Settembre bollente in Puglia: campi sempre più senz’acqua e agricoltura in crisi
- piscitellidaniel
- 19 set
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Il mese di settembre si sta rivelando anomalo e difficile per la Puglia, con temperature che ricordano quelle di agosto e un quadro climatico che mette a dura prova l’agricoltura regionale. Le ondate di calore persistenti hanno aggravato una situazione idrica già fragile, lasciando intere aree agricole alle prese con la scarsità d’acqua e con la prospettiva di perdite ingenti per le principali colture. La siccità, che negli ultimi anni si è trasformata da evento straordinario a condizione strutturale, mostra in queste settimane tutta la sua forza, costringendo aziende agricole e istituzioni a misurarsi con scenari sempre più complessi.
Le campagne pugliesi, da quelle del Tavoliere fino al Salento, stanno vivendo un periodo di stress idrico che non accenna a migliorare. I bacini artificiali della regione registrano livelli molto bassi rispetto alla media stagionale, con conseguente riduzione delle possibilità di irrigazione. In alcuni distretti la distribuzione dell’acqua è già stata razionata, costringendo gli agricoltori a scelte difficili tra le colture da salvare e quelle da sacrificare. L’effetto immediato è un calo delle rese, che rischia di compromettere interi cicli produttivi, con particolare riferimento a oliveti, vigneti, ortaggi e cereali.
La situazione attuale è frutto di un insieme di fattori. La riduzione delle piogge nei mesi estivi non è stata compensata da precipitazioni adeguate a settembre, mentre le alte temperature hanno accelerato l’evaporazione e aumentato il fabbisogno idrico delle piante. A questo si aggiunge la condizione strutturale di una rete idrica agricola spesso obsoleta e soggetta a perdite, che riduce ulteriormente l’efficienza della distribuzione. L’insieme di questi elementi genera una crisi che non può più essere considerata passeggera.
Gli agricoltori denunciano con forza le difficoltà che stanno affrontando. Le associazioni di categoria parlano di una vera emergenza che, se non affrontata con interventi tempestivi, potrebbe determinare un crollo della produzione agricola regionale. La Puglia è una delle principali aree agricole d’Italia, con un peso rilevante nella produzione di olio d’oliva, vino, ortofrutta e grano duro. Un calo significativo in questi comparti avrebbe ripercussioni non solo a livello locale, ma anche nazionale ed europeo, considerando l’importanza delle esportazioni agroalimentari pugliesi.
Il comparto vitivinicolo appare tra i più colpiti. La vendemmia si è svolta in condizioni difficili, con una riduzione delle quantità e una qualità compromessa in alcune aree. Anche l’olivicoltura, già duramente provata negli anni passati dalla diffusione della Xylella e dalla concorrenza internazionale, affronta ora la sfida di una produzione ridotta dall’assenza di acqua nei terreni. Gli orticoltori segnalano perdite crescenti, mentre il settore cerealicolo rischia di vedere ridotto il raccolto del prossimo anno a causa di terreni impoveriti e poco fertili.
Le istituzioni regionali e nazionali seguono con attenzione l’evoluzione della crisi. Sono stati attivati tavoli di confronto per valutare interventi straordinari, tra cui il ricorso a fondi di emergenza, il sostegno al credito agricolo e la promozione di nuove infrastrutture idriche. L’attenzione si concentra anche sull’innovazione tecnologica, con la prospettiva di favorire sistemi di irrigazione più efficienti, il riutilizzo delle acque reflue depurate e l’introduzione di colture meno idroesigenti. Tuttavia, i tempi di realizzazione di queste soluzioni restano lunghi rispetto all’urgenza della situazione.
Il mondo scientifico e accademico evidenzia la necessità di un approccio strutturale al problema. I cambiamenti climatici stanno modificando profondamente il regime delle piogge e delle temperature, rendendo sempre più frequenti i fenomeni estremi e le stagioni siccitose. In questo contesto, la Puglia – già naturalmente esposta a carenze idriche – rischia di diventare un laboratorio delle sfide che attendono l’intero Mediterraneo. Affrontare la crisi richiede dunque una pianificazione a lungo termine, che unisca interventi infrastrutturali, ricerca e innovazione, oltre a un uso più razionale delle risorse disponibili.
Sul piano sociale, la crisi idrica sta mettendo a dura prova intere comunità. Molti piccoli agricoltori temono di non riuscire a sostenere i costi della produzione e valutano l’ipotesi di ridurre le superfici coltivate o addirittura di abbandonare i terreni. Questo scenario solleva il rischio di un progressivo spopolamento delle campagne e di un indebolimento del tessuto produttivo locale, con conseguenze sulla tenuta occupazionale e sul futuro delle giovani generazioni che operano nel settore.
La percezione di un settembre che sembra agosto, con temperature insolitamente alte e piogge assenti, ha ormai superato il livello di allarme stagionale per trasformarsi in consapevolezza di una nuova normalità. L’agricoltura pugliese, pilastro dell’economia e dell’identità culturale della regione, si trova a dover affrontare una sfida che richiede risposte immediate ma anche una visione strategica di lungo respiro. I campi senz’acqua sono oggi l’immagine più evidente di un cambiamento climatico che non riguarda più il futuro, ma il presente.

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