Roche punta sugli Stati Uniti: maxi investimento da 50 miliardi per ricerca e produzione
- piscitellidaniel
- 22 apr
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Il gruppo farmaceutico svizzero Roche ha annunciato un piano di investimenti straordinario negli Stati Uniti del valore di 50 miliardi di dollari distribuiti su un orizzonte di cinque anni. L’obiettivo è rafforzare la capacità produttiva sul suolo americano, incentivare la ricerca scientifica in settori strategici e rispondere in modo diretto alle recenti tensioni commerciali internazionali. Il piano prevede la creazione di nuove infrastrutture, l’espansione di quelle esistenti e l’assunzione di oltre 12.000 addetti, tra tecnici, ricercatori e personale del comparto costruzioni.
Il contesto in cui nasce questa decisione è fortemente influenzato dal mutato scenario geopolitico e commerciale. L’amministrazione statunitense ha infatti reso noto l’innalzamento dei dazi sulle importazioni di prodotti farmaceutici provenienti dalla Svizzera, portandoli al 31%. Roche, tra le aziende più colpite da questa misura, ha scelto la strada dell’adattamento strategico anziché quella del confronto diretto. Il colosso elvetico ha dunque optato per una profonda riorganizzazione delle sue attività a livello globale, puntando su un radicamento più deciso all’interno del mercato statunitense.
Tra i progetti principali annunciati da Roche figura la costruzione di un nuovo impianto per la produzione di terapie geniche nello stato della Pennsylvania. Questa struttura sarà dedicata a trattamenti di ultima generazione nel campo delle malattie rare e dell’oncologia personalizzata. Parallelamente, in Indiana verrà realizzato un centro per la produzione di dispositivi di monitoraggio continuo del glucosio, con l’obiettivo di servire in modo più efficace il mercato del diabete, in crescita costante negli Stati Uniti. È prevista anche l’apertura di un centro di eccellenza per la ricerca cardiovascolare, renale e metabolica in Massachusetts, uno dei poli principali della biotecnologia statunitense.
Un altro tassello fondamentale dell’investimento sarà destinato alla costruzione di una fabbrica dedicata alla produzione di farmaci per la gestione del peso corporeo, un settore che ha registrato negli ultimi anni una domanda crescente. Sebbene la localizzazione precisa di questo stabilimento non sia stata ancora comunicata, fonti vicine al management indicano che sarà in un’area ad alta densità di competenze scientifiche, probabilmente nel sud degli Stati Uniti.
Attualmente Roche impiega circa 25.000 dipendenti su 24 siti negli Stati Uniti. Con il nuovo piano industriale l’azienda prevede di aumentare significativamente la sua capacità produttiva locale, con l’intenzione dichiarata di trasformarsi in un esportatore netto dal territorio americano. Questa strategia non solo attenua gli effetti delle barriere doganali, ma consente all’azienda di avvicinarsi ulteriormente al più grande mercato farmaceutico del mondo, rafforzando le relazioni con le autorità regolatorie e sanitarie locali.
Il CEO di Roche, Thomas Schinecker, ha dichiarato che gli investimenti previsti rappresentano “un momento storico per Roche e per la sua evoluzione come azienda globale, fortemente impegnata nell’innovazione e nella sostenibilità”. Schinecker ha sottolineato come la scelta di investire negli Stati Uniti non sia solo una risposta alle sfide geopolitiche, ma anche un’opportunità per rinnovare la catena produttiva, accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci e garantire una distribuzione più rapida ed efficace.
Questo piano si inserisce in un trend che coinvolge anche altri attori del settore. Grandi gruppi come Johnson & Johnson, Novartis ed Eli Lilly hanno avviato iniziative simili, con ingenti investimenti mirati alla costruzione di impianti e laboratori sul territorio statunitense. La pressione normativa e le politiche protezionistiche stanno quindi rimodellando la geografia industriale dell’intero comparto farmaceutico, spingendo le multinazionali verso una nuova logica di prossimità produttiva.
Il progetto di Roche riceverà anche sostegno da enti federali e statali, interessati ad attrarre investimenti ad alto contenuto tecnologico e creare nuovi posti di lavoro qualificati. Alcuni stati americani si sono già candidati per ospitare ulteriori insediamenti del gruppo, offrendo incentivi fiscali e pacchetti infrastrutturali dedicati.
L’intervento da 50 miliardi rappresenta uno dei più significativi investimenti privati nel settore farmaceutico nella storia degli Stati Uniti. I lavori per le nuove infrastrutture partiranno nel corso del 2025 e si prevede che la piena operatività sarà raggiunta entro il 2029. La progressiva messa in funzione dei nuovi impianti porterà un impatto significativo anche sulle economie locali, generando un indotto che coinvolgerà anche il settore dell’ingegneria, della logistica e della formazione professionale.
Roche intende utilizzare questo slancio anche per ridefinire il proprio modello di innovazione. Il piano industriale prevede, infatti, un rafforzamento delle collaborazioni con università, centri di ricerca indipendenti e startup specializzate in intelligenza artificiale applicata alla scoperta di nuovi farmaci. La sinergia tra produzione e ricerca sarà uno dei pilastri del nuovo assetto, pensato per ridurre il tempo necessario per il passaggio dalla fase pre-clinica alla commercializzazione.
Infine, la scelta di puntare sugli Stati Uniti risponde anche alla volontà di Roche di differenziare maggiormente i suoi mercati di riferimento, riducendo la dipendenza dall’Europa e aprendosi a nuovi orizzonti regolatori e commerciali. Con questo maxi investimento, l’azienda compie un passo deciso verso una nuova configurazione globale, in cui l’autonomia strategica e la resilienza industriale diventano fattori chiave per affrontare le sfide del prossimo decennio.

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