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Via libera della Camera allo “Stabilicum”: premio di maggioranza e liste bloccate ridisegnano il sistema elettorale

16 lug
Tempo di lettura: 2 min

La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura la riforma della legge elettorale, ribattezzata “Stabilicum”, destinata a sostituire l'attuale Rosatellum. Il provvedimento, ora atteso all'esame del Senato, introduce un sistema proporzionale con premio di maggioranza, elimina i collegi uninominali e conferma il ricorso alle liste bloccate, senza la possibilità per gli elettori di esprimere preferenze. Secondo la maggioranza, la riforma mira a garantire maggiore stabilità ai governi e a ridurre il rischio di maggioranze frammentate; per le opposizioni, invece, il nuovo impianto riduce gli spazi di rappresentanza e rafforza il potere delle segreterie dei partiti nella scelta degli eletti.


Il cuore della riforma è rappresentato dal premio di maggioranza. La lista o la coalizione che raggiungerà almeno il 42% dei voti validi riceverà un premio fisso di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, entro un limite massimo di 220 deputati e 113 senatori, esclusi gli eletti nella circoscrizione Estero. Se nessuna forza politica supererà la soglia prevista, oppure se Camera e Senato dovessero produrre maggioranze differenti, il premio non scatterà e l'assegnazione dei seggi avverrà integralmente con criterio proporzionale. Il Governo sostiene che questo meccanismo consentirà di favorire la formazione di maggioranze più solide senza alterare eccessivamente il principio della rappresentanza.


Tra le principali novità figura anche l'abolizione dei collegi uninominali, elemento caratterizzante del Rosatellum. Gli elettori voteranno esclusivamente liste presentate nei collegi plurinominali, nelle quali i candidati saranno indicati in ordine prestabilito dai partiti. Il ritorno alle liste bloccate è stato uno dei punti più discussi dell'intero iter parlamentare. Durante l'esame alla Camera era stato proposto un emendamento per introdurre un sistema misto con preferenze e capilista bloccati, ma la proposta è stata respinta con voto segreto. Il testo approvato mantiene quindi un sistema nel quale saranno le forze politiche a determinare preventivamente l'ordine degli eletti, senza possibilità di scelta diretta da parte degli elettori sui singoli candidati.


La riforma conserva inoltre la soglia di sbarramento del 3% per l'accesso al Parlamento e introduce ulteriori modifiche riguardanti il voto degli italiani residenti all'estero e la disciplina degli elettori fuorisede, con l'obiettivo di rendere più stabile e uniforme il sistema di voto. Rimane anche l'obbligo per le coalizioni di indicare preventivamente il candidato alla Presidenza del Consiglio al momento della presentazione del programma elettorale, rafforzando il legame tra scelta della coalizione vincente e formazione del Governo. Secondo i promotori della riforma, queste innovazioni contribuiranno ad aumentare la trasparenza nei confronti degli elettori e a rendere più chiaro l'esito politico delle elezioni.


L'approvazione della Camera rappresenta soltanto il primo passaggio dell'iter parlamentare. Il testo dovrà ora essere esaminato dal Senato, dove potranno essere presentati nuovi emendamenti e modifiche prima dell'approvazione definitiva. Nel frattempo il confronto politico resta particolarmente acceso: la maggioranza rivendica una riforma pensata per assicurare governabilità e stabilità istituzionale, mentre le opposizioni contestano un sistema che, a loro giudizio, limita la rappresentatività del Parlamento e accentua il controllo delle leadership sui futuri eletti. Il dibattito sulla nuova legge elettorale si conferma così uno dei temi centrali della legislatura, destinato a incidere profondamente sulle modalità con cui saranno scelti deputati e senatori nelle prossime elezioni politiche.

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