top of page

Veneto Est tra crescita e incertezze: le imprese affrontano il 2025 tra rallentamenti e nuove sfide

Il quadro economico del Veneto orientale mostra segnali contrastanti, con imprese che continuano a dimostrare resilienza ma che si trovano sempre più condizionate dall’incertezza generale. La fotografia emersa dalle analisi più recenti evidenzia come il tessuto produttivo del territorio, tradizionalmente dinamico e votato all’export, stia vivendo un periodo complesso, segnato da fattori internazionali ed interni che rendono difficile una pianificazione di lungo periodo. L’instabilità geopolitica, i costi energetici ancora elevati, l’inflazione non del tutto rientrata e la concorrenza globale sono i principali elementi che gravano sulle prospettive delle imprese locali.


Il Veneto orientale si caratterizza da sempre per una forte vocazione manifatturiera, con filiere radicate nei settori della meccanica, della moda, dell’agroalimentare e del mobile-arredo. La capacità di esportare ha rappresentato negli ultimi decenni il motore della crescita, consentendo alle aziende di guadagnare fette di mercato importanti soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. Tuttavia, l’attuale contesto internazionale sta mettendo a dura prova questo modello, con una domanda estera che mostra segnali di rallentamento e un aumento delle barriere commerciali che rende più difficile mantenere i margini di competitività.


Le imprese del territorio segnalano difficoltà legate soprattutto all’incertezza delle commesse. Molti ordini arrivano con tempistiche ridotte, senza quella programmazione pluriennale che in passato permetteva di organizzare la produzione e gli investimenti. Questo costringe le aziende a mantenere elevata la flessibilità, spesso a scapito della stabilità occupazionale e della capacità di investire in innovazione. Nonostante ciò, la qualità dei prodotti e la capacità di adattamento restano punti di forza che consentono al Veneto orientale di mantenere un ruolo di rilievo nel panorama industriale nazionale.


Uno dei nodi principali resta il costo dell’energia. Sebbene rispetto al biennio 2022-2023 i prezzi si siano ridotti, essi rimangono su livelli superiori alla media storica, erodendo la redditività soprattutto delle imprese energivore. Molte aziende hanno accelerato i piani di investimento in impianti fotovoltaici e in soluzioni di efficienza energetica, ma i ritorni non sono immediati e spesso richiedono capitali significativi. La transizione ecologica, pur rappresentando un’opportunità, comporta quindi sfide complesse da affrontare in tempi brevi.


Il lavoro rimane un tema centrale. Il mercato occupazionale mostra una discreta tenuta, ma le imprese lamentano la difficoltà a reperire manodopera qualificata, in particolare nei settori tecnici e nella meccanica avanzata. La carenza di competenze rischia di rallentare ulteriormente la capacità di crescita, soprattutto in un momento in cui la digitalizzazione e l’automazione richiedono nuove professionalità. Alcune aziende stanno rispondendo con programmi di formazione interna e collaborazioni con scuole tecniche e università, ma il mismatch tra domanda e offerta di lavoro rimane un problema strutturale.


L’export continua a rappresentare il principale sbocco per il tessuto produttivo, ma anche in questo ambito emergono criticità. Le tensioni commerciali tra Europa e Stati Uniti, i dazi su alcuni prodotti e le difficoltà logistiche legate alle crisi internazionali rendono più fragile la catena del valore. Alcune imprese stanno cercando di diversificare i mercati di riferimento, puntando su Asia e Medio Oriente, ma i risultati richiedono tempo e investimenti in reti di distribuzione che non tutti possono permettersi.


Nonostante queste difficoltà, molte aziende del Veneto orientale mostrano un forte spirito di adattamento. In diversi settori si registra un aumento degli investimenti in digitalizzazione e innovazione tecnologica, con l’introduzione di macchinari più avanzati e l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale per migliorare la gestione dei processi produttivi. L’innovazione diventa così la chiave per compensare i limiti imposti dal contesto economico, consentendo di mantenere elevati livelli di qualità e competitività.


Anche il settore agroalimentare, tradizionalmente trainante per l’economia locale, risente delle difficoltà legate all’aumento dei costi delle materie prime e alla concorrenza internazionale. Tuttavia, i prodotti del territorio continuano a essere molto richiesti, soprattutto grazie alla forte reputazione del marchio made in Italy. Le imprese stanno puntando su certificazioni di qualità, sostenibilità e valorizzazione delle filiere corte per mantenere il proprio posizionamento competitivo.


Il sistema delle imprese del Veneto orientale si trova quindi a un bivio. Da un lato c’è la necessità di resistere alle pressioni di breve periodo, dall’altro quella di investire per non perdere terreno rispetto ai concorrenti internazionali. Le associazioni di categoria chiedono maggiore sostegno da parte delle istituzioni, soprattutto in termini di incentivi per la transizione ecologica e digitale, oltre a politiche mirate per affrontare il problema della mancanza di manodopera qualificata.


Il 2025 si conferma dunque come un anno complesso, in cui le imprese del Veneto Est continuano a correre tra ostacoli e opportunità. La capacità di fare sistema, di collaborare tra aziende e di costruire reti territoriali solide sarà decisiva per affrontare le incertezze globali e trasformarle in occasioni di rilancio. L’equilibrio tra resilienza e innovazione determinerà la traiettoria del tessuto produttivo di un’area che, nonostante le difficoltà, resta tra le più dinamiche e strategiche dell’economia italiana.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page