Terzo Valico, 58,6 milioni per rigenerare tre quartieri di Genova: parchi, scuole e nuovi servizi

Il Terzo Valico dei Giovi diventa anche un'occasione di trasformazione urbana per Genova. Con la firma dei decreti da parte del commissario straordinario di Governo Calogero Mauceri è stato dato il via libera a 58,63 milioni di euro destinati alla riqualificazione di Certosa, Rivarolo e Sampierdarena, territori direttamente interessati dai cantieri del grande progetto ferroviario. Le risorse finanzieranno espropri, demolizioni, bonifiche, sistemazione delle aree e realizzazione di nuovi spazi pubblici, inserendosi nel più ampio Progetto integrato di riqualificazione e rigenerazione urbana collegato al Terzo Valico e al Nodo ferroviario di Genova, il cui valore complessivo raggiunge circa 186 milioni di euro.
La parte più consistente dei nuovi finanziamenti, circa 42,2 milioni di euro, è destinata a Certosa e Rivarolo. L'obiettivo è intervenire nelle zone del Campasso e nelle aree prossime alla nuova infrastruttura ferroviaria, liberando spazi attraverso acquisizioni e demolizioni e restituendoli successivamente alla città. Il programma prevede la creazione di servizi sociali, spazi per lo studio e strutture dedicate alle attività sportive e didattiche delle scuole. L'intervento assume un significato particolare per quartieri che hanno sostenuto per anni l'impatto dei cantieri e che ora dovrebbero beneficiare direttamente delle trasformazioni connesse alla realizzazione della nuova linea ferroviaria.
Altri 16,4 milioni di euro sono destinati invece a Sampierdarena, dove uno degli interventi principali sarà la realizzazione del nuovo parco urbano di via Ardoino. Il progetto prevede uno spazio verde superiore agli ottomila metri quadrati sopra la nuova galleria ferroviaria, con l'obiettivo di ricucire parti del tessuto urbano segnate dalle infrastrutture e aumentare la disponibilità di aree pubbliche per i residenti. La rigenerazione non viene quindi concepita soltanto come compensazione economica per i disagi prodotti dai lavori, ma come occasione per modificare in modo strutturale la qualità urbana dei quartieri coinvolti.
Un ruolo centrale nel programma è riservato anche all'istruzione. Nell'area ex Facchini, circa diecimila metri quadrati messi a disposizione da Ferrovie dello Stato, è prevista la nascita del Distretto Educativo dell'Innovazione della Valpolcevera. Il progetto punta a costruire un percorso formativo che accompagni bambini e ragazzi dalle prime fasi dell'istruzione fino a un nuovo Liceo Tecnologico Sperimentale, indicato come il primo progetto di questo tipo in Italia. La sperimentazione potrebbe partire già nell'anno scolastico 2027-2028, inizialmente utilizzando una sede esistente, mentre parallelamente dovrebbe procedere la progettazione del nuovo campus.
Il programma coinvolge Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell'Istruzione e del Merito, Regione Liguria, Comune di Genova e Ferrovie dello Stato. L'impostazione è quella di legare la realizzazione delle grandi opere a investimenti capaci di produrre effetti duraturi sul territorio. Il Terzo Valico e il Nodo ferroviario sono infatti infrastrutture strategiche per migliorare i collegamenti tra il porto di Genova, il Nord Italia e il sistema europeo dei trasporti, ma la loro costruzione ha inevitabilmente inciso sulla vita quotidiana delle aree attraversate. La rigenerazione urbana diventa così parte integrante dell'intervento infrastrutturale, con l'obiettivo di trasformare i costi sopportati dai quartieri in nuove opportunità.
Sul fronte ferroviario, intanto, il Terzo Valico si avvicina alle fasi conclusive degli scavi, ormai completati per oltre il 97%. Il tracciato si sviluppa per circa 54 chilometri, prevalentemente in galleria, e costituisce uno degli elementi fondamentali del Corridoio europeo Reno-Alpi. L'avvio dell'esercizio dell'infrastruttura è previsto dopo le attività di completamento, verifica e collaudo, mentre anche il Nodo ferroviario genovese procede verso una progressiva entrata in funzione. La nuova capacità ferroviaria punta soprattutto a rafforzare il trasporto merci dal porto verso il Nord Italia e l'Europa, riducendo i tempi di percorrenza e aumentando la competitività logistica dello scalo ligure.
I 58,63 milioni appena autorizzati rappresentano quindi il passaggio dalla progettazione alla concreta disponibilità delle risorse per interventi attesi da tempo. Espropri e demolizioni saranno soltanto la prima fase di una trasformazione più ampia, destinata a coinvolgere verde pubblico, servizi, istruzione e mobilità. La sfida sarà coordinare i tempi della rigenerazione con quelli delle grandi infrastrutture, affinché Certosa, Rivarolo e Sampierdarena possano beneficiare non soltanto del nuovo sistema ferroviario, ma anche di un miglioramento tangibile della qualità degli spazi e dei servizi a disposizione delle comunità locali.





Commenti