Voli per gli Stati Uniti, crollo delle prenotazioni e biglietti scontati fino al 60%: cosa sta accadendo nei cieli transatlantici
- piscitellidaniel
- 18 apr
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Il mercato dei voli tra Europa e Stati Uniti sta attraversando una fase anomala e, per certi versi, inattesa. Ad aprile 2025, diverse compagnie aeree che operano rotte intercontinentali tra il Vecchio Continente e le principali città statunitensi si trovano ad affrontare un deciso rallentamento delle prenotazioni. Un calo che si traduce in un aumento della disponibilità di posti a bordo e, di conseguenza, in una netta diminuzione delle tariffe, con sconti che in alcuni casi superano il 60% rispetto ai prezzi medi registrati nello stesso periodo del 2024.
Secondo i dati raccolti dalle agenzie di viaggio e dalle piattaforme online di prenotazione, il fenomeno non riguarda solo i collegamenti stagionali o le rotte minori, ma coinvolge anche tratte ad alta densità come Milano-New York, Roma-Miami, Londra-Los Angeles e Parigi-Chicago. Le tariffe promozionali sono diffuse su tutte le principali compagnie – legacy, low cost long haul e vettori americani – e riguardano sia la classe economica che, in misura minore, quella premium economy e business.
Tra le cause di questa brusca frenata della domanda si colloca innanzitutto l’incertezza economica. L’inflazione che ha interessato i principali paesi occidentali negli ultimi due anni ha inciso pesantemente sulla capacità di spesa dei consumatori, che tendono a posticipare o ridurre le spese non essenziali. Inoltre, il rafforzamento del dollaro rispetto all’euro e ad altre valute europee ha reso i soggiorni negli Stati Uniti più costosi, disincentivando parte del turismo outgoing.
Altri fattori determinanti sono legati alla percezione di instabilità geopolitica. Le tensioni internazionali, gli allarmi sicurezza lanciati in alcuni hub statunitensi e l’intensificarsi dei controlli ai varchi doganali contribuiscono ad alimentare una sensazione diffusa di disagio tra i viaggiatori. Sebbene non si siano verificati eventi specifici in grado di giustificare un crollo della domanda, il clima di preoccupazione generalizzata ha avuto effetti visibili sui numeri delle prenotazioni.
Il risultato più immediato di questa flessione è la disponibilità di tariffe estremamente vantaggiose. In alcuni casi, biglietti andata e ritorno da Milano per New York o da Roma per Boston sono scesi al di sotto dei 350 euro, tutto incluso. Offerte simili, raramente viste in alta stagione, sono oggi accessibili anche per partenze ravvicinate, una dinamica che riflette l’urgenza delle compagnie aeree di riempire gli aeromobili. A bordo, i voli intercontinentali risultano infatti meno affollati, con numerosi posti liberi anche nei periodi tipicamente più richiesti.
Il fenomeno coinvolge anche l’intero ecosistema aeroportuale. Terminal semivuoti e code più brevi al check-in o ai controlli di sicurezza sono diventati sempre più frequenti nei principali scali europei e statunitensi. Alcuni aeroporti, come Francoforte, Fiumicino e Heathrow, hanno registrato un traffico in calo a due cifre sulle rotte transatlantiche rispetto allo stesso mese del 2024. Le autorità aeroportuali stanno monitorando l’andamento e valutando la rimodulazione degli slot per evitare inefficienze operative.
Le compagnie rispondono con strategie diversificate. Alcune riducono il numero di frequenze settimanali, altre preferiscono mantenere l’offerta invariata ma puntare su politiche commerciali aggressive. Diverse iniziative includono anche vantaggi aggiuntivi, come la possibilità di cambiare la data del volo senza penali o l’assegnazione gratuita del bagaglio in stiva. La parola d’ordine è flessibilità, con l’obiettivo di rassicurare l’utente e stimolare un ritorno alla prenotazione spontanea.
Per il consumatore, questa situazione rappresenta un’opportunità irripetibile. I viaggi negli Stati Uniti sono oggi economicamente più accessibili, in controtendenza rispetto a un mercato che negli ultimi anni era stato caratterizzato da un costante aumento delle tariffe. Tuttavia, l’impatto sul comparto aereo resta significativo, e gli analisti non escludono che, in caso di protrarsi della crisi, si possa assistere a un consolidamento del settore o a nuove politiche di alleanze e code-sharing più aggressive.
Le previsioni per l’estate rimangono incerte. Le compagnie aeree confidano in un rimbalzo della domanda con l’avvicinarsi della stagione estiva, storicamente la più redditizia per le rotte transatlantiche. Tuttavia, tutto dipenderà dalla stabilizzazione dei prezzi energetici, dalla percezione di sicurezza internazionale e dall’andamento macroeconomico nei principali mercati europei. Nel frattempo, le offerte continuano a moltiplicarsi e i viaggiatori più attenti possono trovare occasioni che, fino a pochi mesi fa, sembravano del tutto fuori portata.

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