Supermercati e discount: le insegne dove la spesa conviene di più e i nuovi trend dei consumatori italiani
- piscitellidaniel
- 2 set
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La crescita dei prezzi alimentari e l’inflazione che, pur rallentando, continua a pesare sui bilanci familiari hanno reso la scelta del supermercato un atto sempre più strategico. Le famiglie italiane, strette tra salari che faticano a crescere e carrelli della spesa sempre più costosi, hanno imparato a selezionare con attenzione i punti vendita, orientandosi verso le insegne in grado di offrire maggiore convenienza. L’analisi dei principali gruppi della distribuzione moderna conferma che la concorrenza si gioca ormai su due fronti: da un lato i discount, diventati negli ultimi anni protagonisti assoluti, dall’altro i supermercati tradizionali che cercano di rispondere con strategie mirate e offerte promozionali più aggressive.
Le rilevazioni sui prezzi medi mostrano che i discount restano i leader indiscussi del risparmio. Insegne come Eurospin, Lidl e MD hanno consolidato la loro reputazione di convenienza, riuscendo a coniugare prezzi bassi con un miglioramento della qualità percepita dei prodotti. Eurospin, in particolare, si conferma tra i punti vendita più economici sul territorio nazionale, con un paniere che permette di risparmiare fino a diverse centinaia di euro l’anno rispetto alla media dei supermercati tradizionali. Lidl ha puntato molto sulla diversificazione dell’offerta, affiancando ai prodotti di base linee dedicate al biologico, al salutistico e perfino a referenze gourmet, dimostrando che il concetto di discount si è trasformato radicalmente rispetto a vent’anni fa.
Anche MD ha rafforzato la propria posizione, soprattutto nel centro-sud, con politiche di prezzo molto aggressive e un’espansione territoriale costante. Questi operatori hanno saputo intercettare una clientela trasversale: non più solo famiglie a basso reddito, ma anche nuclei con disponibilità economiche maggiori che hanno imparato a considerare il discount una scelta intelligente e non una soluzione di ripiego.
Sul fronte dei supermercati tradizionali, Coop, Conad, Esselunga e Carrefour si confrontano con una sfida più complessa. Coop e Conad mantengono una forte presenza grazie al radicamento territoriale e alla fiducia storica dei consumatori, puntando molto su filiere controllate e prodotti a marchio del distributore di alta qualità. Esselunga, soprattutto nel nord Italia, continua a rappresentare un punto di riferimento per chi cerca un equilibrio tra assortimento, qualità e promozioni mirate. Le analisi sui prezzi mostrano che Esselunga, pur non essendo ai livelli dei discount, riesce a contenere i costi della spesa grazie a un sistema di offerte periodiche che permette di alleggerire il conto finale. Carrefour, invece, attraversa una fase di riposizionamento, con una crescente attenzione ai formati di prossimità e al rafforzamento della gamma discount interna.
Una parte rilevante della battaglia si gioca infatti sulle marche del distributore, ormai diventate un segmento imprescindibile. Nei discount rappresentano la quasi totalità dell’assortimento, mentre nei supermercati tradizionali coprono fino al 40-50% delle vendite. I prodotti a marchio proprio non solo garantiscono margini più elevati alle catene, ma rappresentano per i consumatori un’alternativa più economica e percepita sempre più spesso come equivalente, se non migliore, rispetto ai marchi industriali. È un cambiamento culturale importante, che ha modificato il rapporto tra clienti e insegne, generando un nuovo concetto di fedeltà basato più sulla convenienza che sulla tradizione.
La trasformazione del mercato è alimentata anche dai cambiamenti nelle abitudini dei consumatori. L’attenzione crescente al benessere e alla salute ha portato a una maggiore domanda di prodotti biologici, vegani, senza glutine e a basso contenuto di zuccheri o grassi. Se in passato erano prerogativa di nicchie specializzate, oggi questi prodotti si trovano anche sugli scaffali dei discount, segno che la convenienza non è più incompatibile con l’innovazione alimentare. Lidl, per esempio, ha creato linee dedicate al bio e ai prodotti salutistici a prezzi competitivi, contribuendo a democratizzare l’accesso a queste categorie.
Il tema della sostenibilità ambientale è diventato a sua volta una leva di marketing e un criterio di scelta per i consumatori. Coop e Conad spingono molto sulla riduzione degli imballaggi e sulla tracciabilità delle filiere, mentre i discount stanno introducendo linee certificate e packaging riciclabile per intercettare una clientela più sensibile. Questa attenzione alla sostenibilità non è solo un modo per attrarre consumatori, ma rappresenta un tentativo di adeguarsi alle normative europee sempre più stringenti in materia di economia circolare.
Dal punto di vista geografico, la convenienza varia in modo significativo. Nel nord Italia la concorrenza è più alta, con la presenza capillare di Esselunga, Lidl, Eurospin e grandi cooperative. Questo porta a una riduzione generale dei prezzi, spinta anche da un potere d’acquisto più alto. Nel centro-sud, invece, discount come MD e catene locali mantengono posizioni più forti, mentre la presenza dei grandi player internazionali è meno diffusa. Ciò determina differenze anche rilevanti nei prezzi medi della spesa tra regioni.
Il 2025 conferma quindi una polarizzazione del settore: i discount guadagnano quote di mercato grazie a un’offerta sempre più ampia e di qualità, mentre i supermercati tradizionali cercano di rispondere valorizzando i marchi propri, le promozioni mirate e la fidelizzazione attraverso carte punti e servizi digitali. Il consumatore italiano appare più mobile e meno fedele rispetto al passato, disposto a cambiare insegna in base al rapporto tra prezzo, qualità e servizi aggiuntivi.
La corsa alla convenienza non è destinata a fermarsi. Con l’incertezza economica ancora presente e i bilanci familiari sotto pressione, la competizione tra insegne si giocherà non solo sul prezzo ma anche sulla capacità di intercettare nuovi stili di consumo, combinando risparmio, qualità e attenzione alla sostenibilità.

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