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Ex Ilva, intesa su continuità produttiva e tutela del lavoro: nuovo tavolo a novembre

3 minuti fa
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Impianto siderurgico con forni e colata di acciaio

Il confronto sull’ex Ilva ha prodotto un verbale condiviso che impegna il Governo a garantire la continuità della produzione di acciaio in tutti gli stabilimenti del gruppo. L’intesa non chiude la vertenza, ma ordina i prossimi passaggi su impianti, lavoro e ricerca di un nuovo assetto industriale.


Il documento prevede che i siti mantengano un ruolo nella filiera attraverso tecnologie coerenti con la decarbonizzazione: forni elettrici, preridotto e lavorazioni a caldo e a freddo. La configurazione concreta dipenderà dal piano del futuro acquirente e dalle autorizzazioni, mentre il Governo si è impegnato a favorire condizioni operative e finanziarie utili alla continuità.


Sul piano societario viene valutata anche una partecipazione pubblica. Non è ancora definita la misura dell’intervento né la sua forma, ma l’opzione segnala l’intenzione di presidiare un’attività considerata strategica. Prosegue intanto la ricerca di operatori interessati e resta aperto il confronto sulle manifestazioni ricevute.


Per i lavoratori il verbale collega la tutela occupazionale alla ripartenza degli impianti e alla reindustrializzazione delle aree non utilizzate. Gli strumenti di sostegno al reddito dovranno accompagnare la transizione senza sostituire l’obiettivo del rientro al lavoro. Entro metà dicembre è atteso un approfondimento sulle modalità di uscita volontaria e sugli altri strumenti applicabili.


La cassa integrazione straordinaria resta il principale ammortizzatore. Il suo impiego richiede coerenza tra addetti coinvolti, manutenzione, attività effettive e prospettive dei siti.


Un nuovo tavolo è previsto entro metà novembre. In quella sede dovranno essere verificati stato degli impianti, fabbisogno finanziario, tempi delle procedure e avanzamento delle interlocuzioni industriali. Il passaggio decisivo sarà trasformare gli impegni del verbale in un cronoprogramma misurabile, con responsabilità, risorse e garanzie per sicurezza e ambiente. Restano quindi nodi aperti.

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