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Carburanti, taglio delle accise sul gasolio verso una nuova proroga: altri 6-7 giorni per frenare i rincari

1 giorno fa
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Il Governo lavora a una nuova estensione dello sconto sulle accise del gasolio per evitare che la fine dell'intervento temporaneo si trasformi immediatamente in un ulteriore aumento dei prezzi alla pompa. Dopo le misure adottate negli ultimi mesi per contenere gli effetti del caro-energia, l'ipotesi è quella di proseguire ancora per un periodo limitato, nell'ordine di sei-sette giorni, mentre vengono definite soluzioni più selettive destinate alle categorie maggiormente esposte. La questione resta particolarmente delicata perché il diesel continua a viaggiare su livelli elevati e qualsiasi ripristino integrale dell'imposizione fiscale avrebbe effetti immediati sui costi sostenuti da automobilisti, imprese e autotrasportatori.


Il provvedimento attualmente in vigore ha ridotto temporaneamente l'accisa sul gasolio, utilizzando anche il meccanismo delle cosiddette accise mobili, che consente di destinare il maggiore gettito Iva generato dall'aumento dei prezzi energetici alla riduzione della componente fiscale sui carburanti. Per il periodo dal 6 al 10 settembre l'aliquota è stata fissata a 532,90 euro per mille litri, rispetto ai 672,90 euro per mille litri previsti a regime per il gasolio nel 2026. La differenza fiscale è quindi pari a 14 centesimi al litro sull'accisa, con un beneficio più elevato sul prezzo finale considerando anche l'effetto dell'Iva. L'intervento è stato finanziato attraverso le maggiori entrate fiscali derivanti dall'aumento delle quotazioni energetiche.


Il problema è che, nonostante lo sconto, i prezzi restano particolarmente elevati. Sulla rete stradale nazionale il gasolio self service ha superato in media quota 2,16 euro al litro, mentre in autostrada si registrano valori sensibilmente superiori. La benzina si mantiene anch'essa oltre la soglia dei due euro. Per una famiglia che utilizza quotidianamente l'automobile e, soprattutto, per le imprese che dipendono dal trasporto su gomma, variazioni anche di pochi centesimi producono effetti rilevanti nel corso dell'anno. Il rischio è inoltre che il rincaro del diesel venga trasferito progressivamente sui prezzi finali dei prodotti, alimentando nuove pressioni sull'inflazione attraverso l'aumento dei costi logistici.


Dal mese di marzo gli interventi generalizzati sui carburanti si sono susseguiti più volte, con un costo complessivo per le finanze pubbliche che ha già superato i 2 miliardi di euro. Proprio l'onere crescente spinge l'esecutivo a valutare un cambiamento di strategia. Una nuova proroga di pochi giorni avrebbe quindi soprattutto la funzione di evitare uno scalino improvviso dei prezzi e guadagnare il tempo necessario per predisporre misure maggiormente mirate. L'obiettivo dichiarato è superare progressivamente gli sconti destinati indistintamente a tutti i consumatori, concentrando le risorse sulle famiglie con redditi più bassi e sui settori economici per i quali il carburante costituisce una voce essenziale dei costi.


Tra le categorie maggiormente interessate c'è l'autotrasporto, particolarmente vulnerabile alle oscillazioni del diesel. Il carburante rappresenta infatti una componente rilevante dei costi operativi delle imprese del settore e aumenti persistenti possono compromettere i margini soprattutto delle aziende di dimensioni più ridotte. Un intervento selettivo consentirebbe di sostenere direttamente queste attività senza finanziare contemporaneamente i consumi di chi dispone di maggiore capacità economica. Resta tuttavia da definire il meccanismo attraverso il quale individuare i beneficiari e trasferire rapidamente gli aiuti, evitando procedure troppo complesse o ritardi nell'erogazione.


Il dibattito riguarda anche l'efficacia economica degli sconti generalizzati. Ridurre le accise permette di ottenere un effetto immediato e facilmente percepibile alla pompa, ma richiede risorse pubbliche ingenti e distribuisce il beneficio indipendentemente dalla situazione economica del consumatore. Gli interventi selettivi possono invece risultare più efficienti dal punto di vista della spesa, ma necessitano di strumenti amministrativi capaci di raggiungere rapidamente i soggetti interessati. La scelta del Governo dovrà quindi conciliare velocità dell'intervento, sostenibilità per i conti pubblici e protezione delle categorie maggiormente colpite dal rincaro energetico.


L'eventuale estensione per altri sei-sette giorni rappresenterebbe così una misura ponte più che una soluzione strutturale. La pressione sui carburanti resta legata all'andamento delle quotazioni internazionali del petrolio, alle tensioni geopolitiche e ai movimenti dei mercati energetici, fattori sui quali la politica fiscale nazionale può intervenire soltanto parzialmente. Il passaggio dagli sconti generalizzati agli aiuti mirati segnerà quindi una nuova fase nella gestione del caro-carburanti, mentre famiglie e imprese continuano a misurarsi con prezzi del diesel che rimangono sensibilmente superiori ai livelli considerati ordinari.

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