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Zurich resiste all’OPA su Sabadell: l’assicuratrice non consegnerà il suo 5 %, lo scontro con BBVA entra nel vivo

Il conflitto societario tra BBVA e Banco Sabadell raggiunge un nuovo punto stallo con la decisione di Zurich, storica partner assicurativa del gruppo catalano, che ha annunciato di non consegnare la sua partecipazione vicina al 5 % nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto (OPA) lanciata da BBVA. La mossa assume tinte strategiche e simboliche: non si tratta solo di una decisione finanziaria, ma di un atto politico in una partita che intreccia alleanze industriali, relazioni bancarie e pressione sul prezzo dell’offerta. Il rifiuto di Zurich aggiunge un elemento di incertezza all’operazione, alimentando discussioni sulla capacità del gruppo vasco di raggiungere la soglia minima di adesione e sulle possibili conseguenze legali, regolamentari e finanziarie.


Zurich, che già detiene una partecipazione quantificabile intorno al 4,947 % del capitale del Sabadell dopo un’ultima serie di riacquisti azionari del gruppo catalano, decide di non aderire all’OPA. La compagnia, che da anni collabora con Sabadell nei settori dell’assicurazione e della bancassicurazione, rivendica una posizione autonoma, suggerendo che la cessione del pacchetto farebbe venir meno il potere negoziale che intende conservare. La mossa può essere letta come una manifestazione di pressione: Zurich, pur essendo parte dell’azionariato rilevante, mantiene la propria voce in capitolo nelle scelte strategiche e nel destino del gruppo. Il rifiuto di consegnare non è tantomeno un semplice gesto di contrarietà all’OPA, bensì un tentativo di condizionare miglioramenti dell’offerta, salvaguardare i propri interessi nel business assicurativo legato al Sabadell e proteggere i patti di partnership che intercorrono con la banca catalana.


Sul fronte di BBVA, il mancato apporto del pacchetto Zurich complica il cammino verso la soglia del 50 % del capitale con diritto di voto, obiettivo dichiarato per rendere vincolante l’OPA e poter integrare il Sabadell entro il proprio perimetro. Il gruppo vasco ha già annunciato una recente “miglioria” dell’offerta — un aumento del corrispettivo proposto per ottenere maggiore adesione — ma nella comunità finanziaria vi è scetticismo sull’efficacia dell’accrescimento. Le fonti bancarie e gli analisti considerano che l’adesione netta al 50 % sia difficile da ottenere, proprio a causa di resistenze come quella di Zurich. Qualora BBVA non riuscisse a raggiungere la quota obiettivo, dovrà valutare se proseguire con l’offerta o proporre una seconda offerta obbligatoria, probabilmente in modalità cash o con contropartite differenti. Il rischio è che l’operazione perda in forza e in chiarezza strategica, riducendo l’efficacia dell’integrazione prevista.


L’azione di Zurich assume un rilievo maggiore considerata la lunga alleanza con Sabadell nel business assicurativo: da oltre un decennio le due società condividono società di vita, pensioni e rami danni. La rottura apparente di symbiosi strategica con la cessione forzata del pacchetto potrebbe comportare effetti nei rapporti contrattuali, nell’equilibrio dei ricavi da sinergie e nei patti di esclusiva che regolano i rapporti tra banca e assicuratrice. Secondo alcune stime, l’uscita forzata di Zurich dall’azionariato potrebbe costare a BBVA centinaia di milioni di euro in penali o compensazioni, dato che nei contratti originari vi sono clausole che prevedono risarcimenti in caso di rotture contrattuali nei rapporti assicurativi.


Il mercato accoglie la notizia con cautela. Le azioni di Sabadell registrano oscillazioni più marcate del normale, innescando speculazioni sulla futura adesione all’OPA e sulle probabilità che BBVA debba rilanciare con un’offerta migliorativa. Gli investitori osservano con attenzione le mosse dei grandi azionisti, le possibili adesioni o nuovi ingressi istituzionali che possano colmare il vuoto lasciato da Zurich. Nel frattempo, le obbligazioni e le valutazioni creditizie dei due gruppi sono oggetto di nuova attenzione, perché il fallimento dell’OPA o un’escalation conflittuale potrebbero alimentare turbolenze finanziarie nei bilanci di entrambe le banche. Le autorità regolatorie, in particolare la CNMV spagnola, sono chiamate a monitorare il rispetto delle normative sull’offerta, sul trattamento degli azionisti e sui possibili conflitti di interesse derivanti dalla posizione privilegiata di Zurich come partner storico.


In prospettiva, la posta in gioco per BBVA è alta: l’incapacità di consolidare il controllo su Sabadell minaccia l’operazione di aggregazione bancaria in Spagna e la possibilità di generare sinergie di costo e reddito. La decisione di Zurich potrebbe indurre il gruppo vasco a rivalutare la struttura dell’OPA, magari limitando la soglia minima di adesione o passando a una proposta obbligatoria in contanti per superare resistenze strategiche. Dall’altro lato, Sabadell deve difendersi: se l’OPA non garantisce una maggioranza vincolante, l’istituto catalano potrà mantenere margini di autonomia e giocare su alleanze difensive, potendo convocare assemblee straordinarie o negoziare con altri gruppi per resistere al takeover.


Il rifiuto di Zurich mette in luce le tensioni che nascono quando i rapporti di partnership industriale si intrecciano con manovre di mercato ostili. Non è una mera guerra di numeri azionari, ma un confronto fra visioni: quella di una banca che cerca di consolidarsi attraverso l’acquisizione e quella di un’azionista strategico che intende difendere il proprio spazio contrattuale e relazionale nel business assicurativo. Il risultato di questa partita dipenderà dalla capacità di BBVA di persuadere altri azionisti, migliorare l’offerta in modo convincente e superare le resistenze regolamentari, mentre Sabadell dovrà gestire la tensione interna, la comunicazione agli azionisti e la protezione del proprio assetto operativo.

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