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Scampia rinasce: Piloda Building avvia la costruzione di 145 nuovi alloggi sul sito della Vela Verde​

Nel cuore di Scampia, quartiere simbolo della periferia nord di Napoli, prende forma un ambizioso progetto di rigenerazione urbana. Piloda Building/Operazione Srl, in collaborazione con lo studio di architettura Settanta7, ha avviato la realizzazione del Lotto M del masterplan "ReStart Scampia", un intervento da 50 milioni di euro che prevede la costruzione di 145 nuovi alloggi pubblici, asili nido e un centro civico.


Dal degrado alla rinascita: la trasformazione di Scampia

Le Vele di Scampia, costruite tra il 1962 e il 1975, erano originariamente concepite come un progetto innovativo di edilizia popolare. Tuttavia, nel corso degli anni, questi edifici sono diventati simbolo di degrado urbano e sociale. La Vela Verde, in particolare, è stata la prima ad essere demolita, segnando l'inizio di un processo di riqualificazione dell'intera area.


Il progetto ReStart Scampia: un nuovo volto per il quartiere

Il masterplan "ReStart Scampia" rappresenta una delle più grandi operazioni di rigenerazione urbana in Italia. Oltre alla costruzione dei 145 alloggi del Lotto M, il progetto prevede la realizzazione di un intero quartiere ecosostenibile, con spazi dedicati all'agricoltura urbana, un parco pubblico, una fattoria didattica, un mercato di prossimità, una scuola per l'infanzia e un centro civico per attività sociali e culturali.


Un intervento sostenibile e inclusivo

L'intervento di Piloda Building e Settanta7 si distingue per l'attenzione alla sostenibilità ambientale e all'inclusione sociale. Gli edifici saranno energeticamente autosufficienti, grazie all'utilizzo di fonti rinnovabili e tecnologie innovative. Inoltre, il progetto mira a creare spazi condivisi e servizi per la comunità, favorendo la coesione sociale e il senso di appartenenza tra i residenti.​


Un modello replicabile per la rigenerazione urbana

La trasformazione di Scampia rappresenta un esempio virtuoso di come sia possibile intervenire in contesti urbani complessi, combinando investimenti pubblici e privati, progettazione partecipata e attenzione alle esigenze della comunità. Il successo di questo progetto potrebbe fungere da modello per altre città italiane ed europee, alle prese con sfide simili di degrado e marginalizzazione.

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