Ets, sospenderlo ridurrebbe i costi solo per poco e frenerebbe gli investimenti

Secondo Massimo Tavoni, neutralizzare il prezzo della CO₂ darebbe un beneficio temporaneo ma aumenterebbe le emissioni.
Indebolire o sospendere il sistema europeo di scambio delle quote di emissione offrirebbe un sollievo limitato ai prezzi dell’energia, ma ridurrebbe gli incentivi agli investimenti necessari per diminuire in modo strutturale i costi. È la valutazione di Massimo Tavoni, docente di Economia del cambiamento climatico al Politecnico di Milano e direttore dell’European Institute on Economics and the Environment.
Nel mercato elettrico italiano la tecnologia marginale che completa il fabbisogno è spesso il gas naturale. In questa configurazione, secondo la stima richiamata dall’economista, l’Ets incide per circa il 20% sul prezzo all’ingrosso. La crisi energetica ha quindi rafforzato le proposte di sospensione o neutralizzazione del meccanismo europeo.
Le simulazioni indicate da Tavoni descrivono però un effetto breve: i costi potrebbero scendere di circa il 15%, per poi tornare sul livello dello scenario di riferimento o superarlo dopo la rimozione dello sconto. L’assenza del segnale di prezzo renderebbe meno convenienti rinnovabili, efficienza ed elettrificazione, prolungando la dipendenza dalle fonti fossili.
Sul versante climatico, la conseguenza stimata è ancora più marcata. Le emissioni complessive dei successivi quindici anni aumenterebbero di oltre il 50% rispetto allo scenario senza neutralizzazione. Senza sostegni diretti alternativi alle tecnologie pulite, il sistema elettrico resterebbe legato agli impianti esistenti e agli investimenti già ammortizzati.
Il confronto sull’Ets riguarda quindi la distribuzione dei costi nel tempo. Una riduzione immediata della bolletta può alleggerire famiglie e imprese, ma se riduce gli investimenti accresce l’esposizione futura alla volatilità del gas importato. Il punto economico non è soltanto quanto costa oggi la CO₂, ma quale mix produttivo quel prezzo contribuisce a finanziare.
Gli aiuti ai settori esposti devono quindi essere mirati e verificabili, senza cancellare il segnale di prezzo per tutti gli operatori.






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