Wall Street crolla nuovamente: il braccio di ferro con la Cina e i timori di recessione scuotono i mercati
- piscitellidaniel
- 10 apr
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Nella giornata di giovedì 10 aprile 2025, i mercati finanziari statunitensi hanno subito una significativa battuta d'arresto, con Wall Street che ha registrato perdite rilevanti. Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in calo del 5,37%, attestandosi a 38.438,20 punti, mentre il Nasdaq Composite ha perso il 7,14%, scendendo a 15.912,67 punti. L'indice S&P 500 ha lasciato sul terreno il 6,10%, chiudendo a 5.124,04 punti.
Le cause del crollo
Il recente declino di Wall Street è attribuibile principalmente all'escalation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. L'amministrazione del presidente Donald Trump ha annunciato un aumento dei dazi sulle importazioni cinesi, portandoli al 145%, rispetto al 125% precedentemente comunicato. Questa mossa ha innescato preoccupazioni tra gli investitori riguardo a una possibile guerra commerciale su larga scala e alle sue implicazioni sull'economia globale.
Reazioni dei mercati internazionali
Le ripercussioni non si sono limitate ai confini statunitensi. Le borse europee hanno mostrato segnali contrastanti: mentre alcune piazze hanno beneficiato di un rimbalzo tecnico, altre hanno risentito delle incertezze legate alle politiche commerciali. Ad esempio, Milano ha chiuso in forte rialzo del 4,73%, con l'indice Ftse Mib a 34.277 punti, segnalando una temporanea fiducia degli investitori.
Settori maggiormente colpiti
Il settore tecnologico è stato tra i più penalizzati, con il Nasdaq che ha registrato una delle peggiori performance. Aziende come Warner Brothers Discovery e Walt Disney Co. hanno subito perdite significative a seguito delle dichiarazioni cinesi di voler "ridurre appropriatamente il numero di film statunitensi importati", in risposta alle mosse tariffarie degli Stati Uniti.
Timori di recessione e volatilità dei mercati
L'inasprimento delle tensioni commerciali ha alimentato i timori di una possibile recessione economica. Gli investitori temono che l'aumento dei dazi possa rallentare la crescita economica globale, influenzando negativamente i profitti aziendali e l'occupazione. Queste preoccupazioni si riflettono nella crescente volatilità dei mercati finanziari, con oscillazioni significative degli indici azionari e dei rendimenti obbligazionari.
Prospettive future e possibili sviluppi
La situazione rimane incerta, con gli occhi puntati sulle prossime mosse delle amministrazioni statunitense e cinese. Gli analisti sottolineano l'importanza di una risoluzione diplomatica delle dispute commerciali per evitare ulteriori turbolenze nei mercati finanziari e scongiurare il rischio di una recessione globale. La comunità internazionale osserva con attenzione, sperando in negoziati che possano portare a una distensione delle tensioni e a politiche commerciali più stabili.
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