Wall Street rimbalza, ma l’IA affronta uno stress test tra rotazione difensiva e trimestrali
- piscitellidaniel
- 2 ore fa
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Venerdì Wall Street ha messo a segno un rimbalzo dopo il pesante sell-off che aveva colpito il comparto tecnologico a inizio settimana, anche se Amazon è finita sotto pressione dopo aver annunciato un ulteriore e significativo incremento degli investimenti nelle infrastrutture di intelligenza artificiale.
Il titolo Amazon ha ceduto l’8% dopo che il gruppo ha previsto un aumento di oltre il 50% delle spese in conto capitale per l’anno in corso, alimentando ulteriormente la corsa agli investimenti guidata dall’IA tra i cosiddetti “Magnifici Sette”.
L’S&P 500 e il Nasdaq hanno così interrotto una striscia negativa di tre sedute consecutive, mentre il Dow Jones ha toccato brevemente un massimo intraday, sostenuto dagli acquisti di chi ha approfittato dei recenti ribassi.
A trainare il rally di giornata sono stati soprattutto i titoli dei semiconduttori, penalizzati nei giorni precedenti dalla debolezza del settore tecnologico. Broadcom ha guadagnato il 5,6%, AMD il 7,5%, mentre Super Micro è balzata di quasi il 10%.
Nel complesso, nove degli undici sottoindici di mercato hanno chiuso in rialzo. L’indice PHLX dei semiconduttori è salito del 4,6%, mentre l’indice tecnologico dell’S&P 500 ha registrato un progresso del 2,8%.
Nonostante il recupero, il clima di mercato è rimasto fragile. Gli investitori continuano a bilanciare l’impatto nel breve termine dell’impennata degli investimenti legati all’intelligenza artificiale con i potenziali benefici di lungo periodo, mentre permangono i timori che gli strumenti di IA più avanzati possano erodere la domanda delle tradizionali società di software.
L’attenzione resta concentrata sui budget per l’intelligenza artificiale delle big a grande capitalizzazione, dopo i maxi piani di spesa annunciati da Microsoft a fine mese scorso, pressione che si è ulteriormente intensificata in seguito all’aumento degli investimenti previsto da Alphabet, fattore che ha contribuito ad accentuare la svendita di giovedì.
I “Magnifici Sette” hanno mostrato un andamento contrastato nel corso della seduta: Alphabet ha perso il 3%, mentre Tesla ha messo a segno un rialzo del 3%. Nvidia, unica del gruppo a non aver ancora pubblicato i risultati, è invece balzata del 7%.
In recupero anche i titoli dei settori software e dei servizi per i dati, dopo una settimana all’insegna delle vendite. CrowdStrike e Palantir hanno guadagnato rispettivamente il 3,6% e il 4,8%. L’indice S&P 500 Software & Services ha interrotto una serie negativa di sette sedute consecutive, pur restando avviato verso un calo settimanale superiore all’8%, la performance peggiore dal marzo 2020.
Alle 11:26 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 874,32 punti, ovvero l'1,79%, a 49.783,04. L'S&P 500 ha guadagnato 94,49 punti, ovvero l'1,39%, a 6.892,89, mentre il Nasdaq Composite è avanzato di 326,80 punti, ovvero l'1,45%, a 22.867,38.
Sul fronte della volatilità, l’indice CBOE – considerato il termometro della paura di Wall Street – è sceso per la prima volta in tre giorni, perdendo 3,19 punti e attestandosi a 18,258.
Il rimbalzo di venerdì è però riuscito solo in parte a compensare le perdite accumulate nei giorni precedenti. L’S&P 500 si avviava a chiudere la sua settimana peggiore dalla fine di dicembre, mentre il Nasdaq era diretto verso il calo settimanale più marcato da novembre.
Anche il comparto dell’intelligenza artificiale, tra i principali motori del rally dello scorso anno, sta attraversando una fase di forte stress test, mentre i flussi di capitale si spostano verso asset difensivi come i beni di consumo di base e le telecomunicazioni. La rotazione arriva in un momento in cui gli asset più rischiosi stanno riducendo il loro peso: il Bitcoin, ad esempio, è in calo di circa il 50% rispetto ai massimi di ottobre.
Sul fronte degli indici, il Russell 2000 ha messo a segno un rialzo del 2,8%, avviandosi verso la migliore performance settimanale dalla fine di novembre. Anche gli indici S&P 600 delle small cap e S&P 400 delle mid cap erano diretti a chiudere la settimana con guadagni superiori all’1%.
La settimana segna inoltre il giro di boa di uno dei periodi più intensi della stagione delle trimestrali. Alla chiusura di giovedì, circa 270 società dell’S&P 500 avevano già pubblicato i risultati, con quasi l’80% che ha superato le stime degli analisti, secondo i dati LSEG, un dato nettamente superiore alla media storica di circa il 67%.
Tra i singoli titoli, Molina Healthcare è crollata del 27% dopo che l’assicuratore sanitario ha fornito una previsione di utili per il 2026 pari a meno della metà delle attese di Wall Street. In controtendenza Roblox, che ha guadagnato l’11% dopo aver annunciato stime sulle prenotazioni per l’esercizio 2026 superiori alle previsioni.
Fonte: investing.com




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