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Snam, slitta il closing sull’operazione Open Grid Europe: le ragioni del rinvio e gli scenari futuri

Il percorso di Snam verso l’acquisizione di una quota significativa di Open Grid Europe, uno dei principali operatori di trasporto del gas in Germania, incontra un rallentamento. Il closing dell’operazione, inizialmente previsto nelle scorse settimane, è stato infatti rinviato, suscitando l’attenzione del mercato e degli analisti. Si tratta di un passaggio che non mette in discussione l’impianto dell’accordo, ma che evidenzia la complessità delle dinamiche regolatorie e finanziarie legate a una delle operazioni strategiche più rilevanti degli ultimi anni per la società italiana.


Open Grid Europe, che gestisce una rete estesa e cruciale per il sistema energetico tedesco ed europeo, rappresenta un tassello fondamentale per Snam, impegnata a rafforzare il proprio ruolo nei corridoi energetici del continente. L’ingresso in OGE consente infatti di consolidare la presenza in un Paese cardine per la distribuzione del gas e, in prospettiva, dell’idrogeno, settore in cui la Germania si candida a svolgere un ruolo di leadership.


Il rinvio del closing sarebbe legato ad aspetti autorizzativi e alla necessità di allineare i tempi con le controparti e con le istituzioni di vigilanza. In operazioni di questa portata, che coinvolgono asset strategici per la sicurezza energetica nazionale ed europea, la due diligence e i processi di approvazione sono particolarmente scrupolosi. L’attuale contesto geopolitico, segnato dalla guerra in Ucraina e dalla conseguente ridefinizione delle politiche energetiche, contribuisce a rendere ancora più delicato ogni passaggio.


Il mercato ha reagito con cautela alla notizia del rinvio, senza però registrare scossoni significativi sul titolo Snam. Gli investitori appaiono consapevoli che i tempi della burocrazia e delle autorizzazioni sono parte integrante di operazioni complesse, soprattutto quando riguardano infrastrutture considerate strategiche. La stessa società ha ribadito che l’operazione proseguirà e che il rinvio non è indicativo di un ridimensionamento o di una revisione del piano.


Per Snam, l’acquisizione di Open Grid Europe si inserisce in una strategia di lungo termine che punta a trasformare l’azienda da operatore nazionale del trasporto gas a player europeo della transizione energetica. La Germania rappresenta un hub centrale non solo per il gas, ma anche per i futuri flussi di idrogeno, settore su cui Snam investe da tempo e che costituisce uno degli assi portanti della decarbonizzazione europea.


Dal punto di vista finanziario, l’operazione è sostenuta da un quadro solido. Snam dispone di una posizione patrimoniale che le consente di affrontare investimenti di questa dimensione senza compromettere la stabilità del bilancio. Inoltre, il profilo di rendimento atteso da OGE appare coerente con la strategia del gruppo, che mira a garantire ritorni stabili e a lungo termine agli azionisti, puntando su asset regolati e resilienti.


Il rinvio del closing non modifica quindi la traiettoria strategica, ma rimanda soltanto i tempi di esecuzione. In prospettiva, l’ingresso di Snam in Germania potrebbe aprire la strada ad altre collaborazioni nel settore delle infrastrutture energetiche europee, contribuendo alla creazione di un mercato più integrato e sicuro.


La partita sull’idrogeno resta la cornice entro cui collocare questa operazione. L’Europa ha fissato obiettivi ambiziosi per ridurre le emissioni e sostituire progressivamente i combustibili fossili con fonti rinnovabili e con vettori energetici più puliti. In questo scenario, la rete di trasporto del gas potrà essere progressivamente riconvertita al trasporto di idrogeno, e asset come Open Grid Europe diventeranno infrastrutture chiave per la nuova economia energetica.


Il rinvio del closing è dunque un episodio che riflette la complessità delle operazioni transfrontaliere in settori regolati, ma non ne intacca il valore strategico. Per Snam, resta intatto l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo in Europa, con una visione che guarda oltre l’attuale crisi energetica e punta a un futuro in cui gas e idrogeno convivranno in un sistema più sicuro, diversificato e sostenibile.

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