Lavazza amplia Nuvola: nuovo progetto di rigenerazione a Torino

L’intervento tra via Pisa e la Dora unirà architettura, cultura del caffè e arte contemporanea.
Lavazza estende oggi il complesso Nuvola verso l’isolato compreso tra via Pisa e la Dora, a Torino. Il nuovo intervento prosegue il percorso di rigenerazione urbana avviato con la sede del gruppo e interessa un edificio dalla precedente vocazione industriale. L’obiettivo dichiarato è rinnovarne l’identità con un progetto contemporaneo, coerente con il fronte urbano lungo il fiume e capace di collegarsi agli spazi già realizzati nel quartiere Aurora.
L’incarico è stato affidato all’architetto francese Jean Nouvel, premio Pritzker 2008, e all’architetta franco-libanese Hala Wardé. La composizione del gruppo di lavoro unisce un’impostazione internazionale alla conoscenza delle procedure, del tessuto edilizio e delle esigenze tecniche della città.
Il nuovo polo sarà organizzato su più livelli e dovrà mettere in relazione cultura del caffè, architettura e arte contemporanea. L’area complessiva tra via Pisa, via Bologna e l’affaccio sulla Dora comprende anche il laboratorio creativo di Giuseppe Penone, protagonista dell’Arte Povera. L’artista collaborerà con Nouvel, proseguendo un rapporto professionale già sperimentato nel progetto del Louvre Abu Dhabi.
Dal punto di vista immobiliare, la rigenerazione urbana di un fabbricato industriale richiede di coordinare conservazione, nuove funzioni, prestazioni energetiche e accessibilità. Il valore dell’operazione dipende non soltanto dalla qualità architettonica, ma dalla capacità di integrare l’edificio con gli spazi pubblici, la mobilità e i servizi del quartiere. La vicinanza al complesso Nuvola consente di costruire continuità funzionale e identitaria invece di realizzare un intervento isolato.
Il progetto sarà sviluppato attraverso il previsto iter autorizzativo e il confronto con il Comune e gli enti competenti. La fase annunciata definisce quindi indirizzo, progettisti e ambizione urbana, mentre l’effettiva trasformazione dipenderà da approvazioni, progettazione esecutiva e compatibilità con i vincoli esistenti.






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