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Snam, sfida a tre per Bioenerys: F2i, Edison e Retina in corsa per il biometano

2 set
Tempo di lettura: 3 min

Entra nella fase decisiva la vendita di Bioenerys, la controllata di Snam attiva nella produzione di biometano. Dopo un processo competitivo che nei mesi scorsi aveva attirato l’interesse di numerosi operatori industriali e finanziari, la rosa dei potenziali acquirenti si sarebbe ristretta a tre protagonisti: F2i, Edison e Retina Biometano. I concorrenti arrivano alla fase finale con strategie differenti e proprio la diversa configurazione delle offerte potrebbe determinare l’esito dell’operazione. Il valore complessivo degli asset viene indicato nell’ordine di 400-500 milioni di euro, mentre l’obiettivo resta quello di arrivare alla sottoscrizione degli accordi necessari entro la fine del 2026.


La particolarità della gara riguarda il perimetro industriale oggetto della cessione. Retina Biometano sarebbe interessata all’acquisizione dell’intera Bioenerys, mentre F2i guarderebbe soprattutto alla divisione Agri, concentrata sulla produzione attraverso scarti, residui e matrici provenienti dal settore agricolo e zootecnico. Edison, invece, sarebbe maggiormente interessata alle attività legate alla Forsu, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Questa configurazione lascia aperta anche l’ipotesi di una vendita separata delle diverse attività, qualora una soluzione di questo tipo permettesse a Snam di massimizzare il valore ottenibile dalla dismissione.


Bioenerys rappresenta uno degli operatori più importanti del settore italiano. Il suo portafoglio comprende circa 40 impianti dedicati alla produzione di biometano attraverso matrici agricole e rifiuti organici. Il processo di vendita era partito con un interesse molto più ampio: Snam aveva indicato circa quaranta manifestazioni di interesse e una ventina di offerte non vincolanti, successivamente ridotte a nove candidati ammessi alla seconda fase. Tra questi figuravano fondi infrastrutturali e operatori industriali italiani e internazionali. La procedura è assistita dagli advisor finanziari Rothschild e BNP Paribas e ora entra nel passaggio nel quale dovranno essere confrontate struttura, valore e condizioni delle proposte finali.


La dismissione non deriva da un ridimensionamento dell’importanza strategica del biometano, ma dalla necessità per Snam di adeguarsi alle regole sulla separazione proprietaria tra le attività di gestione della rete di trasporto del gas e quelle di produzione e fornitura. Nella relazione finanziaria semestrale 2026, il gruppo ha confermato di aver avviato il processo proprio per rispettare le prescrizioni regolatorie applicabili al Transmission System Operator. La fase vincolante si è conclusa il 28 luglio e la valutazione finale è attualmente in corso, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere gli accordi entro la fine dell’anno.


Per F2i, Edison e Retina, Bioenerys rappresenta invece un’occasione per rafforzarsi in un mercato destinato ad avere un ruolo crescente nella transizione energetica. Il biometano può essere immesso nelle infrastrutture esistenti del gas e utilizzato nei trasporti, nell’industria e nella generazione energetica, consentendo di valorizzare residui agricoli e rifiuti organici. L’interesse degli investitori deriva quindi sia dalla presenza di impianti già operativi sia dalle prospettive di sviluppo di un settore sostenuto dagli obiettivi europei di decarbonizzazione e riduzione della dipendenza dalle fonti fossili importate. Il valore strategico degli asset aumenta inoltre in un mercato nel quale autorizzazioni, disponibilità delle materie prime e connessioni alla rete costituiscono importanti barriere all’ingresso.


Particolarmente significativa è la posizione di Retina, che punta all’intero perimetro e che ha già costruito una presenza rilevante nel biometano agricolo italiano. Il gruppo dispone di numerosi impianti nel Centro-Sud e ha programmato ulteriori investimenti, configurandosi come uno dei maggiori operatori nazionali del comparto. Per Edison, l’interesse verso la componente legata ai rifiuti organici sarebbe coerente con una strategia di diversificazione nelle energie rinnovabili e nei gas verdi, mentre per F2i la divisione agricola potrebbe rappresentare un’infrastruttura energetica da sviluppare attraverso una logica di investimento di lungo periodo.


L’esito della gara definirà quindi non soltanto il futuro di Bioenerys, ma anche una parte dei nuovi equilibri del biometano italiano. Resta da verificare se Snam privilegerà la semplicità di una vendita unitaria oppure se la combinazione delle offerte sulle singole divisioni consentirà di ottenere condizioni economiche migliori. Sullo sfondo rimane una filiera destinata a consolidarsi rapidamente: la disponibilità di impianti, competenze industriali e contratti di approvvigionamento rende gli operatori già presenti particolarmente appetibili, mentre la crescita dei gas rinnovabili sta trasformando il biometano da segmento emergente a componente sempre più rilevante del sistema energetico nazionale.

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