Universal Basic Compute: la fine del denaro come lo conosciamo oggi
- Luca Brivio
- 3 ore fa
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Il denaro, definito come potere di scambio tra individui, ha avuto varie evoluzioni nella storia, in base a cosa venisse ritenuto più prezioso nelle varie epoche storiche.
Nelle società più antiche il denaro traeva il suo valore dal valore intrinseco del metallo prezioso che conteneva, e il valore del mezzo di scambio era direttamente proporzionato alla quantità di metallo contenuta in esso.
Questo perchè il metallo, in particolare il metallo prezioso, era ritenuto di grande valore e non era sostituibile o falsificabile.
Con il tempo però le cose sono cambiate, e grazie alle cambiali medioevali si è arrivati alle banconote della modernità, che rappresentavano appunto una quantità di denaro pur non avendo valore intrinseco, ma rappresentandolo.
Dagli Accordi di bretton woods fino al 1971, il denaro ha tratto il proprio valore dall’interscambiabilità con l’oro, diretta o tramite il dollaro.
E dal 1971 ad oggi, con il sistema della Riserva Frazionaria, il valore del denaro è ottenuto solamente dalla fiducia collettiva nel sistema e dal debito: gli enti creditori [le banche], che controllano in quesot nuovo sistema la circolazione e l’emissione del denaro, hanno infatti interesse affinchè il denaro non perda di valore, altrimenti i crediti in denaro da esse detenute sarebbero nulli. E questo interesse mantiene il sistema stabile.
Non è detto però che il sistema attuale resterà per sempre stabile: il Market Cap delle grandi banche americane è inferiore di gran lunga ai market cap delle “Magic 7” , e questo potrebbe essere un primo indizio della direzione in cui i mercati si possono muovere.
Una delle possibilità più interessanti è quella dell’Universal Basic Compute, (anche detto UBI for compute), un nuovo modello monetario che, grazie alla ricchezza generata dal settore AI&Robotics, prevede di assegnare ad ogni cittadino USA [e potenzialmente ogni cittadino del mondo) un’entrata fissa universale, necessaria per coprire le necessità di base. Tale entrata, secondo il gigante tech, non sarà assegnata tramite semplice trasferimento di denaro, ma tramite trasferimento di compute: una determinata quantità di token per l’utilizzo dell’AI, che ogni cittadino potrà a sua scelta utilizzare oppure vendere nel libero mercato.
Una tale soluzione farebbe emergere infatti i milgiori talenti tra i programmatori e vibe coders mondiali, e in questo nuovo mondo il token rappresenterebbe un nuovo tupo di moneta, stavolta ad emettitore privato e fondamentale per il funzionamento del mondo futuro.





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