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Più italiani in viaggio e maggiore spesa: il break di primavera rilancia il turismo interno

Il ponte di primavera 2025 si preannuncia come uno dei più vivaci degli ultimi anni per il settore turistico italiano. Secondo i dati diffusi da Federalberghi, saranno circa 17 milioni gli italiani in partenza tra il 25 aprile e il 1° maggio, in crescita del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. A trainare la ripresa, oltre alla favorevole collocazione dei giorni festivi, è anche un aumento della propensione alla spesa media per vacanza, che tocca quota 405 euro a persona, il 7% in più rispetto all’anno precedente.


Si tratta di un segnale incoraggiante per l’intero comparto turistico, che torna a registrare numeri vicini ai livelli pre-pandemici. L’effetto combinato di giorni feriali incastonati tra festività, una meteo primaverile favorevole e il desiderio crescente di evasione dopo mesi di contesto economico e geopolitico complesso, contribuisce a sostenere la domanda interna. L’86% dei vacanzieri resterà infatti in Italia, privilegiando in particolare le località costiere, le città d’arte e le località montane.


Tra le mete più ambite spiccano Toscana, Puglia, Sicilia e Veneto. La combinazione tra bellezze naturali, enogastronomia e offerte culturali continua a esercitare un forte richiamo. Anche la Sardegna registra un incremento, complici le nuove rotte aeree low cost e gli sconti offerti dai vettori in occasione del ponte. Le località lacustri del Nord Italia, come il Garda e il Lago Maggiore, registrano un tasso di occupazione medio superiore al 75%, con picchi oltre l’80% nel weekend del 27 e 28 aprile.


La durata media del soggiorno si attesta su 3,5 notti, con un ritorno di interesse per le strutture ricettive tradizionali. Gli hotel raccolgono il 34% delle preferenze, seguiti da case vacanza (25%), agriturismi (16%) e B&B (13%). Resta forte la domanda di soluzioni flessibili e su misura, con una crescita del 12% per le prenotazioni tramite piattaforme online. Tuttavia, Federalberghi segnala anche una buona tenuta del canale diretto, specialmente nelle strutture a gestione familiare, dove la relazione personale resta un valore aggiunto percepito.


Dal punto di vista economico, la spesa turistica complessiva generata da questo break di primavera è stimata in oltre 6,8 miliardi di euro. Una quota significativa andrà a sostenere l’indotto del turismo diffuso: ristorazione, trasporti locali, guide turistiche, eventi culturali e attività outdoor. La crescente attenzione dei viaggiatori verso l’autenticità e l’esperienza territoriale ha fatto registrare un boom di prenotazioni per escursioni naturalistiche, visite a cantine e musei locali, oltre che per esperienze legate al benessere e alla cucina tradizionale.


Anche i trasporti confermano il trend positivo. Trenitalia ha potenziato l’offerta su diverse tratte ad alta velocità e regionali, registrando un +9% di prenotazioni rispetto allo stesso periodo del 2024. Il traffico aereo, in particolare verso le isole e le capitali europee, beneficia della ripresa dei collegamenti diretti e di tariffe promozionali. Le autostrade, invece, si preparano a gestire volumi di traffico paragonabili ai picchi estivi, con previsioni di intenso afflusso soprattutto tra il 24 e il 26 aprile e tra il 30 aprile e il 1° maggio.


Il turismo internazionale contribuisce in maniera contenuta ma significativa: circa 2,3 milioni di viaggiatori stranieri hanno scelto l’Italia per questo ponte primaverile, attratti da eventi culturali, mostre temporanee e festival locali. Le presenze estere si concentrano nelle grandi città d’arte, con Roma, Firenze, Venezia e Milano in testa, ma si segnala un ritorno dell’interesse anche per itinerari meno battuti, come il Sud Italia e l’entroterra marchigiano e abruzzese.


Le associazioni di categoria evidenziano che, nonostante le incertezze macroeconomiche, il desiderio di viaggiare resta elevato. La ricerca di benessere psicofisico, la voglia di staccare dalla routine lavorativa e la disponibilità a investire in qualità dell’esperienza si traducono in un rinnovato slancio per il turismo domestico. I dati raccolti dal Centro Studi Turistici di Firenze, in collaborazione con Confesercenti, mostrano che il 57% degli intervistati considera la vacanza breve un elemento essenziale per il proprio equilibrio personale.


Nel frattempo, le imprese del settore continuano a fare i conti con i rincari energetici e i costi di gestione in aumento. Ma il sentiment diffuso è di ottimismo cauto: il break primaverile rappresenta per molti operatori un test decisivo in vista della stagione estiva, da cui si attendono conferme della ripartenza piena del comparto. La capacità di intercettare la domanda interna, di fidelizzare i clienti attraverso servizi personalizzati e di diversificare l’offerta restano le chiavi per affrontare con successo un mercato turistico sempre più competitivo e frammentato.

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