OVS inaugura a Bari un polo tecnologico e un centro per abiti ricondizionati
- piscitellidaniel
- 28 mar
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OVS, leader italiano nel settore dell’abbigliamento, ha inaugurato a Bari un nuovo polo tecnologico e un centro per il ricondizionamento degli abiti usati, segnando un passo importante nella strategia aziendale orientata all’innovazione digitale e alla sostenibilità ambientale. L’iniziativa si inserisce nel piano industriale dell’azienda volto a rafforzare la competitività attraverso investimenti in tecnologia, economia circolare e responsabilità sociale.
Il polo tecnologico al servizio della trasformazione digitale
Il nuovo polo tecnologico, situato nella zona industriale del capoluogo pugliese, ospita oltre 200 professionisti tra data analyst, ingegneri informatici, esperti di intelligenza artificiale e sviluppatori software. L’obiettivo è potenziare l’infrastruttura digitale dell’azienda e accelerare l’integrazione di processi data-driven nei vari ambiti operativi, dalla gestione della supply chain al marketing predittivo, passando per la personalizzazione dell’esperienza cliente.
Il centro, esteso su una superficie di oltre 5.000 metri quadrati, costituisce uno snodo strategico per la gestione dei flussi informativi dell’azienda. Al suo interno si sviluppano sistemi avanzati di monitoraggio delle vendite, previsione della domanda e analisi in tempo reale dei comportamenti d’acquisto. Grazie all’uso del machine learning, il team è in grado di elaborare algoritmi per ottimizzare la rotazione delle collezioni e ridurre gli sprechi di magazzino.
Il centro per il ricondizionamento degli abiti usati
Accanto al polo tecnologico, OVS ha avviato un centro per il trattamento e il ricondizionamento degli abiti usati. Gli indumenti vengono raccolti tramite contenitori presenti nei punti vendita dell’insegna e sottoposti a un processo di selezione, sanificazione e riparazione. I capi idonei vengono poi reimmessi sul mercato attraverso un circuito di vendita dedicato, rivolto a consumatori attenti al riuso e al risparmio.
Il centro rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di economia circolare dell’azienda, che si propone di ridurre l’impatto ambientale del fast fashion e di educare i clienti a un consumo più consapevole. Oltre alla vendita dei capi rigenerati, una parte degli indumenti non più utilizzabili viene destinata al riciclo dei tessuti, grazie alla collaborazione con aziende specializzate nel recupero di materiali.
L’impatto sul territorio e la collaborazione con il sistema universitario
L’insediamento del polo tecnologico e del centro di ricondizionamento a Bari ha una ricaduta rilevante in termini occupazionali e di sviluppo per il territorio. Il progetto ha portato all’assunzione di centinaia di giovani professionisti e tecnici specializzati, molti dei quali formati presso università e istituti di alta formazione locali.
OVS ha stretto accordi con l’Università degli Studi di Bari e il Politecnico per l’attivazione di tirocini formativi, corsi di alta formazione e percorsi di inserimento lavorativo. L’obiettivo è costruire un ecosistema in cui impresa, formazione e innovazione possano dialogare e crescere congiuntamente, generando valore per l’intera filiera.
Strategie di sostenibilità e innovazione industriale
Dal 2021 OVS ha avviato un processo di transizione verso un modello produttivo più sostenibile. Oltre all’iniziativa sul ricondizionamento, l’azienda ha introdotto linee di prodotti realizzati con materiali certificati, riducendo l’uso di fibre sintetiche e implementando standard ambientali nelle catene di fornitura. L’adozione di etichette trasparenti e strumenti digitali per tracciare l’origine dei capi è parte di una strategia che punta alla piena responsabilità sociale del prodotto.
All’interno del polo di Bari si sviluppano anche soluzioni per la logistica intelligente e il monitoraggio dei consumi energetici nei punti vendita, in collaborazione con startup e centri di ricerca. L’adozione di tecnologie green come il fotovoltaico e l’efficienza energetica degli impianti è parte integrante del piano di decarbonizzazione che l’azienda intende portare avanti entro il 2030.
Partnership e coinvolgimento del terzo settore
Il centro per gli abiti usati lavora in sinergia con cooperative sociali e organizzazioni del terzo settore che si occupano del reinserimento lavorativo di persone fragili. In particolare, la fase di selezione e trattamento dei capi è affidata in parte a personale proveniente da percorsi di inclusione, contribuendo alla creazione di un impatto sociale positivo oltre che ambientale.
La gestione dei flussi logistici per la raccolta degli abiti usati avviene anche con il supporto di enti locali e associazioni del territorio. In questa logica, l’iniziativa si configura come un progetto integrato che va oltre il profitto, promuovendo un modello di impresa responsabile e radicata nel tessuto sociale.

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