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Sismabonus e torri Bluestone, sequestro preventivo da 12,5 milioni a Milano

10 set
Tempo di lettura: 2 min
Sismabonus e torri Bluestone, sequestro preventivo da 12,5 milioni a Milano

La Procura contesta l’accesso all’agevolazione per un intervento ritenuto nuova costruzione: indagini anche per indebita compensazione di crediti d’imposta

La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo per oltre 12,5 milioni di euro nei confronti di Bluestone, società coinvolta nella realizzazione delle Park Towers nell’area di Crescenzago. Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Milano, riguarda l’utilizzo di benefici fiscali collegati al Sismabonus.

Il punto centrale dell’indagine è la qualificazione dell’intervento edilizio. Per gli inquirenti, l’operazione avrebbe avuto natura di nuova costruzione e non di intervento agevolabile nei termini rappresentati dalla società. La Procura contesta quindi un beneficio fiscale superiore a 9 milioni di euro e ipotizza truffa ai danni dello Stato e indebita compensazione di crediti d’imposta. La società risulta inoltre coinvolta nel procedimento ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, relativo alla responsabilità degli enti per determinati reati commessi nel loro interesse o vantaggio.

Le Park Towers comprendono 113 appartamenti e sono già al centro di un distinto procedimento relativo a contestazioni urbanistiche. Il nuovo sequestro sposta però l’attenzione sul rapporto tra qualificazione edilizia dell’operazione e spettanza delle agevolazioni fiscali: se il presupposto urbanistico o tecnico indicato per ottenere il beneficio viene ritenuto insussistente, la questione può riflettersi sia sul credito d’imposta sia sulle eventuali responsabilità penali e dell’ente.

Il sequestro ha natura cautelare e non equivale a una dichiarazione di colpevolezza. Le contestazioni dovranno essere verificate nel contraddittorio processuale e la difesa ha sostenuto che la società abbia operato confidando nella legittimità della propria condotta. Per gli operatori, il caso evidenzia il peso della due diligence integrata tra titoli edilizi, qualificazione degli interventi, presupposti fiscali e utilizzo dei crediti agevolativi. La verifica preventiva dei presupposti diventa così parte del rischio dell’operazione.

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