Superbonus, la coda dell’agevolazione pesa ancora sui conti pubblici
- piscitellidaniel
- 19 mag
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Anche con i cantieri quasi conclusi, le detrazioni maturate continuano ad aumentare e confermano l’impatto strutturale della misura.
Il Superbonus continua a produrre effetti finanziari anche nella fase discendente. I dati Enea indicano detrazioni maturate per circa 131,9 miliardi di euro per lavori conclusi, in aumento rispetto al mese precedente, con una quota di interventi ormai completata pari al 98,1%. Gli edifici coinvolti risultano oltre 505mila, con un peso prevalente dei condomìni sul totale degli investimenti.
La notizia non riguarda solo il costo dell’agevolazione, ma la sua capacità di incidere sui saldi pubblici ben oltre la stagione dei cantieri. La misura ha generato un volume straordinario di crediti e detrazioni, con effetti su bilancio dello Stato, contabilità fiscale, mercato delle costruzioni e gestione dei crediti d’imposta. Anche un incremento mensile residuo assume rilievo, perché si innesta su una base già molto elevata.
Dal punto di vista degli operatori, la fase attuale è dominata da tre profili: chiusura delle pratiche, verifica della documentazione e rischio di contestazioni su spettanza della detrazione, congruità delle spese e correttezza delle asseverazioni. La tracciabilità tecnica e fiscale resta quindi decisiva, soprattutto per condomìni, professionisti e imprese che hanno gestito interventi complessi.
Il Superbonus lascia inoltre un’eredità regolatoria. Ha accelerato la riqualificazione energetica, ma ha anche mostrato i limiti di strumenti fiscali molto generosi se non accompagnati da controlli preventivi, sostenibilità di spesa e stabilità normativa. La coda dell’agevolazione conferma che il costo di una misura edilizia non si esaurisce con l’apertura del cantiere, ma accompagna per anni la programmazione della finanza pubblica.





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