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SK Hynix e Intel valutano la produzione di chip di memoria negli Stati Uniti

16 set
Tempo di lettura: 3 min










SK Hynix e Intel stanno valutando una possibile collaborazione per produrre chip di memoria negli Stati Uniti, un'operazione che, se concretizzata, segnerebbe un passaggio strategico per l'industria americana dei semiconduttori. Le discussioni sono ancora in una fase esplorativa e non è stato raggiunto alcun accordo definitivo, come precisato dalla stessa società sudcoreana. Tra le ipotesi allo studio figura la possibilità che SK Hynix utilizzi una parte del grande complesso produttivo che Intel sta realizzando in Ohio. Un'altra soluzione potrebbe prevedere la creazione di una joint venture alla quale parteciperebbero, oltre ai due produttori di semiconduttori, anche grandi operatori del cloud interessati a garantirsi forniture stabili di memorie per i data center e l'intelligenza artificiale.


L'interesse nasce in un momento di fortissima crescita della domanda di memorie avanzate, alimentata dall'espansione dell'intelligenza artificiale generativa e dalla costruzione di nuovi data center. SK Hynix occupa una posizione centrale nel mercato delle HBM, High Bandwidth Memory, componenti indispensabili per alimentare gli acceleratori utilizzati nei sistemi di IA. La possibilità di realizzare direttamente negli Stati Uniti anche le fasi iniziali della produzione rappresenterebbe un salto rispetto alla presenza industriale già programmata dal gruppo. SK Hynix ha infatti avviato in Indiana la costruzione di un impianto dedicato soprattutto al packaging avanzato delle memorie HBM, con un investimento superiore ai 4 miliardi di dollari e l'avvio della produzione di massa previsto nella seconda metà del 2029.


L'eventuale accordo con Intel potrebbe completare questa strategia. L'impianto dell'Indiana lavorerà infatti memorie le cui fasi produttive a monte continueranno a essere realizzate principalmente in Asia. Utilizzare capacità produttiva in Ohio consentirebbe invece a SK Hynix di sviluppare negli Stati Uniti una filiera più completa, dalla fabbricazione dei chip fino alle operazioni avanzate di assemblaggio e packaging. Non è ancora stato chiarito quali tipologie di memoria potrebbero essere coinvolte: il gruppo sudcoreano produce DRAM, NAND Flash e HBM, tutte tecnologie strategiche per computer, smartphone, server e infrastrutture di intelligenza artificiale.


Per Intel, un'intesa avrebbe un significato altrettanto importante. Il gruppo statunitense ha investito ingenti risorse nella costruzione di nuovi stabilimenti e sta cercando di rafforzare il proprio ruolo come produttore per conto terzi attraverso Intel Foundry. La possibilità di ospitare SK Hynix nel complesso dell'Ohio contribuirebbe a valorizzare capacità industriale e investimenti già programmati, mentre una joint venture potrebbe distribuire tra più soggetti il peso finanziario necessario per sviluppare una produzione avanzata. La prospettiva è stata accolta positivamente anche dai mercati, che hanno premiato i titoli delle due società dopo la diffusione delle indiscrezioni.


Sul progetto pesa però anche una forte componente geopolitica. Washington considera i semiconduttori una tecnologia essenziale per la sicurezza economica e nazionale e da anni incentiva il ritorno della produzione sul territorio americano. La concentrazione della filiera asiatica viene considerata un elemento di vulnerabilità, soprattutto in presenza delle tensioni commerciali e tecnologiche con la Cina. L'amministrazione statunitense continua quindi a esercitare pressione sui produttori internazionali affinché aumentino gli investimenti locali, mentre la prospettiva di nuovi dazi sui semiconduttori importati rende ancora più importante per i grandi gruppi valutare una presenza produttiva diretta negli Stati Uniti.


La questione è particolarmente delicata anche per la Corea del Sud, che considera le tecnologie avanzate delle memorie un patrimonio industriale strategico. Un eventuale trasferimento di processi produttivi negli Stati Uniti potrebbe richiedere verifiche da parte delle autorità di Seul qualora fossero coinvolte tecnologie classificate come essenziali per la sicurezza economica nazionale. A questo si aggiunge il problema dei costi: produrre semiconduttori negli Stati Uniti significa affrontare spese più elevate per costruzione, personale e forniture rispetto a molti poli asiatici, oltre alla necessità di ricostruire localmente una rete di fornitori altamente specializzata.


La spinta dell'intelligenza artificiale sta però cambiando rapidamente l'equazione industriale. La disponibilità di memorie ad alte prestazioni è diventata uno dei principali vincoli alla crescita delle infrastrutture di calcolo e i grandi operatori cloud hanno un interesse crescente a garantirsi capacità produttiva nel lungo periodo. Proprio il loro possibile coinvolgimento finanziario in una partnership tra Intel e SK Hynix mostra come la filiera dei chip stia evolvendo: produttori di semiconduttori, hyperscaler e governi sono sempre più legati dalla necessità di assicurare forniture strategiche. Per ora SK Hynix ha ribadito che nessuna decisione è stata presa, ma le trattative indicano quanto la produzione americana di memorie sia diventata uno dei nuovi fronti della competizione globale sui semiconduttori.

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