H&M, l’utile corre più delle vendite: margini in crescita e nodo logistico

Il terzo trimestre porta il risultato operativo a oltre 6 miliardi di corone, ma una componente straordinaria incide sulla redditività
H&M migliora la redditività, mentre la ripresa delle vendite procede lentamente. Nel trimestre giugno-agosto 2026 il gruppo ha registrato ricavi per 57,189 miliardi di corone svedesi, contro 57,017 miliardi dell’anno precedente. A cambi locali l’aumento è dell’1%, con una rete di negozi inferiore di circa il 2%. L’utile operativo è salito da 4,914 a 6,037 miliardi, con un incremento prossimo al 23%.
Il margine operativo raggiunge il 10,6%, rispetto all’8,6% del periodo di confronto. La lettura del risultato richiede però una distinzione: effetti positivi non ricorrenti relativi a dazi e importazioni hanno contribuito per circa 1,6 punti percentuali. Il recupero non può quindi essere attribuito integralmente a una maggiore efficienza strutturale o alla crescita della domanda.
Il margine lordo si attesta al 54%, mentre le spese commerciali e amministrative diminuiscono dell’1%. L’amministratore delegato Daniel Ervér attribuisce il miglioramento agli acquisti, al controllo dei costi e a una gestione operativa più efficiente. Nei nove mesi l’utile operativo arriva a 13,462 miliardi di corone, con un margine dell’8,3%, contro il 7,1% dell’anno precedente.
La gestione delle scorte resta un passaggio delicato. Il loro valore è cresciuto a circa 39,36 miliardi di corone, anche per l’aumento delle merci in transito e per effetti temporanei del consolidamento della rete logistica europea. Il gruppo segnala interruzioni sia nella distribuzione continentale sia nella catena globale di approvvigionamento. Un magazzino più elevato, in questo contesto, non equivale automaticamente a un accumulo di prodotti invendibili.
Sul piano industriale H&M sta aumentando gli acquisti effettuati durante la stagione, per adattare più rapidamente l’offerta alla domanda osservata. Gli investimenti digitali mirano a migliorare le decisioni su sviluppo del prodotto, allocazione e vendita, mentre maggiori responsabilità vengono avvicinate ai singoli mercati. La lettura economica è quella di un modello che cerca di ridurre la distanza tra previsione commerciale e comportamento effettivo dei clienti. Il ritmo commerciale atteso resta contenuto, rendendo necessario distinguere la tenuta della domanda dal miglioramento contabile dei margini.
Per settembre il gruppo prevede vendite in crescita dell’1% a cambi locali. La previsione rimane distinta dai risultati già conseguiti: il trimestre ha beneficiato delle collezioni estive, ma la società riconosce ulteriore spazio per aumentare le vendite.






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