Venezia introduce il contributo d’accesso per i turisti giornalieri: le nuove regole e come funziona il sistema di prenotazione
- piscitellidaniel
- 18 apr
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Dal 25 aprile 2025, la città di Venezia introduce ufficialmente il contributo d’accesso per i visitatori giornalieri, una misura attesa da anni per contrastare il sovraffollamento turistico e preservare il delicato equilibrio della città lagunare. L’iniziativa si applicherà inizialmente in via sperimentale in 29 giornate tra la primavera e l’estate, tutte concentrate nei fine settimana e nei ponti festivi, ovvero nei periodi di massimo afflusso.
Il provvedimento riguarda tutti i visitatori che entrano nella città storica di Venezia per una sola giornata, senza pernottare. Il contributo, che ammonta a 5 euro al giorno, sarà obbligatorio per chiunque abbia compiuto i 14 anni e non rientri in una delle categorie di esclusione o esenzione previste. Il pagamento dovrà essere effettuato attraverso il portale ufficiale predisposto dal Comune, all’indirizzo www.cda.ve.it, dove ogni utente potrà registrarsi, indicare il giorno della visita e ottenere un QR code da esibire in caso di controlli.
Il sistema non impone un tetto massimo al numero di ingressi giornalieri, ma punta piuttosto a responsabilizzare i visitatori, spingendoli a pianificare la propria visita in modo consapevole. Non si tratta dunque di un biglietto d’ingresso in senso stretto, ma di una misura gestionale pensata per monitorare e contenere gli effetti negativi del turismo di massa che da anni grava sulla città. I controlli verranno effettuati in punti strategici di accesso come la stazione ferroviaria di Santa Lucia, Piazzale Roma e il Tronchetto.
Restano esclusi dal pagamento del contributo i residenti del Comune di Venezia, i lavoratori dipendenti e autonomi che si recano quotidianamente in città per motivi professionali, gli studenti iscritti ad atenei o istituti con sede nel centro storico, i pendolari con abbonamento ai trasporti pubblici locali, chi paga l’IMU su immobili situati nel comune, le forze dell’ordine e il personale sanitario in servizio. Sono invece esentati, ma previa registrazione sul portale, i turisti che pernottano in strutture alberghiere o extralberghiere veneziane, i residenti in Veneto, i bambini sotto i 14 anni, chi si reca in città per motivi di salute documentati, i partecipanti a eventi sportivi e i familiari di residenti in visita.
Il calendario delle giornate a pagamento è stato definito sulla base dei flussi turistici storici e delle previsioni elaborate grazie ai dati forniti dai principali sistemi di monitoraggio. La prima fase di applicazione andrà dal 25 aprile al 5 maggio, e successivamente includerà ogni weekend fino a luglio, con orario di validità del contributo fissato tra le 8:30 e le 16:00. L’intenzione è quella di testare la reattività del sistema e la sua efficacia in termini di gestione dell’impatto turistico, per poi eventualmente estenderlo o modificarlo nel 2026.
Secondo l’amministrazione comunale, si tratta di uno strumento fondamentale per migliorare la vivibilità della città, garantire una distribuzione più sostenibile dei flussi turistici e recuperare risorse economiche da reinvestire in manutenzione urbana e servizi pubblici. Il gettito previsto è di circa 700mila euro nei primi mesi di sperimentazione. Queste risorse potranno essere impiegate per rafforzare i controlli, potenziare il trasporto pubblico e finanziare iniziative culturali e ambientali.
La misura ha suscitato un ampio dibattito. Se da un lato è stata accolta favorevolmente da molti residenti e da operatori del settore che da tempo chiedevano interventi contro il turismo incontrollato, dall’altro ha sollevato critiche da parte di associazioni di categoria e gruppi di tutela dei diritti dei viaggiatori, secondo cui il contributo d’accesso rischia di trasformare Venezia in un parco a tema a pagamento. Alcune organizzazioni, inoltre, hanno denunciato la scarsa chiarezza su come verranno utilizzati i fondi raccolti e sulla reale efficacia della misura nel ridurre i picchi di presenze giornaliere.
A livello operativo, il Comune ha predisposto campagne informative in più lingue, installato segnaletica dedicata nei principali accessi alla città e formato personale di controllo per assistere i visitatori e garantire il rispetto delle nuove regole. Il portale CDA è disponibile anche in versione app per smartphone, con notifiche che ricordano ai turisti l’obbligo di prenotazione e pagamento. È prevista una sanzione da 50 a 300 euro per chi verrà trovato sprovvisto di QR code nei giorni a pagamento, oltre al recupero del contributo dovuto.
La misura non riguarda le isole minori come Murano, Burano e Lido, che restano escluse dal perimetro della normativa almeno per il 2025. Il Comune valuterà in seguito se estendere il sistema anche ad altre parti del territorio comunale, in base agli esiti della sperimentazione e ai dati raccolti sul campo.
Con questa iniziativa, Venezia diventa la prima città al mondo a introdurre un sistema di accesso a pagamento per i turisti giornalieri, un progetto pilota che potrebbe ispirare altre città d’arte italiane ed europee alle prese con problemi simili.

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