumento procedimentale coerente con la tipologia dell'intervento. Il ricorso ad un modulo semplificato, quali la SCIA o la CILA, per interventi che richiedono un titolo diverso, come il permesso di costruire, lo rende tamquam non esset, sicché l'attività realizzata sulla sua base configura abuso edilizio. Nei procedimenti dichiarativi in ambito edilizio, altro è il controllo sulla completezza della pratica o sulla compatibilità dell'intervento con il vigente regime urbanistico, altro è il potere di vigilanza, che consente in ogni momento di reprimere quanto realizzato travalicando totalmente l'ambito del modello prescelto, cioè edificando sine titulo.Autorità:Consiglio di Stato, Sezione 2, SentenzaData:16 marzo 2026Numero:n. 2176

  16. La pubblica amministrazione, nel denegare il riconoscimento della cittadinanza per naturalizzazione richiesto ai sensi dell'art. 9 l. n. 91 del 1992, non può fondare il proprio giudizio di mancato inserimento sociale sull'astratta tipologia del reato di guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze psicotrope e sulla sua pericolosità astratta o presunta, senza apprezzare tutte le circostanze del fatto concreto. La valutazione amministrativa, pur finalizzata a scopi autonomi e diversi da quella del giudice penale che ha concesso la riabilitazione, non può prescindere da una considerazione concreta del fatto, delle sue modalità, del suo effettivo disvalore e della personalità del soggetto.Autorità:Consiglio di Stato, Sezione 3, SentenzaData:17 marzo 2026Numero:n. 2262

  17. In tema di controversie agrarie, il tentativo obbligatorio di conciliazione, al quale l'articolo 46 della legge 3 maggio 1982, n. 203, oggi trasfuso nell'articolo 11 del D.Lgs. 1° settembre 2011, n. 150, subordina la proponibilità dell'azione giudiziaria, è assolto con la richiesta di attivazione della procedura all'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura ed alla controparte. Trascorso il termine dilatorio di sessanta giorni, la parte può dare inizio alla lite senza che rilevi l'avvenuta convocazione delle parti e delle associazioni di categoria, l'eventuale mancata presentazione delle stesse o l'eventuale fallimento del tentativo di conciliazione.Autorità:Tribunale di Aversa, Civile, Sezione 2, SentenzaData:18 marzo 2026Numero:n. 963

  18. In tema di circonvenzione di persone incapaci, di cui all'art. 643 c.p., ai fini dell'integrazione del reato non sono necessarie né la completa abolizione della capacità di intendere e di volere, né uno stato di interdizione legale o una perdurante mancanza di lucidità; è invece sufficiente la presenza di forme, pur non morbose, di indebolimento della funzione volitiva o affettiva, di sostanziale abbassamento intellettuale e, in genere, di menomazione del potere di critica tale da rendere possibile l'altrui opera di suggestione e induzione.Autorità:Tribunale di Trieste, Penale, SentenzaData:18 marzo 2026Numero:n. 1665

  19. La cancellazione volontaria dall'albo degli avvocati da parte dell'avvocato del Comune, in quanto nominato membro del CGARS, non essendo espressamente contemplata tra le cause di interruzione del processo ex art. 301 c.p.c., va equiparata alla revoca/rinuncia e al subentro di un altro legale. La cancellazione volontaria dall'albo del difensore non può essere equiparata alla morte, radiazione o sospensione del medesimo, trattandosi, a differenza di queste ultime, di evento dipendente dalla volontà dell'interessato.Autorità:Consiglio di Stato, Sezione 4, SentenzaData:18 marzo 2026Numero:n. 2314

  20. In presenza di una malattia professionale tabellata e di un'esposizione al rischio tipizzato, opera una presunzione legale di origine lavorativa. La presunzione non è assoluta e può essere superata quando dagli accertamenti emerga che la patologia deriva da un processo degenerativo naturale, autonomo e non significativamente condizionato dall'attività lavorativa. Affinché l'aggravamento assuma rilievo ai fini indennitari, è necessario che si traduca in un peggioramento oggettivamente accertabile, causalmente collegato al lavoro e non riconducibile alla mera evoluzione naturale della malattia.Autorità:Corte d'Appello di Salerno, Civile, Sezione L, SentenzaData:19 marzo 2026Numero:n. 195

  21. Il domicilio elettivo del consumatore rilevante ai fini della competenza territoriale inderogabile è esclusivamente quello eletto nel contratto al momento della sua conclusione per tutte le controversie relative al rapporto contrattuale. Non assumono rilievo le elezioni di domicilio successive o effettuate ai soli fini processuali. La clausola che deroga al foro del consumatore è vessatoria, salvo che risulti oggetto di effettiva e specifica trattativa individuale, la cui prova incombe sul professionista.Autorità:Corte d'Appello di Venezia, Civile, Sezione 3, SentenzaData:19 marzo 2026Numero:n. 597

  22. Le valutazioni compiute in sede di gara, laddove effettuate in conformità alla lex specialis e sulla base di criteri predeterminati, rientrano nell'alveo della discrezionalità tecnica dell'Amministrazione e sono sindacabili in sede giurisdizionale solo in presenza di macroscopici vizi di legittimità, quali l'evidente irragionevolezza, l'arbitrarietà manifesta o il travisamento dei fatti. Ne consegue che il giudice amministrativo non può sostituirsi al giudizio tecnico della commissione attraverso una propria valutazione di merito, né sovrapporre la propria sensibilità valutativa a quella dell'organo tecnico deputato.Autorità:Consiglio di Stato, Sezione 3, SentenzaData:19 marzo 2026Numero:n. 2356

  23. In tema di separazione personale dei coniugi, la riconciliazione fa cessare gli effetti della separazione anche senza l'intervento del giudice, potendo risultare da dichiarazione espressa o da comportamento non equivoco incompatibile con lo stato di separazione. Ne consegue che è inammissibile il ricorso volto ad ottenere una pronuncia giudiziale uguale e contraria alla separazione al solo fine di attestare l'avvenuta riconciliazione e consentirne l'annotazione, essendo a tal fine prevista la dichiarazione innanzi all'Ufficiale dello stato civile.Autorità:Tribunale di Bologna, Civile, Sezione 1, SentenzaData:23 marzo 2026Numero:n. 270

  24. L'amministratore di condominio risponde dell'inadempimento nello svolgimento del proprio incarico, per i relativi danni, a titolo di responsabilità contrattuale ai sensi dell'art. 1218 c.c. L'amministratore deve esercitare il mandato con la diligenza richiesta dall'art. 1176, comma 2, c.c., commisurata alla natura della prestazione. In tema di responsabilità professionale, grava sul condominio o sul singolo condomino l'onere di dimostrare, oltre alla sussistenza del mandato professionale, la condotta imperita, negligente o imprudente del professionista, la relazione causale con l'evento lesivo, il pregiudizio effettivo e reale incidente nella sfera patrimoniale del danneggiato e la sua entità.Autorità:Tribunale di Agrigento, Civile, SentenzaData:23 marzo 2026Numero:n. 432

  25. In materia di sanzioni disciplinari conservative, il termine stabilito dalla contrattazione collettiva per la comunicazione del provvedimento, decorrente dalla scadenza del termine assegnato al lavoratore per le proprie giustificazioni, ha natura perentoria e delimita temporalmente l'esercizio del potere disciplinare datoriale. Il superamento di questo intervallo massimo di deliberazione comporta la violazione della procedura e determina l'illegittimità della sanzione irrogata. Qualora una sanzione di sospensione sia fondata sulla recidiva in precedenti addebiti disciplinari, l'accertata illegittimità di questi ultimi, per inosservanza dei termini procedurali o per difetto di prova dei fatti contestati, esclude il presupposto oggettivo della recidiva, con conseguente illegittimità anche del provvedimento sanzionatorio finale.Autorità:Corte d'Appello di Catania, Civile, Sezione L, SentenzaData:23 marzo 2026Numero:n. 1283

  26. Se il cliente del prestatore di servizi di pagamento ha disconosciuto un'operazione eseguita tramite home banking da terzi ignoti con mezzi fraudolenti, l'utente assume la responsabilità delle perdite relative a operazioni di pagamento non autorizzate qualora abbia agito in modo fraudolento o non abbia adempiuto a uno o più obblighi di protezione delle credenziali con dolo o colpa grave. Il prestatore di servizi di pagamento può escludere la propria responsabilità provando la frode dell'utilizzatore o il suo inadempimento per dolo o colpa grave, che costituiscono fatti impeditivi del risarcimento del danno.Autorità:Tribunale di Catania, Civile, SentenzaData:23 marzo 2026Numero:n. 1472

  27. L'articolo 36 del D.P.R. n. 380/2001, nel disciplinare l'accertamento di conformità, consente la sanatoria di opere realizzate in assenza di titolo edilizio, ma conformi alla normativa applicabile, richiedendo che gli interventi abusivi siano conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al tempo della realizzazione dell'opera, sia al momento della presentazione dell'istanza di sanatoria. Non è ammissibile l'istituto della c.d. sanatoria giurisprudenziale, la cui praticabilità è stata da tempo esclusa dalla giurisprudenza; la verifica della doppia conformità costituisce regola fondamentale nella materia del governo del territorio.Autorità:Consiglio di Stato, Sezione 2, SentenzaData:23 marzo 2026Numero:n. 2420

  28. Nel pubblico impiego contrattualizzato, la tardiva assunzione del lavoratore, conseguente a un provvedimento illegittimo della pubblica amministrazione, non attribuisce il diritto alla corresponsione delle retribuzioni, ma esclusivamente al risarcimento del danno, che non può ritenersi in re ipsa. Il rapporto di lavoro si costituisce solo ex nunc, salvo espressa previsione di retroazione contenuta nel provvedimento costitutivo; prima di tale momento, il rimedio all'inadempimento dell'obbligo di assunzione è esclusivamente risarcitorio, con onere del lavoratore di provare l'effettiva sussistenza del pregiudizio.Autorità:Tribunale di Avellino, Civile, SentenzaData:26 marzo 2026Numero:n. 435

  29. La valutazione sull'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione ai sensi dell'art. 2943 c.c. è parte integrante e necessaria dell'unica e inscindibile questione di prescrizione già dedotta dalle parti nel processo e spetta al giudice. Tale valutazione può condurre al rigetto della relativa eccezione non solo ove non sia decorso il termine di legge, ma anche in presenza di idonei atti interruttivi rilevabili d'ufficio sulla base di elementi probatori ritualmente acquisiti, ovvero, a contrario, ritenuti inidonei, anche d'ufficio, per ragioni diverse da quelle esposte negli atti difensivi della parte eccipiente.Autorità:Corte d'Appello di Cagliari, Civile, SentenzaData:27 marzo 2026Numero:n. 100

  30. In tema di tutele applicabili al licenziamento, la cessazione del rapporto di lavoro presso il datore di lavoro cedente, in coincidenza con una cessione di ramo d'azienda, non configura un licenziamento nullo o occulto per mancanza di forma scritta, ma una cessione ex lege del rapporto di lavoro, con mera formalizzazione del passaggio del dipendente alle dipendenze del cessionario. Ne consegue che il cedente non è debitore delle retribuzioni maturate successivamente alla cessione; l'obbligo del cedente per il TFR è limitato alla quota maturata fino alla data della cessione del ramo aziendale; non sussiste responsabilità risarcitoria del cedente per la mancata percezione della NASPI quando la cessazione comunicata agli enti previdenziali rifletta correttamente il termine dell'esecuzione del contratto presso il cedente a causa del trasferimento d'azienda.Autorità:Tribunale di Torino, Civile, Sezione L, SentenzaData:27 marzo 2026Numero:n. 2057

  31. Nell'opposizione a decreto ingiuntivo attinente il pagamento di contributi per spese condominiali proposta dal condomino, il Condominio soddisfa il proprio onere probatorio con la produzione del verbale dell'assemblea condominiale in cui sono state approvate le spese e dei relativi documenti. Tale delibera costituisce titolo sufficiente per azionare il credito non solo ai fini della concessione del decreto ingiuntivo, ma anche per la condanna del condomino nel processo oppositorio a cognizione piena. L'ambito del giudizio è ristretto alla verifica della perdurante esistenza della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere, essendo precluso al giudice dell'opposizione sindacare la validità della delibera assembleare.Autorità:Tribunale di Ascoli Piceno, Civile, SentenzaData:30 marzo 2026Numero:n. 172

  32. In tema di assegnazione della casa familiare, il diritto di abitazione attribuito a un coniuge con la sentenza di separazione viene automaticamente meno con la successiva sentenza di cessazione degli effetti civili del matrimonio, quando quest'ultima non reitera né disciplina espressamente l'assegnazione dell'immobile, atteso che il giudizio di divorzio supera e sostituisce la regolamentazione dei rapporti patrimoniali contenuta nella pronuncia di separazione. Ne consegue che la permanenza dell'ex coniuge nell'immobile, in assenza di titolo, integra occupazione sine titulo e legittima l'azione personale di restituzione, nonché la condanna al risarcimento del danno da mancato godimento, desumibile in via presuntiva e liquidabile equitativamente sulla base del valore locativo di mercato.Autorità:Tribunale di Torino, Civile, Sezione 8, SentenzaData:30 marzo 2026Numero:n. 1881

  33. Nel testamento pubblico, la mancata sottoscrizione del testatore non comporta nullità qualora l'atto rechi la dichiarazione dello stesso di non poter firmare per un impedimento reale ed effettivo, nonché la relativa menzione da parte del notaio. Tale formalità, equiparata eccezionalmente alla sottoscrizione, ricorre anche nell'ipotesi di grave difficoltà alla firma, da intendersi come qualsiasi impedimento fisico, anche temporaneo o connesso all'età avanzata. L'incapacità naturale del testatore richiede la prova che, al momento della redazione dell'atto, egli fosse assolutamente privo della coscienza dei propri atti o della capacità di autodeterminarsi; l'onere probatorio grava su chi impugna il testamento.Autorità:Tribunale di Torre Annunziata, Civile, Sezione 1, SentenzaData:30 marzo 2026Numero:n. 933

  34. Per la responsabilità da inadempimento contrattuale, il diritto al risarcimento del danno non sorge semplicemente con la prova dell'inadempimento del debitore, ma richiede la prova del pregiudizio effettivo e reale incidente nella sfera patrimoniale del contraente danneggiato. Ai sensi dell'art. 1218 c.c., la parte attrice ha l'onere di allegare e provare i fatti costitutivi del ritardo, mentre sulla parte convenuta, una volta riconosciuto il ritardo, incombe l'onere di provare la non imputabilità dello stesso.Autorità:Tribunale di Campobasso, Civile, SentenzaData:31 marzo 2026Numero:n. 280

  35. Il denunciante perde il controllo sulla propria segnalazione, che diventa un elemento nella disponibilità dell'amministrazione. Non esiste alcun diritto all'anonimato di colui che rende una dichiarazione che coinvolge altri soggetti, salva la dimostrazione, nella specie mancante, della sussistenza di una particolare esigenza di tutelare la riservatezza dell'autore della segnalazione.Autorità:Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto - Venezia, Sezione 4, SentenzaData:31 marzo 2026Numero:n. 681

  36. La valutazione delle offerte tecniche, effettuata dalla Commissione attraverso l'espressione di giudizi e l'attribuzione di punteggi a fronte dei criteri valutativi previsti dal bando di gara, costituisce apprezzamento connotato da discrezionalità tecnica, sicché non è sindacabile salvo che sia affetta da manifesta illogicità.Autorità:Consiglio di Stato, Sezione 3, SentenzaData:31 marzo 2026Numero:n. 2634

  37. Il termine per la revisione della rendita di inabilità delimita l'ambito temporale di rilevanza delle modificazioni dello stato invalidante e non ha natura di prescrizione o decadenza; la rendita ai superstiti costituisce diritto autonomo che sorge con la morte dell'assicurato.Autorità:Tribunale di Torre Annunziata, Civile, SentenzaData:1 aprile 2026Numero:n. 797

  38. Ai sensi dell'art. 208 c.p.c., se la parte non si presenta all'udienza fissata per la prova ammessa, ne deriva la decadenza dalla prova medesima. Sono previste solo due eccezioni: la richiesta espressa di assunzione della prova da parte della controparte che vi abbia interesse e la dimostrazione, all'udienza successiva, da parte della parte decaduta, dell'impossibilità di comparire per causa ad essa non imputabile.Autorità:Corte d'Appello di Catanzaro, Civile, Sezione 1, SentenzaData:2 aprile 2026Numero:n. 470

  39. In tema di smart working, la prestazione lavorativa è caratterizzata dall'assenza di precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, entro i soli limiti di durata massima giornaliera e settimanale derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. In difetto di un accordo scritto che individui specifiche fasce di reperibilità o misure di disconnessione, l'onere della prova relativo allo svolgimento di lavoro supplementare o straordinario grava integralmente sul lavoratore e non può ritenersi assolto con la mera dimostrazione dell'arco temporale di connessione o di scambio di corrispondenza elettronica, occorrendo la prova rigorosa della continuità della prestazione e della necessità di una disponibilità costante non dettata da una libera scelta organizzativa del dipendente.Autorità:Tribunale di Torino, Civile, Sezione L, SentenzaData:2 aprile 2026Numero:n. 2136

  40. A fronte di interessi di primario rilievo costituzionale, quali la protezione dei minori e la salvaguardia del loro sviluppo psico-fisico, l'eventuale durata dei processi decisionali e di armonizzazione a livello europeo non può tradursi in una sostanziale paralisi dell'azione normativa statale. L'intervento nazionale si configura non già come elemento di frizione con l'ordinamento eurocomunitario, bensì come espressione della leale cooperazione, contribuendo alla realizzazione degli obiettivi di tutela perseguiti anche a livello europeo, in attesa della definizione di strumenti comuni.Autorità:Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio - Roma, Sezione 4, SentenzaData:7 aprile 2026Numero:n. 6283

  41. In materia di responsabilità civile, la domanda risarcitoria proposta dal privato deve essere rigettata in assenza di una lesione effettiva della sua sfera giuridica soggettiva sostanziale. Non è configurabile un danno risarcibile nel caso di cessione gratuita al Comune di un immobile inagibile, qualora tale cessione sia finalizzata alla demolizione per ragioni di pubblica incolumità e il cedente abbia conseguito un'utilità economica, consistente sia nel risparmio dei costi di demolizione sia nel godimento gratuito, per un apprezzabile lasso di tempo, di un alloggio alternativo messo a disposizione dall'amministrazione. L'eventuale nullità parziale della clausola contrattuale relativa all'assegnazione di un futuro alloggio, ove contraria alle norme in materia di evidenza pubblica, non determina la nullità dell'intero negozio, che resta valido ed efficace in applicazione della conservazione del contratto, in presenza di una causa concreta idonea, volta alla tutela della pubblica incolumità.Autorità:Corte d'Appello di Caltanissetta, Civile, SentenzaData:9 aprile 2026Numero:n. 260

  42. L'art. 143 del R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 attribuisce al Tribunale superiore delle acque pubbliche la giurisdizione di legittimità in unico grado nell'ipotesi in cui i provvedimenti amministrativi impugnati siano caratterizzati da incidenza diretta e immediata sul regime delle acque pubbliche e del relativo demanio. Sussiste invece la giurisdizione del TAR quando la controversia attenga ad un'autorizzazione alla costruzione ed esercizio, ai sensi dell'art. 12 del D.Lgs. n. 387/2003, di un impianto di produzione di biometano, e i profili legati alla derivazione delle acque sotterranee riguardino unicamente il funzionamento dello stabilimento: in tal caso la correlazione è soltanto strumentale e difetta l'incidenza diretta sul regime delle acque pubbliche che fonda la giurisdizione del TSAP.Autorità:Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto - Venezia, Sezione 4, SentenzaData:9 aprile 2026Numero:n. 754

  43. In materia di contratto di locazione finanziaria, le difformità di tratto nelle sottoscrizioni che non presentino carattere macroscopico e rientrino nella fisiologica variabilità della grafia, specie se apposte in sequenza a breve distanza temporale, non sono idonee a escludere la riconducibilità delle firme alla medesima mano. La condotta complessiva delle parti, protrattasi per un apprezzabile lasso di tempo mediante la regolare esecuzione del rapporto, la consegna del bene e il puntuale pagamento dei canoni, costituisce elemento confermativo della genuinità del vincolo negoziale, con conseguente rigetto della domanda di nullità per difetto di forma scritta. L'indisponibilità del bene per un periodo significativo, dovuta a difficoltà organizzative imputabili alla concedente, pur non integrando un inadempimento di gravità tale da giustificare la risoluzione del contratto, configura una responsabilità contrattuale della medesima.Autorità:Tribunale di Brescia, Civile, Sezione 5, SentenzaData:9 aprile 2026Numero:n. 3627

  44. In tema di responsabilità da cose in custodia, grava sul custode l'onere di provare che la repentinità e l'imprevedibilità dell'alterazione stradale hanno impedito di intervenire tempestivamente per la rimozione della condizione di pericolo creatasi ex abrupto. Il caso fortuito non sussiste quando la situazione di pericolo permane per un intervallo temporale sufficiente a consentire l'attivazione dei poteri di vigilanza e ripristino. Il rischio di sversamento di liquidi in strada non può ravvisarsi, in sé, come evento straordinario o eccezionale; ai fini dell'esonero dalla responsabilità ex art. 2051 c.c., non è sufficiente la generica allegazione della vastità dell'area stradale da controllare o l'assenza di segnalazioni da parte degli utenti.Autorità:Corte d'Appello di Venezia, Civile, Sezione 4, SentenzaData:10 aprile 2026Numero:n. 845

  45. È configurabile ex lege il condominio parziale tutte le volte in cui un bene risulti, per le sue caratteristiche strutturali e funzionali, destinato oggettivamente al servizio e/o al godimento, in modo esclusivo, di una parte soltanto dell'edificio in condominio, rimanendo per l'effetto oggetto di un autonomo diritto di proprietà e venendo meno il presupposto per il riconoscimento di una contitolarità necessaria di tutti i condomini su quel bene.Autorità:Tribunale di Avellino, Civile, SentenzaData:21 aprile 2026Numero:n. 837

  46. La responsabilità per il danno da ritardo, al pari di quella per il danno da provvedimento illegittimo, rientra nella responsabilità extracontrattuale di cui all'articolo 2043 c.c., i cui presupposti fondativi devono essere interamente provati dal danneggiato ai sensi della regola enunciata dall'articolo 2697 c.c.Autorità:Tribunale Amministrativo Regionale dell'Abruzzo - L'Aquila, Sezione 1, SentenzaData:22 aprile 2026Numero:n. 252

  47. L'obbligo di utilizzare, nell'esercizio del servizio di NCC, esclusivamente una rimessa ubicata all'interno del territorio del comune che rilascia l'autorizzazione, è immediatamente finalizzato a garantire che il servizio stesso, pur potendosi svolgere senza limiti spaziali, cominci e termini presso la medesima rimessa, ovvero entro il territorio comunale. Ciò risponde all'esigenza di assicurare che il servizio sia svolto, almeno tendenzialmente, a favore della comunità locale di cui il Comune è ente esponenziale.Autorità:Tribunale Amministrativo Regionale dell'Abruzzo - L'Aquila, Sezione 1, SentenzaData:23 aprile 2026Numero:n. 257

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