Uno su cinque i treni Alta Velocità in ritardo: i numeri di Altroconsumo chiedono rimborsi più equi e un servizio più affidabile
- piscitellidaniel
- 16 set
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Un’indagine approfondita condotta da Altroconsumo sulla puntualità dei treni ad alta velocità mette in evidenza una realtà problematica: circa uno su cinque convogli AV arriva in ritardo. Il dato è tratto da oltre 28 mila corse monitorate, che rivelano come la performance del servizio sia ben lontana da quella promessa, con implicazioni sia per i viaggiatori che per gli operatori del sistema ferroviario.
I ritardi non sono uniformi tra gli operatori: Trenitalia vede una percentuale di convogli in ritardo che supera il 30% e in molti casi viaggia su tratte chiave con perfino il 36% o più dei treni che non rispettano l’orario previsto. Italo, pur registrando ritardi anch’esso significativo, appare in media più puntuale, con una quota attorno al 20-26% dei treni ad alta velocità in ritardo a seconda della tratta considerata.
Le tratte più critiche sono quelle che collegano grandi centri come Roma-Milano, Milano-Bologna, Napoli-Roma e altre rotte trafficate: su queste rotte l’incidenza del ritardo si fa più marcata. La tratta Salerno-Torino è segnalata come particolarmente problematica, con percentuali di corse ritardate particolarmente elevate. Altre linee intermedie e miste (quelle che alternano tratti AV e linee tradizionali) soffrono ancora di più: Frecciargento, Frecciabianca e Intercity mostrano punte di ritardo molto elevate, spesso superiori al 40%.
Dagli utenti viene riportato sistematicamente che, anche quando il ritardo non è enorme, la frequentazione del servizio AV è segnata dalla variabilità del tempo di arrivo: “venti minuti in più rispetto al previsto” non sono ormai manche rare su tratte storiche, specialmente nei giorni feriali. Sono le ore e le fasce più trafficate della settimana a vedere maggiori sforamenti, con ritardi che si accumulano non solo per cause impreviste ma anche per congestione della rete, interferenze dovute ai passaggi tra tratte AV e linee tradizionali, limitazioni di infrastrutture, lavori in corso che riducono la capacità operativa, cambi di orario traffico passeggeri e condizioni esterne.
Dal lato dei passeggeri, il costo di questi ritardi si misura non solo nel disagio diretto del viaggio ma in perdite di tempo, incertezza e spesso costi aggiuntivi (collegamenti sostitutivi, modifiche di programma, lavoro perso). Un terzo dei viaggiatori che ha usato un treno ad alta o media velocità dichiara di essere arrivato in ritardo almeno una volta nell’ultimo anno.
Altroconsumo non si limita a mettere in luce i dati, ma solleva richieste concrete. L’organizzazione chiede che le soglie per poter ottenere rimborsi siano riviste al ribasso: oggi il diritto all’indennizzo scatta solo per ritardi superiori ai 30 minuti su molti treni AV, mentre l’associazione propone che tale soglia sia abbassata a 15 minuti per l’alta velocità. Propone anche che gli indennizzi siano proporzionati al disagio: percentuali maggiori del costo del biglietto, rimborso integrale in caso di ritardi gravi, più trasparenza e automatismo nelle procedure.
Le regole attuali prevedono che il rimborso sia dovuto solo quando il ritardo supera soglie relativamente alte, e in molti casi i viaggiatori faticano a far valere il diritto, tra scartoffie, moduli da compilare, servizi clienti non sempre efficaci. Altroconsumo chiede che il rimborso sia automatico, senza richiesta esplicita, con opzioni per il passeggero tra voucher o denaro, e che l’intero sistema sia reso più accessibile.
Anche la soddisfazione degli utenti nei vari parametri – pulizia, manutenzione, comfort, puntualità – è indagata: Italo risulta in molti casi preferito rispetto a Trenitalia su questi fronti, anche per la distribuzione dei ritardi e la frequenza con cui i viaggiatori subiscono disservizi.
Sul lato operativo, i problemi che emergono dallo studio evidenziano che la rete ferroviaria italiana soffre di limiti infrastrutturali, con segmenti non completamente adattati ai carichi orari, con intersezioni tra linee dedicate all’alta velocità e linee tradizionali che riducono l’efficacia del sistema, con cantieri molti numerosi che impongono deviazioni, rallentamenti. Sono proprio i cantieri, insieme ai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, le cause che più frequentemente vengono indicate come contribuenti ai ritardi, anche se non sempre controllabili dai gestori.
I dati dell’inchiesta Altroconsumo confermano che la puntualità delle “Freccie” (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca) è peggiorata rispetto al passato recente, e che gli operatori non stanno riuscendo a garantire che il servizio rispetti gli orari promessi, nemmeno su tratte che dovrebbero essere tra le più efficienti del sistema ferroviario nazionale.
Le richieste di rimborso da parte degli utenti sono frequenti. In molti casi i viaggiatori optano per voucher o accrediti digitali; le percentuali di accoglimento del reclamo sono abbastanza elevate quando il ritardo è documentato, ma la soglia di accesso al rimborso limita fortemente il numero di utenti che possono effettivamente ottenerlo.
In sintesi, lo studio disegna il profilo di un servizio che, pur essendo tecnologicamente avanzato e competitivo nel confronto con il passato, presenta debolezze crescenti in termini di affidabilità. Viaggiare ad alta velocità non garantisce più che il tempo di percorrenza rientri nei margini previsti, con conseguenze che vanno oltre il ritardo fisico: incidono sulla fiducia degli utenti, sul valore percepito del servizio, sul confronto competitivo con altri mezzi di trasporto, sulla domanda stessa.

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