Hellas, il lavabo che traduce l’architettura classica nella ceramica

Jangir Maddadi firma per Flaminia un elemento da appoggio in cui rilievo esterno e superficie interna rispondono a funzioni differenti.
Con Hellas, Jangir Maddadi avvia la sua collaborazione con Ceramica Flaminia portando nel bagno un riferimento all’architettura classica. Il lavabo da appoggio ha una pianta circolare e un trattamento esterno a rilievo che richiama il ritmo di archi, colonne e basamenti. Il rimando storico viene affidato alla superficie e alle proporzioni, all’interno di un oggetto destinato a un uso quotidiano molto preciso.
Il contrasto principale è fra l’involucro esterno, scandito dalla decorazione, e l’interno liscio della vasca. Il bordo continuo tiene insieme queste due parti e definisce il profilo superiore. La lettura cambia spostandosi attorno al lavabo: la luce fa emergere o attenua i rilievi, mentre la cavità rimane una superficie visivamente più uniforme. La ceramica diventa così il mezzo per distinguere il carattere plastico dell’oggetto dall’area che entra direttamente in rapporto con l’acqua.
L’interesse del progetto sta nella traduzione di una scala in un’altra. Un elemento architettonico nasce per organizzare facciate, sostegni e passaggi; trasferito su un lavabo, diventa ritmo, ombra e dettaglio. Non serve riconoscere un edificio preciso per cogliere il riferimento. La successione dei rilievi suggerisce una struttura ordinata, mentre la forma circolare ne modifica la percezione a seconda del punto di vista e dell’illuminazione dell’ambiente.
Per un prodotto da appoggio, la relazione con il piano è parte della composizione. Altezza del mobile, spazio libero attorno alla vasca e posizione della rubinetteria incidono sia sull’uso sia sulla presenza visiva del pezzo. Un lavabo scultoreo concentra l’attenzione, ma resta inserito in una sequenza di gesti: avvicinarsi, aprire l’acqua, lavarsi e pulire le superfici. La qualità del progetto si misura anche nella capacità di lasciare questi gesti semplici e comprensibili.
Il lavoro di Maddadi, designer di origine curda attivo in Svezia, incontra qui la produzione ceramica di Flaminia. La collezione viene proposta con diverse finiture, che modificano il rapporto fra volume e ambiente. Colore e luce non agiscono come aggiunte indipendenti: una tonalità può rendere più evidente la continuità del corpo oppure accentuare le ombre della lavorazione esterna. Nel bagno, dove illuminazione naturale e artificiale spesso si alternano, questa variazione accompagna l’oggetto durante la giornata. La superficie decorata resta leggibile attraverso un gioco di pieni e incavi, senza affidare il proprio carattere a un’immagine stampata.






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