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Assegno unico, l’Inps eroga 13,29 miliardi in otto mesi

7 ore fa
Tempo di lettura: 2 min
Operatori al New York Stock Exchange, fotografia d’archivio illustrativa

Nei primi otto mesi del 2026 l’Inps ha erogato 13,29 miliardi di euro attraverso l’assegno unico e universale. Il dato misura i pagamenti effettuati alle famiglie e offre una fotografia della dimensione economica della misura. Nel periodo considerato i nuclei beneficiari sono stati in media 5.957.344 al mese, per 9.392.429 figli. Le medie mensili non rappresentano necessariamente gli stessi percettori in ogni mese, perché domande, requisiti e composizione familiare possono cambiare.

Ad agosto la spesa è stata pari a 1,640 miliardi di euro. Il pagamento ha riguardato 5.885.802 famiglie e 9.267.677 figli. L’importo medio indicato dall’Inps è di 279 euro per nucleo e 177 euro per figlio. Il valore effettivo varia in base all’Isee, al numero e all’età dei figli, alla presenza di disabilità e alle maggiorazioni previste. Per questo la media non può essere utilizzata per calcolare automaticamente quanto spetta a una singola famiglia.

L’assegno unico riunisce in un sostegno continuativo componenti che in passato erano distribuite fra strumenti diversi. La platea ampia rende il flusso rilevante anche per i consumi, soprattutto nei bilanci con redditi bassi o più figli. L’effetto macroeconomico dipende però dalla quota utilizzata per spese correnti, risparmio o rimborso di debiti. Il dato dell’istituto certifica la spesa erogata, non misura da solo l’impatto sulla natalità o sulla povertà minorile.

Per ricevere l’importo corretto è importante mantenere aggiornata la Dichiarazione sostitutiva unica quando richiesta e comunicare variazioni che incidono sul beneficio. In assenza di Isee valido può essere riconosciuta la misura minima, salvo successivo conguaglio secondo le regole applicabili. Anche nascita, maggiore età, separazione dei genitori o modifica delle modalità di pagamento possono cambiare la posizione amministrativa e richiedere un aggiornamento della domanda. Un controllo tempestivo limita ritardi e permette all’Inps di applicare importi e maggiorazioni corretti.

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