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Prelazione agraria, lo Iap confinante non ha un diritto automatico

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Prelazione agraria, lo Iap confinante non ha un diritto automatico

Per il Tribunale di Grosseto conta la coltivazione diretta e abituale del fondo, non la sola qualifica professionale.


La qualifica di imprenditore agricolo professionale non attribuisce automaticamente il diritto di prelazione sul fondo confinante. Il Tribunale di Grosseto, con la sentenza n. 595 del 21 settembre 2026, ha richiamato la disciplina che riserva il beneficio al coltivatore diretto proprietario del terreno contiguo, in presenza delle ulteriori condizioni previste dalla legge.

Il riferimento è l’articolo 7, secondo comma, della legge n. 817/1971, collegato all’articolo 8 della legge n. 590/1965. La prelazione tutela chi partecipa in modo personale, diretto e abituale alla coltivazione, favorendo l’accorpamento dei fondi e la continuità dell’impresa agricola effettivamente esercitata.

La figura dello Iap e quella del coltivatore diretto non coincidono. La prima valorizza professionalità, reddito e tempo dedicato all’attività agricola secondo la disciplina di settore; la seconda richiede una partecipazione lavorativa personale alla coltivazione. La sola iscrizione o certificazione amministrativa non prova il requisito sostanziale richiesto per riscattare il fondo venduto.

Il confinante deve inoltre dimostrare la contiguità effettiva dei terreni e verificare che sul fondo alienato non siano insediati affittuari, mezzadri, coloni, compartecipanti o enfiteuti coltivatori aventi titolo prioritario. Mappe catastali, titoli di proprietà e stato dei luoghi assumono rilievo, ma nessun documento isolato sostituisce l’esame complessivo.

La prova della coltivazione può derivare da organizzazione aziendale, mezzi impiegati, giornate lavorative, produzioni, contratti, fatture e testimonianze. Nei giudizi di riscatto sono decisivi anche la tempestività della domanda e la ricostruzione delle comunicazioni relative alla vendita, perché la prelazione opera entro termini e condizioni rigorosi.

Per venditore e acquirente una verifica preventiva riduce il rischio. Il confinante deve documentare i requisiti alla data rilevante: forma professionale e sostanza produttiva vanno valutate separatamente.

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