Prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni - Settembre 2026
A settembre 2026, i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 2,9% su base mensile e del 13,8% su base annua (da +10,9% di agosto).
Sul mercato interno i prezzi aumentano del 3,6% rispetto ad agosto e accelerano ulteriormente la propria crescita su base annua (+17,4%, da +13,5% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, invece, i prezzi registrano un lieve aumento congiunturale (+0,3%) e una crescita tendenziale molto meno sostenuta (+3,5%, era +3,3% ad agosto).
Sul mercato estero i prezzi aumentano dello 0,5% su base mensile (+0,3% area euro, +0,7% area non euro) e del 4,2% su base annua (+4,1% area euro, +4,5% area non euro).
Nel terzo trimestre 2026, rispetto al precedente, i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 4,8% (+6,2% mercato interno, +1,1% mercato estero).
A settembre 2026, fra le attività manifatturiere, gli incrementi tendenziali maggiori riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati (+91,1% mercato interno, +17,8% area euro, +66,9% area non euro), prodotti chimici (+11,4% mercato interno, +7,1% area euro, +7,5% area non euro), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,6% mercato interno, +8,0% area euro) e altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+8,1% area non euro). Sul mercato interno, la crescita tendenziale dei prezzi della fornitura di energia elettrica e gas è in ulteriore e decisa accelerazione (+35,9%, da +26,3% di agosto).
A settembre 2026, i prezzi alla produzione delle costruzioni per Edifici residenziali e non residenziali diminuiscono dello 0,1% su base mensile mentre crescono del 3,2% su base annua (da +3,3% di agosto); quelli di Strade e ferrovie aumentano dello 0,6% in termini congiunturali e del 6,6% in termini tendenziali (era +6,0% ad agosto).
Nel terzo trimestre 2026, rispetto al precedente, i prezzi di Edifici residenziali e non residenziali crescono dello 0,7%, quelli di Strade e ferrovie dell’1,5%.
Fonte: istat.it





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