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Tommasi rafforza la sua presenza in Puglia: acquisite Tenuta Emera e Cantina Moros per una strategia di crescita nazionale

Il panorama vitivinicolo italiano si arricchisce di una nuova operazione di rilievo con l’annuncio, da parte della famiglia Tommasi, dell’acquisizione di due realtà pugliesi di prestigio: Tenuta Emera e Cantina Moros. La notizia conferma la volontà del gruppo veronese di consolidare la propria presenza al Sud Italia e di proseguire lungo una traiettoria di crescita che punta a unire tradizione, qualità e valorizzazione territoriale.


La scelta della Puglia non è casuale. Negli ultimi anni questa regione si è affermata come uno dei poli più dinamici del settore enologico, grazie alla riscoperta di vitigni autoctoni e a un processo di modernizzazione che ha permesso di elevare la qualità delle produzioni. L’acquisizione di Tenuta Emera e Cantina Moros consente a Tommasi di entrare con decisione in un territorio dalle grandi potenzialità, ampliando il portafoglio di etichette e rafforzando la propria capacità di competere sui mercati internazionali.


Tenuta Emera rappresenta un punto di riferimento per la viticoltura pugliese. Situata in un’area strategica, vanta una produzione diversificata che combina vitigni autoctoni e internazionali, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla ricerca della massima espressione territoriale. Cantina Moros, invece, è conosciuta per la produzione di vini di grande personalità, capaci di interpretare con stile e carattere le peculiarità del Salento. L’unione di queste due realtà al gruppo Tommasi apre scenari interessanti in termini di sinergie produttive e di sviluppo commerciale.


La strategia del gruppo veronese appare chiara: costruire un mosaico di eccellenze territoriali che, pur mantenendo la loro identità, contribuiscano a un progetto comune di crescita. Tommasi è già presente in diverse aree vinicole italiane, dalla Valpolicella alla Toscana, dalla Basilicata al Vulture fino alla Lombardia con l’Oltrepò Pavese. L’ingresso in Puglia rappresenta un tassello ulteriore di un percorso che mira a coprire l’intera mappa enologica nazionale, creando un portafoglio di etichette che racconta la diversità e la ricchezza del vino italiano.


Il contesto internazionale rende queste operazioni particolarmente significative. I mercati globali sono sempre più interessati alla varietà e all’autenticità dei vini italiani, che vengono apprezzati per la capacità di coniugare tradizione e innovazione. In questo scenario, la presenza in regioni come la Puglia consente di offrire prodotti unici, radicati nella storia e nella cultura locale ma proiettati verso un pubblico globale. Per Tommasi, significa arricchire la propria offerta con etichette in grado di intercettare nuove fasce di consumatori e di rafforzare la competitività nei principali mercati di esportazione.


La Puglia, inoltre, è una regione che negli ultimi anni ha saputo investire in accoglienza e turismo enogastronomico. L’acquisizione di Tenuta Emera e Cantina Moros non è solo un’operazione commerciale, ma anche un investimento nel potenziale turistico del territorio. Le cantine diventano luoghi di esperienza, capaci di attrarre visitatori da tutto il mondo e di raccontare, attraverso degustazioni e percorsi enoturistici, la storia e l’identità di un territorio.


Dal punto di vista produttivo, Tommasi potrà contare su una base solida, con vigneti moderni e cantine dotate di tecnologie avanzate. La sfida sarà quella di integrare queste realtà senza snaturarne l’identità, mantenendo la riconoscibilità dei marchi locali e al tempo stesso beneficiando delle sinergie derivanti dall’appartenenza a un gruppo più grande. L’approccio, come ribadito dalla famiglia Tommasi in altre occasioni, non è quello di centralizzare, ma di valorizzare ogni territorio nella sua specificità.


Il settore vinicolo italiano si conferma così protagonista di un processo di consolidamento che non guarda solo alla crescita dimensionale, ma anche alla capacità di creare filiere integrate e competitive. Le famiglie imprenditoriali storiche, come i Tommasi, continuano a giocare un ruolo chiave, dimostrando come il legame con la tradizione possa convivere con una visione manageriale moderna e con strategie di sviluppo internazionale.


Gli analisti del settore sottolineano come questa operazione contribuisca a rafforzare l’immagine complessiva del vino pugliese, che guadagna ulteriore visibilità grazie all’ingresso in un gruppo di rilevanza nazionale. Si tratta di un riconoscimento della qualità raggiunta dal territorio e di una conferma del fatto che il futuro del vino italiano passerà sempre più dalla capacità di fare sistema e di valorizzare le specificità locali all’interno di un quadro di competizione globale.


Il messaggio lanciato da questa acquisizione è duplice: da un lato il valore crescente della Puglia come regione vinicola di eccellenza, dall’altro la volontà di Tommasi di continuare a investire nel vino italiano come progetto di lungo termine, costruendo un patrimonio che unisce storia familiare, radicamento territoriale e apertura ai mercati internazionali. Un progetto che conferma ancora una volta come l’Italia possa giocare un ruolo da protagonista nel mondo del vino, puntando su qualità, diversità e capacità di innovare senza perdere il legame con le proprie radici.

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