Trump spinge sui dazi, la Fed rallenta: i mercati reagiscono
- piscitellidaniel
- 7 lug
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Lunedì Wall Street ha chiuso in forte calo, con i principali indici in discesa di oltre l’1%, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’introduzione di dazi del 25% su prodotti provenienti da Giappone e Corea del Sud.
A peggiorare il clima sui mercati è stato anche il crollo delle azioni Tesla (NASDAQ: TSLA), precipitate di oltre il 7% dopo che l’amministratore delegato Elon Musk ha annunciato l’intenzione di lanciare un nuovo partito politico, l’“American Party”, intensificando la sua contrapposizione con Trump.
Le vendite si sono intensificate quando Trump ha specificato che le nuove tariffe entreranno in vigore il 1° agosto.
Alle 14:32 il Dow Jones Industrial Average è sceso di 648,35 punti, ovvero l'1,43%, a 44.186,66, l'S&P 500 ha perso 75,72 punti, ovvero l'1,21%, a 6.203,63 e il Nasdaq Composite ha perso 266,62 punti, ovvero l'1,29%, a 20.334,48.
Questo arretramento segue una settimana positiva per Wall Street, in cui sia il Nasdaq che l’S&P 500 avevano registrato tre chiusure consecutive ai massimi storici, l’ultima delle quali giovedì, sostenuta da un robusto report sull’occupazione.
Tra i principali titoli in rosso, Tesla ha rappresentato uno dei maggiori pesi sull’S&P 500, toccando il livello più basso da quasi un mese.
Gli investitori erano in attesa di ulteriori annunci sul fronte commerciale da parte degli Stati Uniti, previsti entro il 9 luglio. Domenica, il presidente Trump ha dichiarato che Washington era vicina alla conclusione di diversi accordi commerciali e che avrebbe notificato entro quella data l’aumento delle tariffe doganali, con entrata in vigore prevista per il 1° agosto.
Lunedì, Trump ha inoltre minacciato di imporre dazi aggiuntivi del 10% contro i paesi che, a suo dire, adottano “politiche antiamericane”, con un chiaro riferimento al blocco dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).
A inizio aprile, i mercati avevano già vissuto un periodo di forte volatilità, dopo che Trump aveva annunciato una tariffa base del 10% su molte importazioni, con possibilità di aumenti fino al 50%. Tuttavia, pochi giorni dopo era stata introdotta una pausa di 90 giorni, contribuendo a un temporaneo sollievo per gli investitori.
Il Nasdaq ha ufficialmente confermato l'ingresso in un mercato ribassista, avendo perso oltre il 20% rispetto al massimo di inizio aprile. L’S&P 500 ha evitato per poco lo stesso destino, ma è comunque riuscito a recuperare terreno, tornando sui massimi entro la fine di giugno.
Tutti gli 11 principali settori dell’S&P 500 hanno chiuso in calo, con i beni di consumo discrezionali e l’energia tra i più penalizzati. Le perdite più contenute si sono registrate nei settori difensivi, come i beni di consumo di base e le utility.
In controtendenza, le azioni di WNS Holdings (NYSE: WNS) sono salite di oltre il 14% dopo l’annuncio che la società francese Capgemini ha raggiunto un accordo per acquistare l’azienda di outsourcing per 3,3 miliardi di dollari in contanti.
Le politiche tariffarie adottate da Trump, che hanno contribuito ad alimentare l’inflazione, stanno rendendo ancora più complesso il compito della Federal Reserve nel percorso verso un eventuale taglio dei tassi. In questo contesto, particolare attenzione è rivolta alla pubblicazione dei verbali della riunione di giugno, attesa per mercoledì, che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sulle prossime mosse di politica monetaria.
Secondo il FedWatch Tool del CME Group (NASDAQ: CME), i mercati attribuiscono una probabilità del 95% al mantenimento dei tassi invariati a luglio, mentre le chance di un taglio a settembre si attestano intorno al 63%.
Tra i temi sotto osservazione da parte degli investitori ci sono anche i piani fiscali recentemente firmati da Trump, che prevedono tagli alle tasse e alla spesa. Le proiezioni indicano un possibile aumento del deficit federale di oltre 3.000 miliardi di dollari nel prossimo decennio.
Sul fronte del mercato azionario, a Wall Street i titoli in calo hanno nettamente superato quelli in rialzo, con un rapporto di 4,78 a 1 alla Borsa di New York. Qui si sono registrati 172 nuovi massimi e 27 nuovi minimi.
Sul Nasdaq, invece, 1.065 titoli sono saliti contro 3.413 in ribasso, con un rapporto negativo di 3,2 a 1.
Per quanto riguarda gli ultimi 12 mesi, l’S&P 500 ha segnato 24 nuovi massimi e 3 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 96 nuovi massimi e 50 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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