Saipem paga il taglio della guidance sull'EBITDA: pesano i costi del Medio Oriente, ma ricavi confermati
La pubblicazione dei risultati del primo semestre 2026 ha riportato Saipem sotto i riflettori dei mercati finanziari. Nonostante un andamento operativo ancora positivo e ricavi in crescita, il gruppo italiano dell'ingegneria energetica ha rivisto al ribasso la guidance sull'EBITDA adjusted per l'intero esercizio, una decisione che ha provocato una reazione negativa del titolo in Borsa. A pesare è stato soprattutto l'impatto delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che hanno determinato maggiori costi logistici e operativi, costringendo il management a rivedere le stime sulla redditività pur confermando gli obiettivi di fatturato.
Nel dettaglio, Saipem ha chiuso i primi sei mesi dell'anno con ricavi pari a 7,35 miliardi di euro, in crescita di circa il 2% rispetto allo stesso periodo del 2025. L'EBITDA adjusted si è attestato a 836 milioni di euro, con un incremento del 9,4% su base annua, mentre il risultato netto adjusted è stato di 131 milioni di euro. Anche la generazione di cassa ha continuato a mostrare segnali di solidità, con un free cash flow di 388 milioni di euro e un ulteriore miglioramento della posizione finanziaria netta. Sul fronte commerciale, il gruppo ha acquisito nuovi ordini per 5,7 miliardi di euro nel semestre, ai quali si sono aggiunti ulteriori contratti per circa 2,3 miliardi già sottoscritti nel mese di luglio, confermando un portafoglio ordini particolarmente consistente.
L'elemento che ha maggiormente attirato l'attenzione degli investitori riguarda però l'aggiornamento della guidance 2026. Saipem ha confermato la previsione di ricavi pari a circa 15,5 miliardi di euro, mantenendo invariati anche gli obiettivi di cash flow operativo e free cash flow, ma ha ridotto la stima dell'EBITDA adjusted da circa 1,9 miliardi a 1,75 miliardi di euro. La revisione riflette gli extra costi sostenuti per garantire la continuità operativa e la sicurezza del personale nelle aree interessate dal conflitto in Medio Oriente, oltre agli effetti della prevista cessione delle attività di perforazione offshore in acque poco profonde. Secondo il gruppo, tali costi potrebbero essere in parte recuperati attraverso negoziazioni con i clienti, ma al momento questa eventualità non è stata incorporata nelle nuove previsioni finanziarie.
Il management ha comunque sottolineato come le attività operative siano proseguite regolarmente anche nei Paesi maggiormente coinvolti dalle tensioni geopolitiche, senza interruzioni dei progetti in corso. La conferma della guidance sui ricavi viene interpretata come un segnale della capacità dell'azienda di mantenere elevati livelli di attività nonostante un contesto internazionale complesso. Inoltre, la robusta generazione di cassa e il continuo miglioramento della qualità del portafoglio ordini consentono a Saipem di affrontare questa fase con una struttura finanziaria più solida rispetto al passato, frutto del percorso di risanamento e rilancio completato negli ultimi anni.
La reazione dei mercati si è concentrata soprattutto sulla revisione delle prospettive di redditività, elemento che ha temporaneamente oscurato risultati operativi comunque superiori a quelli dello scorso anno. Gli investitori continueranno ora a monitorare l'evoluzione della situazione geopolitica e l'andamento delle trattative con i clienti per l'eventuale recupero dei maggiori costi sostenuti. Allo stesso tempo, il consistente portafoglio ordini, la conferma delle previsioni sui ricavi e la forte generazione di cassa rappresentano fattori che continuano a sostenere le prospettive industriali del gruppo, chiamato nei prossimi mesi a dimostrare la propria capacità di preservare la redditività in uno scenario internazionale ancora caratterizzato da elevata volatilità.





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