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Torino-Lione, la fresa Viviana avvia il nuovo scavo: il cantiere del tunnel di base accelera con la maxi opera transfrontaliera

La grande fresa “Viviana” è entrata ufficialmente in azione nei cantieri del collegamento ferroviario Torino-Lione, segnando una tappa cruciale nella realizzazione del tunnel di base che collegherà Italia e Francia attraverso le Alpi. L’avvio del nuovo scavo è stato accolto come un momento simbolico per un’infrastruttura che da anni rappresenta al tempo stesso una sfida ingegneristica e un terreno di confronto politico ed economico a livello europeo. La macchina, lunga oltre 250 metri e con una testa di taglio dal diametro superiore agli 11 metri, è stata calata nei cantieri piemontesi per affrontare il tratto italiano dell’opera, dopo un lungo lavoro di preparazione logistica e tecnica.


L’opera della Torino-Lione è considerata una delle più importanti infrastrutture ferroviarie in corso di realizzazione in Europa. Il tunnel di base, lungo circa 57 chilometri, sarà il cuore della nuova linea ad alta capacità destinata a collegare i due paesi e a favorire un riequilibrio nei trasporti merci, riducendo la quota su gomma e aumentando quella su rotaia. L’entrata in funzione della fresa Viviana rappresenta quindi non solo un passaggio tecnico, ma anche un segnale della volontà di accelerare i tempi di un cantiere che ha conosciuto ritardi, ostacoli e contestazioni ma che ora sembra procedere con rinnovata determinazione.


Il varo della fresa è stato accompagnato da un evento ufficiale che ha visto la presenza di rappresentanti istituzionali italiani, francesi ed europei, insieme ai tecnici del consorzio TELT (Tunnel Euralpin Lyon Turin), la società binazionale incaricata della realizzazione del progetto. Le autorità hanno sottolineato il valore strategico dell’opera per il futuro della mobilità europea, evidenziando come la nuova infrastruttura sia parte integrante della rete TEN-T, il corridoio transeuropeo dei trasporti che punta a rafforzare le connessioni tra Mediterraneo e Nord Europa.


La fresa Viviana, così battezzata in onore di una lavoratrice impegnata per anni nei cantieri, è progettata per scavare in condizioni complesse, affrontando terreni eterogenei e pressioni elevate. Il suo utilizzo permetterà di avanzare con velocità e continuità, con una produzione media stimata di una ventina di metri al giorno. L’obiettivo è completare il tratto entro i tempi stabiliti, contribuendo così ad allineare la parte italiana a quella francese, dove i lavori hanno già raggiunto progressi significativi.


Dal punto di vista economico, il progetto Torino-Lione muove risorse ingenti: si parla di oltre 25 miliardi di euro complessivi, con un finanziamento rilevante dell’Unione Europea che copre circa il 40% dei costi. L’impatto occupazionale è notevole, con migliaia di addetti coinvolti direttamente e indirettamente tra cantieri, forniture, indotto e servizi collegati. La partenza della fresa rafforza la percezione che il progetto sia entrato in una fase esecutiva più stabile, dopo anni di dibattiti che hanno alimentato divisioni politiche e proteste sul territorio.


Le opposizioni locali, in particolare quelle legate ai movimenti No Tav, continuano però a mantenere alta l’attenzione. Le critiche riguardano l’impatto ambientale, i costi e l’effettiva utilità dell’opera in un contesto in cui la sostenibilità è diventata parola chiave nelle scelte infrastrutturali. Secondo i promotori, però, il tunnel consentirà di abbattere le emissioni derivanti dal trasporto su gomma lungo l’asse alpino, riducendo il traffico stradale e migliorando la qualità dell’aria nelle valli. Gli studi di impatto ambientale indicano che il trasferimento di milioni di tonnellate di merci dalla strada alla ferrovia potrà ridurre significativamente le emissioni di CO₂ e le polveri sottili.


Dal punto di vista tecnico, la fresa Viviana è dotata di sistemi avanzati di monitoraggio e di gestione dello smarino, il materiale estratto durante lo scavo. Gran parte di questi materiali verrà riutilizzata per opere di riempimento e per interventi ambientali, in linea con i principi di economia circolare adottati dal progetto. La gestione attenta delle terre e rocce da scavo è considerata fondamentale per minimizzare l’impatto e per garantire la sostenibilità complessiva dei lavori.


Il cronoprogramma prevede che i prossimi mesi siano decisivi per consolidare l’avanzamento dell’opera e rispettare le scadenze fissate a livello europeo. L’entrata in esercizio del tunnel è prevista entro la prossima decade, con l’obiettivo di completare l’infrastruttura nei tempi utili a inserirla pienamente nei corridoi TEN-T e a sfruttarne i benefici in termini di connessione logistica, competitività economica e sostenibilità ambientale.


La partenza dello scavo con la fresa Viviana diventa così il simbolo di una fase nuova del progetto, in cui l’ingegneria e la politica si intrecciano per realizzare un’infrastruttura destinata a cambiare i flussi di trasporto in Europa. Per l’Italia rappresenta una sfida industriale e istituzionale, per l’Europa un passo concreto verso una rete integrata e sostenibile, per le comunità locali un tema che continua a suscitare dibattito, ma che al tempo stesso apre prospettive di sviluppo e di trasformazione profonda del territorio.

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