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Stellantis guida il rally di Piazza Affari: accordo USA-Giappone sui dazi rilancia il settore auto e apre nuove prospettive per l’export europeo

Stellantis ha vissuto una delle sue migliori giornate in Borsa del 2025, con un rialzo che ha superato il 7% a Piazza Affari, trascinando l’intero comparto automobilistico europeo in territorio ampiamente positivo. L’impennata del titolo è avvenuta in scia all’annuncio di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Giappone, che prevede la riduzione dei dazi sulle automobili giapponesi importate nel mercato americano, una decisione che il mercato ha interpretato come un possibile segnale distensivo anche nei confronti dell’Europa. L’indice settoriale europeo Stoxx 600 Auto ha guadagnato più del 3%, sostenuto dal recupero dei principali titoli del comparto, con Stellantis in testa, seguita da Renault, Volkswagen, BMW e Mercedes-Benz.


L’intesa tra Stati Uniti e Giappone rappresenta un passaggio rilevante nel contesto delle relazioni commerciali internazionali. Dopo anni di tensioni e misure protezionistiche, la scelta dell’amministrazione americana di rivedere al ribasso le barriere doganali applicate alle auto giapponesi segna un’inversione di rotta rispetto alla politica tariffaria aggressiva inaugurata nel 2018. Il dazio del 25%, introdotto inizialmente per proteggere la produzione domestica statunitense, sarà ridotto al 15% e, secondo quanto riportato dai principali osservatori, non saranno applicati limiti quantitativi all’importazione. Ciò consentirà ai produttori nipponici di aumentare la loro presenza nel mercato USA, ma apre anche a possibili negoziati simili con altri partner commerciali, tra cui l’Unione Europea.


In questo scenario, Stellantis si posiziona come uno degli attori maggiormente avvantaggiati, grazie alla sua struttura multinazionale e alla forte esposizione sui mercati americani. Il gruppo, nato dalla fusione tra FCA e PSA, conta su marchi storici come Jeep, Chrysler, Dodge e Ram, oltre ai brand europei Peugeot, Citroën, Opel, Fiat e Alfa Romeo. Il peso del mercato nordamericano sul fatturato complessivo di Stellantis è rilevante, e ogni miglioramento delle condizioni di accesso a quel mercato rappresenta un’opportunità diretta per consolidare le quote di mercato e migliorare i margini.


La reazione degli investitori è stata immediata. Il titolo Stellantis ha aperto con un forte rialzo e ha continuato a salire per tutta la seduta, chiudendo con una performance superiore al 7%, su volumi nettamente sopra la media. Il rally ha trainato l’intero listino milanese, con un impatto visibile anche sull’andamento dell’indice FTSE MIB. Gli operatori hanno interpretato il nuovo quadro internazionale come favorevole per il settore industriale europeo, in particolare per le aziende che operano in contesti transatlantici e che possono beneficiare di un allentamento delle tensioni protezionistiche.


Le aspettative del mercato sono ora orientate verso un possibile accordo simile tra Stati Uniti e Unione Europea. Secondo quanto emerso da fonti comunitarie, Bruxelles sarebbe già al lavoro su una proposta da sottoporre a Washington, con l’obiettivo di ottenere un trattamento analogo a quello concesso al Giappone. La riduzione dei dazi sulle auto europee dirette negli Stati Uniti potrebbe aprire una nuova fase per il commercio automobilistico, incentivando gli investimenti e rafforzando la competitività delle imprese europee. Si tratterebbe di un risultato strategico anche per l’Italia, in considerazione del ruolo di Stellantis nella filiera industriale nazionale e del peso dell’automotive sull’export manifatturiero.


La prospettiva di un'intesa transatlantica assume particolare rilievo in un momento in cui il settore automobilistico europeo si trova ad affrontare sfide epocali. La transizione verso l’elettrico, la necessità di sostenere la riconversione industriale, i costi crescenti legati alla sostenibilità ambientale e la concorrenza agguerrita dei produttori asiatici impongono una strategia coordinata a livello politico ed economico. In questo contesto, ogni apertura dei mercati e ogni riduzione degli ostacoli commerciali rappresentano una boccata d’ossigeno per le aziende chiamate a gestire una fase di profonda trasformazione.


L’accordo tra Stati Uniti e Giappone arriva inoltre in una fase delicata per le relazioni internazionali, segnate da nuove tensioni geopolitiche e da una crescente incertezza sulle catene di fornitura globali. Il ritorno al multilateralismo commerciale, seppur ancora parziale, potrebbe rappresentare un elemento di stabilizzazione per i mercati, in particolare per quei settori ad alta intensità produttiva come l’automotive. La decisione americana di ridurre i dazi potrebbe anche essere interpretata come un segnale distensivo verso gli alleati occidentali, in un contesto in cui il riavvicinamento tra i blocchi economici tradizionali viene considerato cruciale per contrastare la crescente assertività economica di Cina e Russia.


L’effetto sull’intero comparto è stato significativo. Oltre a Stellantis, anche le case automobilistiche tedesche hanno beneficiato del nuovo scenario: Volkswagen ha chiuso con un +3,2%, BMW con un +2,9%, Mercedes-Benz con un +3,5%. Anche Renault ha fatto registrare un rialzo di oltre il 4%. Il trend positivo si è esteso ai fornitori e ai produttori di componentistica, con Brembo, Valeo e Bosch in forte recupero sui rispettivi mercati. In Francia e Germania gli indici settoriali hanno registrato una delle migliori performance degli ultimi mesi, contribuendo al rafforzamento generale degli indici europei.


L’attenzione degli analisti è ora concentrata sulle prossime mosse delle autorità politiche. La Commissione europea ha confermato che l’automotive sarà uno dei dossier prioritari nei negoziati commerciali in corso con gli Stati Uniti. Alcuni Stati membri, tra cui Germania, Francia e Italia, hanno già espresso sostegno a un’intesa che consenta di ridurre i dazi e di rafforzare la cooperazione industriale tra le due sponde dell’Atlantico. Per Stellantis, così come per il comparto nel suo insieme, il futuro potrebbe passare per un nuovo equilibrio commerciale, meno condizionato dalle tensioni tariffarie e più orientato alla competitività globale. La seduta di oggi ha dimostrato che i mercati scommettono su questo scenario, e che le imprese che sapranno interpretare il cambiamento potranno trarne vantaggi significativi.

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