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Carburanti stabili: benzina self a 2,036 euro, gasolio a 2,252

9 ore fa
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Carburanti stabili: benzina self a 2,036 euro, gasolio a 2,252


I dati Mimit mostrano variazioni minime sulla rete stradale e prezzi autostradali invariati.


I prezzi medi dei carburanti sulla rete stradale nazionale restano sostanzialmente fermi. Il gasolio self scende invece a 2,252 euro al litro, contro 2,253 euro: un movimento di un millesimo che non modifica in modo significativo il costo sostenuto dagli automobilisti.


Sulla rete autostradale il quadro è ugualmente stabile. La benzina self viene indicata in media a 2,046 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge 2,271 euro. Il differenziale rispetto alla rete ordinaria resta quindi pari a circa un centesimo per la benzina e a quasi due centesimi per il diesel. Le medie nazionali non coincidono con il prezzo di ogni impianto: incidono localizzazione, marchio, modalità servita o self e condizioni commerciali del singolo punto vendita.


La sostanziale immobilità della rilevazione arriva dopo variazioni quotidiane contenute. Per famiglie e imprese, tuttavia, la stabilità su livelli elevati continua a pesare sui bilanci. Il costo del carburante entra direttamente nella spesa per gli spostamenti e, attraverso trasporto e distribuzione, può riflettersi sui prezzi di beni e servizi. L’effetto è più rilevante per autotrasporto, artigianato, agricoltura e attività con elevata percorrenza.


Il dato Mimit fotografa prezzi medi comunicati dagli esercenti e permette di confrontare l’andamento nel tempo. Non misura però il costo complessivo di un pieno per ciascun consumatore, che dipende dalla capacità del serbatoio e dalla scelta dell’impianto. Su cinquanta litri, un millesimo di euro equivale a cinque centesimi: la variazione giornaliera del diesel è minima, mentre il livello assoluto resta l’elemento economicamente più importante.


Il confronto fra rete stradale e rete autostradale conferma inoltre il premio pagato dove i costi operativi e la struttura del servizio sono differenti. Per valutare l’impatto sulle imprese non basta osservare un solo giorno: servono la durata dei livelli correnti, l’evoluzione delle quotazioni all’ingrosso, il cambio euro-dollaro e la componente fiscale.


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