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Tapparelle e decoro, il colore non è una scelta solo individuale

Il regolamento approvato all’unanimità può vincolare anche gli elementi esterni non nominati espressamente.


Le tapparelle non sono un dettaglio irrilevante quando incidono sull’aspetto esterno dell’edificio. In un condominio, la libertà del singolo proprietario incontra il limite del regolamento e del decoro architettonico, soprattutto se gli elementi visibili dalla strada concorrono all’immagine unitaria del fabbricato. Il problema non riguarda soltanto gli infissi in senso stretto, ma tutti i componenti esterni che, per posizione, colore e dimensione, alterano la percezione della facciata.


Se il regolamento condominiale approvato all’unanimità richiama l’uniformità estetica di infissi e tende, la clausola può estendersi anche agli avvolgibili, quando la funzione sia chiaramente quella di preservare l’armonia cromatica del prospetto. Non è necessario che ogni elemento sia nominato analiticamente, purché il vincolo sia interpretabile in modo coerente con la finalità perseguita. Una tapparella di colore marcatamente diverso può dunque integrare violazione del regolamento e, nei casi più evidenti, pregiudizio al decoro.


La successiva modifica del regolamento diretta a “sanare” una difformità non è sempre una decisione ordinaria. Se incide su un vincolo di natura contrattuale e modifica diritti e obblighi assunti all’unanimità, occorre il consenso di tutti i condòmini. La maggioranza non può trasformare un obbligo estetico condiviso in una facoltà individuale senza rispettare la fonte del vincolo. Per l’amministratore, la corretta gestione passa da una verifica del regolamento, dalla contestazione formale della difformità e dalla ricerca di una soluzione che ripristini l’uniformità della facciata.

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