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Foreste urbane, nel 2025 piantati quasi 3,7 milioni di alberi

13 ore fa
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Foreste urbane, nel 2025 piantati quasi 3,7 milioni di alberi


L’Atlante delle Foreste stima 5.300 ettari interessati e 28 milioni annui di servizi ecosistemici.


Nel 2025 in Italia sono stati messi a dimora quasi 3,7 milioni di alberi e arbusti, il 17% in più rispetto all’anno precedente. Gli interventi hanno interessato oltre 5.300 ettari. La stima emerge dalla sesta edizione dell’Atlante delle Foreste, curato da Legambiente e AzzeroCO2 con il supporto tecnico della Compagnia delle Foreste. Il rapporto attribuisce ai nuovi impianti un valore economico potenziale di circa 28 milioni di euro all’anno in servizi ecosistemici per ciascun anno di vita.


Il dato nazionale nasconde differenze territoriali marcate. Il Trentino-Alto Adige resta al primo posto con oltre 840 mila alberi, sostenuti dagli interventi sulle superfici danneggiate dalla tempesta Vaia e dal bostrico. La Sicilia sale al secondo posto con più di 600 mila piante grazie a risorse residue del Programma di sviluppo rurale e ai progetti delle Città metropolitane di Catania e Palermo.


La crescita è alimentata in modo significativo dai fondi del Pnrr destinati alle Città metropolitane: 1,48 milioni di alberi e arbusti. Torino e Roma concentrano insieme il 59% del totale metropolitano, con oltre 455 mila e 414 mila piante. Reggio Calabria raggiunge 261 mila unità e Catania 118 mila, completando in una stagione progetti rimasti fermi per tre anni.


Non tutte le regioni hanno però finanziato nuovi impianti attraverso gli strumenti ordinari. Nove territori non hanno attivato risorse nel 2025, spesso per il ritardo del Complemento regionale per lo sviluppo rurale collegato alla Pac 2023-2027. La Liguria rappresenta un caso diverso, perché l’assenza di nuovi stanziamenti è collegata all’elevata copertura boschiva esistente.


Il valore economico indicato dall’Atlante non coincide con un ricavo immediato. Riassume benefici come assorbimento di carbonio, regolazione della temperatura, riduzione del ruscellamento e qualità dell’aria. Il divario tra territori mostra quindi che la capacità amministrativa di trasformare fondi disponibili in cantieri verdi è parte essenziale del risultato.


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