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Pneumatici usati, l’Italia raggiunge il 100% della raccolta e consolida il modello dell’economia circolare

2 feb
Tempo di lettura: 2 min

L’Italia raggiunge il traguardo del 100% di raccolta dei pneumatici fuori uso, segnando un risultato di rilievo nel panorama europeo della gestione dei rifiuti e dell’economia circolare. Il dato certifica la capacità del sistema nazionale di intercettare integralmente gli pneumatici giunti a fine vita, evitando dispersioni illegali e garantendo l’avvio a corretto trattamento di un flusso di rifiuti storicamente complesso da gestire. Il raggiungimento della copertura totale rappresenta un passaggio significativo non solo sul piano ambientale, ma anche su quello industriale e organizzativo, dimostrando l’efficacia di un modello basato sulla responsabilità estesa del produttore e su una filiera strutturata che coinvolge operatori pubblici e privati.


Il sistema di gestione dei pneumatici usati in Italia si fonda su un meccanismo che assegna a produttori e importatori l’obbligo di farsi carico della raccolta e del recupero degli pneumatici immessi sul mercato. Questo approccio ha consentito di costruire nel tempo una rete capillare di operatori autorizzati, in grado di intervenire su tutto il territorio nazionale e di rispondere alle esigenze di gommisti, officine e centri di raccolta. Il risultato del 100% di raccolta indica che il sistema è riuscito a intercettare anche le quote più difficili, riducendo in modo significativo il fenomeno dell’abbandono illegale e delle discariche abusive, che per anni hanno rappresentato una criticità ambientale e sanitaria rilevante.


Dal punto di vista ambientale, la gestione integrale dei pneumatici fuori uso produce benefici concreti e misurabili. Gli pneumatici rappresentano un rifiuto particolarmente problematico per dimensioni, composizione e potenziale impatto sull’ambiente in caso di combustione o abbandono. Il corretto trattamento consente invece di recuperare materiali e di avviarli a diversi utilizzi, dalla produzione di granuli di gomma per superfici sportive e infrastrutture, fino all’impiego come combustibile in impianti industriali autorizzati. Il raggiungimento della raccolta totale rafforza quindi il contributo del settore alla riduzione delle emissioni, al risparmio di risorse e alla diminuzione della pressione sulle discariche, in linea con gli obiettivi europei di sostenibilità e circolarità.


Il risultato assume rilievo anche sul piano economico e industriale. La filiera dei pneumatici usati genera occupazione, investimenti e innovazione tecnologica, sostenendo un comparto specializzato che opera nel recupero e nel riciclo dei materiali. La stabilità del sistema di raccolta consente alle imprese di pianificare le attività, migliorare l’efficienza degli impianti e sviluppare nuove applicazioni per i materiali recuperati. In questo senso, il 100% di raccolta non rappresenta un punto di arrivo statico, ma una base su cui costruire un ulteriore miglioramento qualitativo, orientato a incrementare le percentuali di riciclo rispetto al recupero energetico e a sviluppare soluzioni a maggiore valore aggiunto.


Il modello italiano dei pneumatici fuori uso viene osservato con attenzione anche a livello europeo, come esempio di funzionamento efficace della responsabilità estesa del produttore. In un contesto in cui l’Unione europea spinge sempre più verso sistemi di gestione dei rifiuti efficienti e tracciabili, l’esperienza italiana dimostra come una governance chiara, controlli efficaci e una collaborazione strutturata tra istituzioni e operatori possano produrre risultati concreti. La sfida futura riguarda il mantenimento di questi livelli di raccolta nel tempo e l’adattamento del sistema a un mercato in evoluzione, caratterizzato da cambiamenti tecnologici, dall’elettrificazione della mobilità e da una crescente attenzione alla sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti.

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