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Progettazione, il settore continua a crescere: fatturato OICE verso 4,8 miliardi nel 2025 tra innovazione e mercati esteri

Le società italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica continuano a rafforzare il proprio peso nell'economia nazionale. Secondo la 41ª Rilevazione annuale OICE/CEr, il fatturato delle imprese associate ha raggiunto 4,4 miliardi di euro nel 2024, con una crescita dell'11,3% rispetto all'anno precedente, mentre per il 2025 è prevista un'ulteriore espansione fino a sfiorare i 4,8 miliardi di euro (+9,1%). Il comparto conferma così una dinamica di sviluppo superiore a quella di molti altri settori dell'economia, sostenuta dagli investimenti infrastrutturali, dal PNRR, dalla transizione energetica e dalla crescente presenza delle imprese italiane sui mercati internazionali.


La crescita riguarda anche l'occupazione. Gli addetti delle società associate sono saliti a circa 34.700 nel 2024, con una previsione di oltre 37.000 lavoratori nel 2025. Il settore continua ad attrarre figure altamente qualificate, anche se permane una forte difficoltà nel reperire personale specializzato: oltre il 77% delle imprese segnala problemi nel trovare ingegneri, progettisti e tecnici con competenze adeguate. Tra gli occupati aumentano gli under 35, che rappresentano oltre un terzo della forza lavoro, mentre cresce anche la presenza femminile. Si tratta di un comparto sempre più orientato verso professionalità multidisciplinari, capaci di integrare competenze progettuali, digitali, ambientali e gestionali.


Uno dei principali motori dello sviluppo resta il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per oltre il 74% delle imprese associate, le commesse riconducibili al PNRR rappresentano almeno un quarto del fatturato, confermando il ruolo centrale della progettazione nell'attuazione degli investimenti pubblici. Allo stesso tempo cresce il contributo dei mercati esteri, che incidono per circa il 26% della produzione complessiva. Le società italiane operano ormai stabilmente in numerosi Paesi, esportando competenze nei settori delle infrastrutture, dei trasporti, dell'energia, dell'edilizia sostenibile e della rigenerazione urbana. L'internazionalizzazione costituisce uno dei principali fattori di competitività, anche se OICE sottolinea la necessità di rafforzare ulteriormente il sostegno istituzionale alle imprese impegnate sui mercati internazionali.


La trasformazione del comparto è strettamente collegata anche all'innovazione tecnologica. L'adozione del Building Information Modeling (BIM), delle piattaforme digitali collaborative, dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie per la gestione dei dati sta modificando profondamente il modo di progettare opere pubbliche e private. Le imprese investono sempre di più in digitalizzazione, certificazioni di qualità, criteri ESG e sostenibilità ambientale, elementi ormai richiesti sia dalle amministrazioni pubbliche sia dai committenti privati. La progettazione non riguarda più soltanto la fase tecnica dell'opera, ma comprende attività di pianificazione, gestione del ciclo di vita delle infrastrutture, analisi ambientale e consulenza strategica.


Nonostante i risultati positivi, il comparto guarda al futuro con prudenza. OICE evidenzia come il rallentamento della domanda pubblica dopo la conclusione del PNRR rappresenti una delle principali incognite dei prossimi anni. Per mantenere il ritmo di crescita sarà necessario garantire continuità agli investimenti infrastrutturali, aggiornare il quadro normativo sugli appalti e favorire ulteriormente l'internazionalizzazione delle imprese. La progettazione italiana continua comunque a rappresentare uno dei settori più dinamici e innovativi del sistema produttivo nazionale, capace di coniugare competenze tecniche, ricerca e presenza internazionale, confermando il proprio ruolo strategico nello sviluppo delle infrastrutture e nella trasformazione sostenibile dell'economia.

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