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TotalEnergies condannata in Francia per greenwashing: la giustizia riconosce comunicazioni ambientali ingannevoli

Il tribunale di Parigi ha condannato TotalEnergies per pratiche di greenwashing, stabilendo che la compagnia energetica francese ha diffuso messaggi pubblicitari e dichiarazioni fuorvianti in materia ambientale. La sentenza, considerata un precedente storico in Europa, riconosce la responsabilità dell’azienda per aver presentato in modo distorto i propri impegni sulla riduzione delle emissioni e sulla transizione verso un modello energetico sostenibile. Il procedimento era stato avviato da tre associazioni ambientaliste che contestavano le campagne di comunicazione diffuse dal gruppo tra il 2021 e il 2023.


Secondo il tribunale, le dichiarazioni di TotalEnergies sulla neutralità carbonica al 2050 e sulla volontà di diventare una “multi-energy company” hanno indotto in errore i consumatori e gli investitori, facendo apparire l’azienda come un soggetto orientato alla sostenibilità mentre continuava a incrementare la produzione di combustibili fossili. Le indagini hanno evidenziato che la maggior parte degli investimenti del gruppo restava concentrata su petrolio e gas naturale, con un impegno marginale nelle energie rinnovabili. La discrepanza tra comunicazione e realtà industriale è stata ritenuta sufficiente per configurare una pratica commerciale ingannevole.


La decisione impone a TotalEnergies di modificare i contenuti presenti sui propri canali di comunicazione e di eliminare le dichiarazioni giudicate fuorvianti entro un termine stabilito. In caso di mancato adeguamento, l’azienda dovrà versare una sanzione giornaliera. Si tratta di un provvedimento che segna un punto di svolta nel diritto ambientale francese e apre la strada a nuove azioni legali contro le multinazionali dell’energia accusate di costruire una reputazione “verde” priva di fondamento.


La causa era stata intentata da organizzazioni ambientaliste che avevano accusato la società di promuovere una visione falsata delle proprie attività. Le associazioni avevano presentato documentazione finanziaria e industriale a dimostrazione che, nonostante gli impegni pubblicamente dichiarati, TotalEnergies aveva continuato a espandere i progetti di esplorazione e produzione di idrocarburi, in particolare in Africa e Medio Oriente. La corte ha ritenuto che le strategie di marketing ambientale fossero utilizzate per migliorare l’immagine aziendale senza corrispondere a un cambiamento sostanziale dei modelli produttivi.


Dal punto di vista economico, la condanna non comporta un impatto immediato sui bilanci dell’azienda, ma genera un effetto reputazionale di rilievo. Gli investitori internazionali e i fondi etici potrebbero riconsiderare i propri rapporti con la compagnia, mentre le autorità di regolazione europee stanno rafforzando i controlli sulle dichiarazioni ambientali delle imprese. La vicenda contribuisce inoltre a ridefinire gli standard di trasparenza richiesti alle grandi società energetiche, spingendo verso una maggiore coerenza tra le politiche di sostenibilità e le attività operative.


La decisione del tribunale arriva in un momento di crescente attenzione al fenomeno del greenwashing. Le istituzioni europee stanno valutando nuove norme per impedire alle imprese di utilizzare affermazioni ambientali non verificabili o prive di basi scientifiche. La sentenza francese viene così considerata un precedente che potrà influenzare altri procedimenti simili in Europa, in particolare contro le aziende che vantano obiettivi climatici ambiziosi senza un piano operativo credibile.


TotalEnergies ha comunicato di rispettare la decisione della corte pur difendendo la legittimità delle proprie strategie di comunicazione. L’azienda ha ribadito di voler proseguire nel percorso verso la riduzione delle emissioni e di mantenere gli obiettivi di lungo periodo fissati nel piano industriale. Tuttavia, la pronuncia della magistratura francese segna un punto di non ritorno per il settore: la narrazione ambientale dovrà ora essere supportata da dati concreti e verificabili.


Il caso TotalEnergies mostra come la transizione energetica non possa essere affidata solo alla comunicazione ma debba basarsi su un’effettiva riconversione industriale. La condanna evidenzia la crescente richiesta di trasparenza da parte di cittadini e autorità pubbliche e rappresenta un segnale chiaro per tutto il comparto energetico, chiamato a dimostrare coerenza tra le promesse e le azioni.

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